Signore, donaci sempre il tuo pane!

Incontro del 12 aprile

Signore, donaci sempre il tuo pane!
Vogliamo essere una comunità che condivide il pane che Tu hai benedetto e offerto, una comunità che si organizza secondo il tuo modello, per permetterci di servirti e trasformarci.
Non vogliamo mangiare da soli il nostro pane: né quello della fede, né quello frutto del lavoro.
Non vogliamo «congedare» le folle che si assemblano cercandoti, spesso senza saperlo.
Non vogliamo accettare rassegnati le statistiche che danno ormai per esclusi alcuni dei nostri fratelli.
Vogliamo seguirti, riceverti e condividerti, ognuno nella sua «tavola da cinquanta».
Vogliamo essere comunità che vivono di questa forza che ci viene dall’Eucaristia, per annunciare con la nostra vita, più che a parole, la verità del Vangelo, una verità trascendente perché ci mostra qualcosa che va al di là dell’individualismo, un Regno che è già tra di noi quando ci uniamo per condividere il pane in tuo nome, Signore.
Da “El verdadero poder es el servicio” di Jorge Mario Bergoglio 2007

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E cominciarono a far festa.

Incontro del 23 marzo

«Pace a voi!»: è il saluto che Cristo porta ai suoi discepoli; è la stessa pace, che attendono gli uomini del nostro tempo.
Non è una pace negoziata, non è la sospensione di qualcosa che non va: è la sua pace, la pace che proviene dal cuore del Risorto, la pace che ha vinto il peccato, la morte e la paura.
È la pace che non divide, ma unisce; è la pace che non lascia soli, ma ci fa sentire accolti e amati; è la pace che permane nel dolore e fa fiorire la speranza.
Questa pace, come nel giorno di Pasqua, nasce e rinasce sempre dal perdono di Dio, che toglie l’inquietudine dal cuore. Essere portatrice della sua pace: questa è la missione affidata alla Chiesa il giorno di Pasqua. Siamo nati in Cristo come strumenti di riconciliazione, per portare a tutti il perdono del Padre, per rivelare il suo volto di solo amore nei segni della misericordia.
Papa Francesco

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Il vangelo del reduce

Incontro dell’18 novembre

Dal Vangelo del Reduce di Primo Mazzolari
Che abbiamo di nostro? Chi è dalla nostra parte?
Facciamo un bilancio di ciò che ci è rimasto: delle certezze sopravvissute alla catastrofe, dei sentimenti e degli affetti ancora vivi, delle luci sulla nostra strada… e ditemi se non ci convenga interrogare ancora una volta Cristo, stargli vicino un attimo. Vicino a un povero, a un reietto, a un condannato, a un crocifisso… non vi potete trovare a disagio. Cristo è dei vostri, non v’è ragione che vi mostriate diffidenti.
E s’Egli è venuto, è venuto soprattutto per voi: se ha parlato, è soprattutto per voi che ha parlato. Ed è morto, perché voi non foste soli quando incomincia l’agonia.
Può darsi, se l’accostate così, che le impalcature di ogni genere che Gli avete visto d’intorno, non le vediate più; che parecchie cose che continuano a circolare sotto il suo nome, non siano sue: che lo vediate, finalmente, com’è e come vuole essere visto: fratello, guida, salvatore…, in un momento in cui non abbiamo né fratelli, né guide, né salvatori.
– Permettete che vi stia da presso mentre leggete il Vangelo? Che vi segni, col dito, la pagina, la parola?
– Non ce ne sarebbe bisogno se non aveste l’occhio sospettoso e la mente ingombra di pregiudizi.
Primo Mazzolari
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Il pane e la parola

Incontro del 31 ottobre

Cristo, oggi sono in cerca di pane,
il mio pane quotidiano,
quello che serve per la fame di oggi,
per passare di là oggi,
per avere la forza di remare
sotto la tempesta di oggi.
Il pane che non ha profumo se non di sudore,
il pane che non ha gusto, se non di vita,
il pane che fa stare in piedi,
che serve a camminare,
a remare, a vangare,
a combattere con fede, a morire in pace.
…”in principio era la Parola”
e la parola è il pane quotidiano
per ogni uomo che viene al mondo.
Primo Mazzolari
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