fratel Charles

Incontro del 12 maggio

Hai chiesto a fratel Charles di seguirti nell’amore,
che è esigenza di conformità e di somiglianza a te:
spingici all’amore fino ad abbracciare la croce.
Il tuo piccolo fratello si è fatto fratello universale
nella misura in cui tu vivevi in lui: concedici di vivere tra gli uomini manifestando la tua vita in noi.
Gli hai chiesto di condividere la povertà dei piccoli,
perché la debolezza dei mezzi umani è sorgente di forza: accorda ai cristiani di essere chiesa povera e di poveri
dalla liturgia del Monastero di Bose

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Fratelli tutti

Incontro del 4 maggio

Signore e Padre dell’umanità,
che hai creato tutti gli esseri umani con la stessa dignità,
infondi nei nostri cuori uno spirito fraterno.
Ispiraci il sogno di un nuovo incontro, di dialogo, di giustizia e di pace.
Stimolaci a creare società più sane e un mondo più degno,
senza fame, senza povertà, senza violenza, sen-za guerre.
Il nostro cuore si apra
a tutti i popoli e le nazioni della terra,
per riconoscere il bene e la bellezza
che hai seminato in ciascuno di essi,
per stringere legami di unità, di progetti comuni,
di speranze condivise. Amen.
Papa Francesco

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Instancabile profeta di pace

Memoria di Tonino Bello

Incontro del 20 aprile

Facciamo memoria di don Tonino Bello, vescovo in Puglia, instancabile profeta di pace, il quale amava ripetere: i conflitti e tutte le guerre «trovano la loro radice nella dissolvenza dei volti». Quando cancelliamo il volto dell’altro, allora possiamo far crepitare il rumore delle armi. Quando l’altro, il suo volto come il suo dolore, ce lo teniamo davanti agli occhi, allora non ci è permesso sfregiarne la dignità con la violenza.
Cf. Papa Francesco “Contro la guerra. Il coraggio di costruire la pace” ed. Solferino

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Signore, donaci sempre il tuo pane!

Incontro del 12 aprile

Signore, donaci sempre il tuo pane!
Vogliamo essere una comunità che condivide il pane che Tu hai benedetto e offerto, una comunità che si organizza secondo il tuo modello, per permetterci di servirti e trasformarci.
Non vogliamo mangiare da soli il nostro pane: né quello della fede, né quello frutto del lavoro.
Non vogliamo «congedare» le folle che si assemblano cercandoti, spesso senza saperlo.
Non vogliamo accettare rassegnati le statistiche che danno ormai per esclusi alcuni dei nostri fratelli.
Vogliamo seguirti, riceverti e condividerti, ognuno nella sua «tavola da cinquanta».
Vogliamo essere comunità che vivono di questa forza che ci viene dall’Eucaristia, per annunciare con la nostra vita, più che a parole, la verità del Vangelo, una verità trascendente perché ci mostra qualcosa che va al di là dell’individualismo, un Regno che è già tra di noi quando ci uniamo per condividere il pane in tuo nome, Signore.
Da “El verdadero poder es el servicio” di Jorge Mario Bergoglio 2007

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E cominciarono a far festa.

Incontro del 23 marzo

«Pace a voi!»: è il saluto che Cristo porta ai suoi discepoli; è la stessa pace, che attendono gli uomini del nostro tempo.
Non è una pace negoziata, non è la sospensione di qualcosa che non va: è la sua pace, la pace che proviene dal cuore del Risorto, la pace che ha vinto il peccato, la morte e la paura.
È la pace che non divide, ma unisce; è la pace che non lascia soli, ma ci fa sentire accolti e amati; è la pace che permane nel dolore e fa fiorire la speranza.
Questa pace, come nel giorno di Pasqua, nasce e rinasce sempre dal perdono di Dio, che toglie l’inquietudine dal cuore. Essere portatrice della sua pace: questa è la missione affidata alla Chiesa il giorno di Pasqua. Siamo nati in Cristo come strumenti di riconciliazione, per portare a tutti il perdono del Padre, per rivelare il suo volto di solo amore nei segni della misericordia.
Papa Francesco

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