Amico degli umili

Incontro del 26 gennaio

Dio, tu sai
che ti preghiamo non solo perché
senza di te siamo disperati;
ma prima di tutto
vogliamo ringraziarti perché esisti;
e hai cura di tutti i tuoi figli,
specialmente dei fanciulli e delle madri;
e insieme lodarti e cantarti
per la gioia di saperti così umile
e amico degli umili.
Amen.
Turoldo

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Un cuore di fanciulli, e una fede fino all’audacia

Incontro del 12 gennaio

Quando mai la speranza è senza una qualche porzione di dubbio e di disperazione?
Non è detto anche di Abramo che «nella speranza contro speranza ebbe fede» ?
E di contro, si dà mai un’infelicità che non possa, per quanto sovrumana, sublimarsi anche per via della poesia e del canto, oltre che per grazia ?
Signore, ti chiediamo di avere un cuore di fanciulli, e una fede fino all’audacia.
Turoldo – Ravasi

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… la sua Parola corre veloce

Incontro del 29 dicembre

Padre, con la tua parola hai creato i cieli
nella tua Parola tutto contieni,
per essa la terra continua a fiorire
e l’universo a espandersi:
è per la tua Parola fattasi carne
che hai reso feconda la storia,
manda sempre a tutti gli uomini
il tuo Spirito santo,
perché riveli loro i germi del tuo Verbo
nascosti in ogni religione e cultura
e li conduca alla Verità tutta intera.
Amen.
Turoldo – Ravasi

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Laudato si’!

Incontro del 17 novembre

Vieni, Signore Dio, Uno e Trino,
comunità stupenda di amore infinito,
insegnaci a contemplarti
nella bellezza dell’universo,
dove tutto ci parla di te.
Risveglia la nostra lode e la nostra gratitudine
per ogni essere che hai creato.
Donaci la grazia di sentirci intimamente uniti
con tutto ciò che esiste.
Dio d’amore, mostraci il nostro posto
in questo mondo
come strumenti del tuo affetto
per tutti gli esseri di questa terra,
perché nemmeno uno di essi è dimenticato da te.
Illumina i padroni del potere e del denaro
perché non cadano nel peccato dell’indifferenza,
amino il bene comune, promuovano i deboli,
e abbiano cura di questo mondo che abitiamo.
I poveri e la terra stanno gridando:
Signore, prendi noi col tuo potere e la tua luce,
per proteggere ogni vita,
per preparare un futuro migliore,
affinché venga il tuo Regno
di giustizia, di pace, di amore e di bellezza.
Laudato si’! – Amen.
Papa Francesco

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Resurrezione sul Fiume

Incontro del 3 novembre

Padre, nella nostra preghiera vogliamo raccogliere
la voce di tutti gli assetati:
dei vivi, dei morti
che chiedono refrigerio alle loro arsure;
ogni sete rivela
quanto queste cose non ci bastano, Signore;
e poiché solo in te sono le fonti della vita
a te noi sospiriamo giorno e notte:
sazia, ti supplichiamo, la nostra sete
donandoci l’acqua viva
che zampilla dal tuo cuore.
Amen.
Turoldo-Ravasi

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L’umiliazione

Incontro del 25 agosto

Quando noi vediamo tanti cristiani buoni, con buona volontà, ma che confondono la religione con un concetto sociale di bontà, di amicizia, quando noi vediamo tanti chierici che dicono di seguire Gesù, ma cercano gli onori, le vie fastose, le vie della mondanità, non cercano Gesù: cercano se stessi. Non sono cristiani; dicono di essere cristiani, ma di nome, perché non accettano la via di Gesù, dell’umiliazione. E quando leggiamo nella storia della Chiesa di tanti vescovi che hanno vissuto così e anche di tanti papi mondani che non hanno conosciuto la strada dell’umiliazione, non l’hanno accettata, dobbiamo imparare che quella non è la strada.
Papa Francesco

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Salva la tua creatura

Incontro del 18 agosto

Salva la tua creatura, Signore,
l’uomo che porta l’immagine tua:
che non rovini per sempre nel male
chi hai redento col sangue da morte.
Uomini schiavi, oppressi, malati,
uomini senza nessuna speranza:
turbe di Lazzari intorno ai palazzi,
morenti a turbe in mezzo ai deserti!
Ed altri uomini empi e rapaci,
tutti in peccato, sedotti e perduti,
e leggi ingiuste, torture, violenze,
e sempre il giusto che paga e muore.

Fa’ della chiesa un paese di liberi,
una splendente città di salvati…
David Maria Turoldo

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tempo perduto, tempo dell’attesa, tempo della festa…

Incontro del 4 agosto

Quando io ti rendo disponibile il tempo che mi affidi,
e lo arrischio per venire in soccorso
della mancanza del mio fratello,
io so che il mio tempo si arricchisce
fino a cento volte, fin d’ora:
e molto mi viene perdonato.
E quando infine riconosco la stupidità della mia colpa,
e mi rivolgo contrito a te, Padre,
non incontro l’ombra del tuo risentimento,
ma soltanto la tenacia della tua fedeltà.
Scopro che il tempo perduto
fu per te il tempo dell’attesa
e il tempo insperabilmente ritrovato
è subito il tempo della festa.
Carlo Maria Martini

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…non lo perdonerò mai!

Incontro del 21 luglio

Nulla nei Vangeli lascia sospettare che Dio non perdoni i peccati di chi è ben disposto e chiede di essere riabbracciato.
Ma la grazia di Dio, così abbondante, è sempre impegnativa. Chi ha ricevuto tanto deve imparare a dare tanto e non trattenere solo per sé quello che ha ricevuto. Chi ha ricevuto tanto deve imparare a dare tanto. Non è un caso che il Vangelo di Matteo, subito dopo aver regalato il testo del “Padre nostro”, tra le sette espressioni usate si soffermi a sottolineare proprio quella del perdono fraterno: «Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe» Mt 6,14-15. Ma questo è forte! Io penso: alcune volte ho sentito gente che ha detto: “Io non perdonerò mai quella persona! Quello che mi hanno fatto non lo perdonerò mai!”. Ma se tu non perdoni, Dio non ti perdonerà. Tu chiudi la porta. Pensiamo, noi, se siamo capaci di perdonare o se non perdoniamo.
Papa Francesco

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Efrem

Incontro del 9 giugno

Signore, fammi tornare ai tuoi insegnamenti:
volevo ritirarmi innanzi ad essi,
ma mi accorsi del mio impoverimento.
L’anima non trae alcun beneficio, infatti,
all’infuori del tempo in cui conversa con te.
Ogni volta che ho meditato su di te,
da te io ho ricevuto un autentico tesoro;
quale che fosse il tuo aspetto contemplato,
un fiume sgorgava dal tuo seno:
non vi era modo per me di contenerlo.
La tua fontana, Signore, è nascosta
agli occhi di colui che di te non è assetato;
il tuo tesoro vuoto appare
a colui che ti respinge.
Amore è il tesoro delle tue riserve celesti

Efrem il Siro +9 giugno 373

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Simone, mi vuoi bene?

Incontro del 27 aprile

Rivolgendosi a Simone Gesù gli chiede: “Mi ami tu più di costoro?”. Richiesta esorbitante, non solo perché rivolta a chi aveva rinnegato il suo Signore, non solo per quel curioso “più di costoro”, ma anche e specialmente perché Gesù usa il verbo agapào che indica l’amore totale, esclusivo, incondizionato cioè perfetto, “santo”. Pietro non osa rispondere con lo stesso verbo (forse lo avrebbe fatto prima di conoscere l’amara esperienza del tradimento): risponde semplicemente e poveramente “Ti voglio bene”, usando il verbo dell’amore amicale philéo. Nella seconda domanda Gesù insiste con la richiesta dell’amore totale e Pietro insiste nella seconda risposta con l’offerta del suo povero, umile, amore. Alla terza domanda e risposta non è Pietro che cambia il verbo: è Gesù! “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?” e Pietro – sebbene “addolorato che la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?” (che fosse cioè Gesù ad avere dovuto cambiare il verbo dell’amore) – gli risponde: “Signore, tu sai tutto, sai che ti voglio bene”. Si potrebbe quasi dire che non è Pietro a convertirsi a Gesù, ma è Gesù che “si converte” a Pietro, si adatta al suo linguaggio e alle sue possibilità.
È questa “conversione di Dio” che mi colpisce profondamente: anche perché è a partire da essa che Gesù pronuncia l’imperativo nel quale sbocca tutto l’itinerario educativo con cui aveva formato il suo apostolo: “SEGUIMI!” (Gv 21, 19).
Così dal fallimento è cominciata la storia nuova della santità personale di Pietro, spinta fino al martirio, quando egli dirà, non più con le parole, ma con il gesto della vita donata e con il silenzio eloquente della morte, la parola dell’amore esclusivo e totale per il suo Signore!
Carlo Maria Martini

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Vocazioni privilegiate…

Incontro del 3 febbraio

…fa’ che non creda che ci siano vocazioni privilegiate, più perfette, e che non presuma di abbracciarle per essere da più degli altri.
Quale che sia, la mia vocazione è la più grande; e l’erba del mio giardino è la più verde perché è quella che tu hai annaffiato per me.
Per seguire la tua voce dammi la generosità di Abramo, la prontezza di Samuele, la naturalezza di Maria.
E dammi la pazienza di attendere e l’umiltà di scegliere quella strada fra tutte, e la capacità di viverle tutte in quella unica che è mia.
Adriana Zarri
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