…fuori dalla casa – Memoria di Primo Mazzolari

Incontro del 14 Aprile

Signore Gesù, sei venuto per tutti:
per coloro che credono
e per coloro che dicono di non credere.
Gli uni e gli altri, a volte questi più di quelli,
sperano perché il mondo vada un po’ meglio.
O Cristo, sei nato “fuori dalla casa”.
E sei morto “fuori della casa”
e sei morto “fuori della città”
per essere in modo ancor più visibile
il crocevia e il punto d’incontro.
Nessuno è fuori dalla salvezza, o Signore,
perché nessuno è fuori del tuo amore,
che non si sgomenta né si ritira
per le nostre opposizioni o i nostri rifiuti.
Tu, o Cristo,
non hai bisogno di passare dall’altra parte,
perché sei di qua e di là,
sei il Salvatore degli orientali e degli occidentali;
sei con tutti, non per dare ragione a tutti,
ma per amare tutti.
O Gesù, facendoti uomo,
non hai scelto la strada dritta,
né quella che arriva prima,
hai preso la strada che arriva
secondo il passo dell’uomo.
Per salvarci, per la fretta di salvarci,
non hai voluto rischiare di spaccare l’uomo.
L’infinita tua pazienza può irritare, o Signore,
ma solo coloro che preferiscono
il giudizio alla misericordia,
la lettera allo spirito,
il trionfo della verità alla esaltazione della carità,
lo schema all’uomo.
Primo Mazzolari

Il foglietto

Chi sono?

Incontro dell’ 8 Aprile

Chi sono? Spesso mi dice questo o quello
che dalla cella in cui sono tenuto esco disteso,
lieto e risoluto com’esce
un Signor dal suo castello.

Chi sono? Spesso mi dicono
che parlo a chi mi sorveglia
con libertà, affabilità e chiarezza
come spettasse a me di comandare.

Chi sono? Anche mi dicono
che sopporto i giorni infelici
imperturbabile, sorridente e fiero
come chi è avvezzo alla vittoria.

Sono io veramente ciò che gli altri dicono di me?
O sono soltanto ciò che io stesso conosco di me?
Inquieto, pieno di nostalgia, malato come uccello in gabbia,
bramoso di aria come mi strangolassero alla gola,
affamato di colori, di fiori, di voci d’uccelli,
assetato di buone parole, di umana compagnia
tremante di collera davanti all’arbitrio e all’offesa più meschina,
agitato per l’attesa di grandi cose,
preoccupato e impotente per gli amici infinitamente lontani,
stanco e vuoto nel pregare, nel pensare, nel creare,
spossato e pronto a prendere congedo da ogni cosa?

Chi sono?
Questo sono o sono quello?
Sono oggi uno, domani un altro?
Sono io l’un l’altro insieme? Davanti agli uomini un simulatore
e davanti a me uno spregevole querulo vigliacco?
O ciò che ancora io sono somiglia all’esercito sconfitto
che si ritrae in disordine davanti alla vittoria già conquistata?
Chi sono? Por domande così da sole a scherno mio.
Chiunque io sia, tu mi conosci, tuo io sono, o Dio!
Dietrich Bonhoeffer

Il foglietto

Quando non una eco risponde al suo grido

Incontro del 24 marzo

No, credere a Pasqua non e’
giusta fede:
troppo bello sei a Pasqua!
Fede vera
e’ al Venerdi’ Santo
quando Tu non c’eri
lassu’.
Quando non una eco
risponde
al suo grido
e a stento il Nulla
da’ forma
alla Tua assenza.
David Maria Turoldo

Il foglietto

Una salutare inquietudine

Incontro del 18 marzo

«Metti, Signore, una salutare inquietudine in coloro che si sono allontanati da te, per colpa propria o per gli scandali altrui»
A voi, per i quali il fardello più pesante che dovete trascinare siete voi stessi. A voi, che non sapete accettarvi e vi crogiolate nelle fantasie di un vivere diverso. A voi, che fareste pazzie per tornare indietro nel tempo e dare un’altra piega all’esistenza. A voi, che ripercorrete il passato per riesaminare mille volte gli snodi fatali delle scelte che oggi rifiutate. A voi, che avete il corpo qui, ma l’anima ce l’avete altrove. A voi, che avete imparato tutte le astuzie del «bluff» perché sapete che anche gli altri si sono accorti della vostra perenne scontentezza, ma non volete farla pesare su nessuno e la mascherate con un sorriso quando, invece, dentro vi sentite morire. A voi, che trovate sempre da brontolare su tutto, e non ve ne va mai a genio una, e non c’è bicchiere d’acqua limpida che non abbia il suo fondiglio di detriti.

A tutti voi voglio ripetere: non abbiate paura. La sorgente di quella pace, che state inseguendo da una vita, mormora freschissima dietro la siepe delle rimembranze presso cui vi siete seduti.
Non importa che, a berne, non siate voi. Per adesso, almeno.

Ma se solo siete capaci di indicare agli altri la fontana, avrete dato alla vostra vita il contrassegno della riuscita più piena. Perché la vostra inquietudine interiore si trasfigurerà in «prezzo da pagare» per garantire la pace degli altri.

O, se volete, non sarà più sete di «cose altre», ma bisogno di quel «totalmente Altro» che, solo, può estinguere ogni ansia di felicità.

Vi auguro che stasera, prima di andare a dormire, abbiate la forza di ripetere con gioia le parole di Agostino, vostro caposcuola: «O Signore, tu ci hai fatti per te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te».
Tonino Bello

Il foglietto

Sciogli, o Signore

Incontro del 10 marzo

Sciogli, o Signore,
i nostri cuori,
la nostra lingua,
le nostre mani
perché possiamo conoscere
ciò che veramente è segno di un cammino nuovo,
ciò che è un passo avanti deciso verso di Te!
Non permettere che cadiamo nell’abitudine,
nella pigrizia, nella monotonia:
rendici santamente inquieti
perché mediante un cammino
serio ed autentico verso di Te
possiamo ritrovare in noi la sorgente della gioia.
Te lo chiediamo per noi
e te lo chiediamo per ciascun uomo
e per ciascuna donna che nella nostra città,
nella nostra [terra], vive ed opera.
Carlo Maria Martini

Il foglietto

Cercate il suo volto

Incontro del 24 febbraio

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.
Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto»;
il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto.
Non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.
dal Salmo 26

Il foglietto

Tu attendi…

Incontro del 18 febbraio

Signore,
la tua bontà mi ha creato,
la tua misericordia ha cancellato i miei peccati,
la tua pazienza fino ad oggi mi ha sopportato.
Tu attendi, o Signore misericordioso,
la mia conversione
ed io attendo la tua grazia
per raggiungere attraverso la conversione
una vita secondo la tua volontà.
Vieni in mio aiuto o Dio che mi hai creato
e che mi conservi e mi sostieni.
Di te sono assetato, di te sono affamato,
te desidero, a te sospiro,
te bramo al di sopra di ogni cosa.
Anselmo di Aosta

Il foglietto

Infinite volte tutta una comunità cristiana si è spezzata, perché viveva di un ideale…

Incontro del 10 febbraio

Dobbiamo essere profondamente delusi degli altri, dei cristiani in generale, se va bene, anche di noi stessi, quant’è vero che Dio vuole condurci a riconoscere la realtà di una vera comunione cristiana…
Il Signore non è Signore di emozioni, ma della verità. Solo la comunità che è profondamente delusa per tutte le manifestazioni spiacevoli connesse con la vita comunitaria, incomincia ad essere ciò che deve essere di fronte a Dio, ad afferrare nella fede le promesse che le sono state fatte.
Leggi: da “Vita Comune” – Dietrich Bonhoeffer

Il foglietto