Dio della libertà

Incontro del 6 maggio

Dio della libertà che prepari le Tue vie
sovvertendo i nostri cammini,
Dio di speranza nella desolazione
e di desolazione nella falsa speranza,
donaci di lasciarci sovvertire da Te,
per vivere fino in fondo la santa inquietudine,
che apre il cuore e la vita
all’avvento del Tuo Figlio,
il liberatore fra noi.
Bruno Forte
Il foglietto: Parte A Parte B

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O Dio, mandaci dei matti

Incontro del 26 aprile
O Dio, mandaci dei matti,
di quelli che siano capaci di esporsi,
di quelli che siano capaci di scordarsi di loro stessi,
di quelli che sappiano amare con opere
e non con parole,
di quelli che siano totalmente a disposizione del prossimo.
A noi mancano matti, o Signore,
mancano temerari, appassionati,
persone capaci di saltare nel vuoto insicuro,
sconosciuto e ogni giorno più profondo della povertà;
di quelli che sono capaci di guidare la gente
senza il desiderio di utilizzarla come sgabello per salire loro;
di quelli che non utilizzano il prossimo per i loro fini.
Ci mancano questi matti, o mio Dio!
Matti nel presente, innamorati di una vita semplice,
liberatori del povero, amanti della pace,
liberi da compromessi, decisi a non tradire mai,
disprezzando le proprie comodità o la propria vita,
totalmente decisi per l’abnegazione,
capaci di accettare tutti i tipi di incarichi,
di andare in qualsiasi luogo per ubbidienza,
e nel medesimo tempo liberi, obbedienti,
spontanei e tenaci, allegri, dolci e forti.
Dacci questo tipo di matti, o mio Signore.
Louis Joseph Lebretd (vedi)
Il foglietto: Parte A Parte B

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Facciamo silenzio.

Incontro del 20 aprile
Facciamo silenzio
prima di ascoltare la Parola,
perché i nostri pensieri
sono già rivolti verso la Parola.
Facciamo silenzio
dopo l’ascolto della Parola,
perché questa ci parla ancora,
vive e dimora in noi.
Facciamo silenzio
la mattina presto,
perché Dio deve avere la prima Parola,
e facciamo silenzio
prima di coricarci,
perché l’ultima Parola
appartiene a Dio.
Facciamo silenzio
solo per amore della Parola.
(Dietrich Bonhoeffer)
Il foglietto: Parte A Parte B

collocazione provvisoria

…di Tonino Bello

Nel Duomo vecchio di Molfetta c’è un grande crocifisso di terracotta. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: collocazione provvisoria.
La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell’opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito.

«Questa malattia non è per la morte ma per la gloria di Dio»

Incontro del 30 marzo
Un commento di suor Emmanuelle-Marie*
Gv 11,1-45
Tutto quello che succede, anche l’irreparabile come la morte, nasconde un bene più grande di quello perso. Come per le sorelle di Lazzaro, è più comodo fermarsi alla situazione immediata: “se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto“. Si trovano sempre dei “se …, non sarebbe capitato“, come se si potesse tornare indietro e ridistribuire le carte. La vita invece è sempre davanti, ricca d’inedito per chi, nel presente, non si ferma a rimpiangere il passato.

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La libertà dei figli di Dio…


Incontro del 22 marzo

Ti chiediamo, Signore Gesù,
di guidarci in questo cammino
verso Gerusalemme e verso la Pasqua.
Ciascuno di noi intuisce che tu,
andando in questo modo a Gerusalemme,
porti in te un grande mistero,
che svela il senso della nostra vita,
delle nostre fatiche e della nostra morte,
ma insieme il senso della nostra gioia
e il significato del nostro cammino umano.
Donaci di verificare sui tuoi passi
i nostri passi di ogni giorno.
Concedici di capire, in questa settimana che stiamo iniziando,
come tu ci hai accolto con amore,
fino a morire per noi,
e come l’ulivo vuole ricordarci
che la redenzione e la pace da te donate
hanno un caro prezzo,
quello della tua morte.
Solo allora potremo vivere nel tuo mistero
di morte e di risurrezione,
mistero che ci consente di andare
per le strade del mondo
non più come viandanti
senza luce e senza speranza,
ma come uomini e donne
liberati della libertà dei figli di Dio…
Carlo Maria Martini
Il foglietto: Parte A Parte B

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Non cercavo più

Incontro del 16 marzo
Non cercavo più
i segni miracolosi o mitici della presenza di Dio.
Non volevo più ragionare su di Lui,
volevo conoscerlo.
Cercavo il Dio
di tutti i sette giorni della settimana,
non il Dio della domenica.
Non è stato difficile trovarlo, no!
Non è stato difficile
perché Lui era già là ad attendermi.
E l’ho trovato.
Sento la sua Presenza.
La sento nella storia.
La sento nel silenzio.
La godo nella speranza.
L’afferro nell’amore.
Mi è così vicina.
Mi conforta.
Mi rimprovera.
E’ il cuscino della mia intimità.
Il mio tutto.
fratel Carlo
Il foglietto: Parte A Parte B

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La piana (comunità della…)

Incontro dell’8 marzo
Non ti cercheremo nelle altezze, o Signore,
ma in questa crocefissa storia dell’uomo,
dove tu sei entrato
conficcandovi l’albero della croce,
per lievitarla verso la terra promessa
con la forza contagiosa
della tua resurrezione.
Donaci,
di vivere in solidarietà profonda
col nostro popolo
per crescere, e patire,
e lottare con esso,
e rendere presente,
dove tu ci hai posto,
la tua Parola
di giudizio e di salvezza.
Liberaci da ogni forma di amore
universale e astratto,
per credere all’umile
e crocifisso amore,
a questa terra,
a questa gente…
Bruno Forte
Il foglietto: Parte A Parte B

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Il digiuno

Incontro del 28 febbraio.
Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
Isaia 18
Il foglietto: Parte A Parte B

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Tardi ti ho amato

Incontro del 24 febbraio.
Tardi ti ho amato,
bellezza così antica e così nuova,
tardi ti ho amato.
Tu eri dentro di me, e io fuori.
E là ti cercavo.
Deforme, mi gettavo
sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te
quelle creature che non esisterebbero
se non esistessero in te.
Mi hai chiamato,
e il tuo grido ha squarciato la mia sordità.
Hai mandato un baleno,
e il tuo splendore
ha dissipato la mia cecità.
Hai effuso il tuo profumo;
l’ho aspirato e ora anelo a te.
Ti ho gustato,
e ora ho fame e sete di te.
Mi hai toccato,
e ora ardo dal desiderio della tua pace.
Agostino di Ippona
Il foglietto: Parte A Parte B

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Se tu sai scegliere tra la speranza o il timore

Incontro del 15 febbraio.
Se tu credi che un sorriso è più forte di un’arma,
Se tu credi alla forza di una mano tesa,
Se tu credi che ciò che riunisce gli uomini è più
importante di ciò che li divide,
Se tu credi che essere diversi è una ricchezza e non un pericolo,
Se tu sai scegliere tra la speranza o il timore,
Se tu pensi che sei tu che devi fare il primo passo
piuttosto che l’altro, allora…
la pace verrà.
Se lo sguardo di un bambino disarma ancora il tuo cuore,
Se tu sai gioire della gioia del tuo vicino,
Se l’ingiustizia che colpisce gli altri ti rivolta come quella che subisci tu,
Se per te lo straniero che incontri è un fratello,
Se tu sai donare gratuitamente un po’ del tuo tempo per amore,
Se tu sai accettare che un altro, ti renda un servizio,
Se tu dividi il tuo pane e sai aggiungere ad esso un pezzo del tuo cuore, allora…
la pace verrà.
Se tu credi che il perdono ha più valore della vendetta,
Se tu sai cantare la gioia degli altri e dividere la loro allegria,
Se tu sai accogliere il misero che ti fa perdere tempo e guardarlo con dolcezza,
Se tu sai accogliere e accettare un fare diverso dal tuo,
Se tu credi che la pace è possibile, allora…
La pace verrà..
Charles de Foucauld
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Siamo anche coscienza dell’universo

Incontro dell’8 febbraio.
Dio delle costellazioni,
noi siamo – è vero – erba che spunta sull’alba
e a sera è falciata e riarsa,
ma siamo anche coscienza dell’universo,
terra che ama e adora;
e senza, nulla e nessuno potrebbe confessarti e lodarti,
nulla e nessuno nemmeno dire che tu sia
e riconoscerti un senso:
abbi pietà dell’uomo, tua ultima opera,
riassunto dell’intera creazione,
e sarà un atto d’amore anche verso di te,
o Signore dell’immortalità senza tramonto.
Amen!
David Maria Turoldo
Il foglietto: Parte A Parte B

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Provoca anche noi!

Incontro del 1 febbraio

Signore, provoca anche noi!
Passa in mezzo a noi, dovunque siamo,
sia che ci troviamo tra la folla,
sia che ci troviamo nel luogo della preghiera,
sia che ci troviamo nelle realtà della vita quotidiana!
Fa’ che non ci sia differenza tra l’una e l’altra,
che non abbiamo a rinnegare nella vita quotidiana
colui che sul monte vogliamo conoscere.
Fa’ che ci sia unità tra i diversi momenti della nostra esistenza!
Signore, attraverso la contemplazione di te che, risvegliandoti dal sonno e risorto dalla morte,
mi dai fiducia,
sciogli, ti prego, i miei timori,
le mie paure, le mie indecisioni,
i miei blocchi nelle scelte importanti, nelle amicizie, nel perdono, nei rapporti con gli altri,
negli atti di coraggio per manifestare la mia fede.
Sciogli i miei blocchi, Signore! Carlo Maria Martini
Il foglietto: Parte A Parte B

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Beati i …

Incontro del 25 gennaio
L’unità non è il frutto
dei nostri sforzi umani
o il prodotto costruito
da diplomazie ecclesiastiche,
ma è un dono che viene dall’alto.
Noi uomini non siamo in grado
di fare l’unità da soli,
né possiamo deciderne
le forme e i tempi.
Nostro compito è quello
di accogliere questo dono
e di renderlo visibile a tutti.
L’unità, prima che traguardo,
è cammino,
con le sue tabelle di marcia
e i suoi ritmi,
i suoi rallentamenti
e le sue accelerazioni,
e anche le sue soste.
Papa Francesco – 10.11.2016
Il foglietto: Parte A Parte B

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Il popolo che abitava nelle tenebre

Incontro del 18 gennaio
Venuta la sera,
alziamo la lode e il ringraziamento a Te,
che ti curi dei nostri giorni,
che vegli le nostre notti
Dio onnipotente e nostro Padre.
Come tu sai,
siamo a volte, smarriti e a volte spavaldi,
a volte t’ignoriamo,
a volte ti cerchiamo come luce nel buio.
Ma, tra le nostre contraddizioni,
ti desideriamo,
perché hai cuore di Padre,
perchè sei il Figlio e il fratello
che comprende noi figli sciocchi,
perché sei lo Spirito instancabile
che ci indica la via di casa.
A te ogni gloria, onore e benedizione,
ora e sempre.
Amen.
Fabio Grassi
Il foglietto: Parte A Parte B

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