Relazioni acide…

Incontro del 7 giugno
Cari fratelli, lo so che la Trinità è molto più che una formula esemplare per noi, e che non è lecito comprimerne la ricchezza alla semplice funzione di analogia. Ma se oggi c’è un insegnamento che dobbiamo apprendere con urgenza da questo mistero, è proprio quello della revisione dei nostri rapporti interpersonali.
Altro che “relazioni”. L’acidità ci inquina. Stiamo diventando corazze. Più che luoghi d’incontro, siamo spesso piccoli centri di scomunica reciproca. Tendiamo a chiuderci. La trincea ci affascina più del crocicchio. L’isola sperduta, più dell’arcipelago. Il ripiegamento nel guscio, più della esposizione al sole della comunione e al vento della solidarietà. Sperimentiamo la persona più come solitario auto-possesso, che come momento di apertura al prossimo. E l’altro, lo vediamo più come limite del nostro essere, che come soglia dove cominciamo a esistere veramente. (Tonino Bello)
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Coraggiosi inventori di pace


Incontro del 31 maggio

Signore,
Tu vuoi donarci un cuore nuovo e uno spirito nuovo
Tu infondi in noi uno spirito di amore e di pace.
Noi ci sentiamo tanto deboli e peccatori di fronte a te
noi abbiamo troppe volte
scelto la morte e non la vita.
Armi di morte stanno uccidendo
tanti nostri fratelli e sorelle
Innumerevoli sono le devastazioni,
senza fine coloro che sono costretti
ad abbandonare le loro case
questi drammi ci pesano e ci schiacciano
e non siamo capaci di conversione.
Ma ancora più ci schiacciano
l’odio, le vendette, il rancore tra i popoli. Leggi tutto “Coraggiosi inventori di pace”

Scuotici dall’omertà.

Incontro del 16 maggio
Spirito Santo, che riempivi di luce i profeti e accendevi parole di fuoco sulla loro bocca,
torna a parlarci con accenti di speranza. Frantuma la corazza della nostra assuefazione all’esilio.
Ridestaci nel cuore nostalgie di patrie perdute. Dissipa le nostre paure. Scuotici dall’omertà.
Liberaci dalla tristezza di non saperci più indignare per i soprusi consumati sui poveri.
E preservaci dalla tragedia di dover riconoscere che le prime officine della violenza e della ingiustizia sono ospitate dai nostri cuori.
Spirito di Pentecoste, ridestaci all’antico mandato di profeti.
Dissigilla le nostre labbra, contratte dalle prudenze carnali. Introduci nelle nostre vene il rigetto per ogni nostro compromesso.
E donaci la nausea di lusingare i detentori del potere per trarne vantaggio.
Trattienici dalle ambiguità.
Facci la grazia del voltastomaco per i nostri peccati.
Poni il tuo marchio di origine controllata sulle nostre testimonianze.
E facci aborrire le parole, quando esse non trovano puntuale verifica nei fatti. Spalanca i cancelletti dei nostri cenacoli.
Aiutaci a vedere i riverberi delle tue fiamme nei processi di purificazione che avvengono in tutti gli angoli della terra.
Aprici a fiducie ecumeniche. E in ogni uomo di buona volontà facci scorgere le orme del tuo passaggio. Tonino Bello
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Il posto

…Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Giovanni (14, 1-6)

«Queste parole di Gesù — ha commentato papa Francesco — sono proprio parole bellissime. In un momento di congedo, Gesù parla ai suoi discepoli proprio dal cuore. Lui sa che i suoi discepoli sono tristi, perché si accorgono che la cosa non va bene». Ecco, allora, che Gesù li incoraggia, li rincuora, li rassicura, propone loro un orizzonte di speranza: «Non sia turbato il vostro cuore! E comincia a parlare così, come un amico, anche con l’atteggiamento di un pastore. Io dico: la musica di queste parole di Gesù è l’atteggiamento del pastore, come il pastore fa con le sue pecorelle. “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”». Leggi tutto “Il posto”

Dio della libertà

Incontro del 6 maggio

Dio della libertà che prepari le Tue vie
sovvertendo i nostri cammini,
Dio di speranza nella desolazione
e di desolazione nella falsa speranza,
donaci di lasciarci sovvertire da Te,
per vivere fino in fondo la santa inquietudine,
che apre il cuore e la vita
all’avvento del Tuo Figlio,
il liberatore fra noi.
Bruno Forte
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O Dio, mandaci dei matti

Incontro del 26 aprile
O Dio, mandaci dei matti,
di quelli che siano capaci di esporsi,
di quelli che siano capaci di scordarsi di loro stessi,
di quelli che sappiano amare con opere
e non con parole,
di quelli che siano totalmente a disposizione del prossimo.
A noi mancano matti, o Signore,
mancano temerari, appassionati,
persone capaci di saltare nel vuoto insicuro,
sconosciuto e ogni giorno più profondo della povertà;
di quelli che sono capaci di guidare la gente
senza il desiderio di utilizzarla come sgabello per salire loro;
di quelli che non utilizzano il prossimo per i loro fini.
Ci mancano questi matti, o mio Dio!
Matti nel presente, innamorati di una vita semplice,
liberatori del povero, amanti della pace,
liberi da compromessi, decisi a non tradire mai,
disprezzando le proprie comodità o la propria vita,
totalmente decisi per l’abnegazione,
capaci di accettare tutti i tipi di incarichi,
di andare in qualsiasi luogo per ubbidienza,
e nel medesimo tempo liberi, obbedienti,
spontanei e tenaci, allegri, dolci e forti.
Dacci questo tipo di matti, o mio Signore.
Louis Joseph Lebretd (vedi)
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Facciamo silenzio.

Incontro del 20 aprile
Facciamo silenzio
prima di ascoltare la Parola,
perché i nostri pensieri
sono già rivolti verso la Parola.
Facciamo silenzio
dopo l’ascolto della Parola,
perché questa ci parla ancora,
vive e dimora in noi.
Facciamo silenzio
la mattina presto,
perché Dio deve avere la prima Parola,
e facciamo silenzio
prima di coricarci,
perché l’ultima Parola
appartiene a Dio.
Facciamo silenzio
solo per amore della Parola.
(Dietrich Bonhoeffer)
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collocazione provvisoria

…di Tonino Bello

Nel Duomo vecchio di Molfetta c’è un grande crocifisso di terracotta. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: collocazione provvisoria.
La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell’opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito. Leggi tutto “collocazione provvisoria”

«Questa malattia non è per la morte ma per la gloria di Dio»

Incontro del 30 marzo

Un commento di suor Emmanuelle-Marie*

Gv 11,1-45

Tutto quello che succede, anche l’irreparabile come la morte, nasconde un bene più grande di quello perso. Come per le sorelle di Lazzaro, è più comodo fermarsi alla situazione immediata: “se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto“. Si trovano sempre dei “se …, non sarebbe capitato“, come se si potesse tornare indietro e ridistribuire le carte. La vita invece è sempre davanti, ricca d’inedito per chi, nel presente, non si ferma a rimpiangere il passato.
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