Viene per chi sta dietro la porta chiusa.

“Ecco sto alla porta e busso…”
Egli non viene né per onorare il suo nome
né per salvare la sua dignità:
viene per chi sta dietro la porta chiusa.
E chi ci sta dietro la porta chiusa?
Io ci sto: in tanti ci stanno; ci sta il mondo.
Il quale mi sembra ancor più sprangato
in questo Natale…
Da secoli, non da decenni, Egli attende…
Ma anche se tardasse un po’…, aspettatelo:
Egli verrà e lo vedrete tutti e ne godrà il vostro cuore
poiché Egli viene a portare la pace al suo popolo
e a restituirgli la vita.

Primo Mazzolari

Assenza

campo di “lavoro” di Flossenbürg

Incontro del 20 dicembre
Non c’è nulla che possa sostituire l’assenza di una persona a noi cara.
Non c’è alcun tentativo da fare, bisogna semplicemente tenere duro e sopportare.
Ciò può sembrare a prima vista molto difficile, ma è al tempo stesso una grande consolazione, perché finché il vuoto resta aperto si rimane legati l’un l’altro per suo mezzo.
E’ falso dire che Dio riempie il vuoto; Egli non lo riempie affatto, ma lo tiene espressamente aperto, aiutandoci in tal modo a conservare la nostra antica reciproca comunione, sia pure nel dolore.
Ma la gratitudine trasforma il tormento del ricordo in una gioia silenziosa.
I bei tempi passati si portano in sé non come una spina, ma come un dono prezioso.
Bisogna evitare di avvoltolarsi nei ricordi, di consegnarci ad essi; così come non si resta a contemplare di continuo un dono prezioso, ma lo si osserva in momenti particolari e per il resto lo si conserva come un tesoro nascosto di cui si ha la certezza.
Allora sì che dal passato emanano una gioia e una forza durevoli. – Dietrich Bonhoeffer, Resistenza e resa

Il foglietto: Natale

Lettera a Giuseppe


Incontro del 14 dicembre

Caro Giuseppe, scusami se approfitto della tua ospitalità e mi fermo per una mezz’oretta nella tua bottega di falegname per scambiare quattro chiacchiere con te. Non voglio farti perdere tempo. Vedo che ne hai così poco, e la mole di lavoro ti sovrasta. Perciò, tu continua pure a piallare il tuo legno, mentre io, seduto su una panca, in mezzo ai trucioli che profumano di resine, ti affido le mie confidenze. Non preoccuparti neppure di rispondermi. Leggi tutto “Lettera a Giuseppe”

Che cosa siete andati a vedere nel deserto?

Incontro del 10 dicembre
Si rallegrino il deserto e la terra arida,
esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto.
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto. Is 35,1-6a. 8a.10

Il foglietto: Parte A Parte B

Voce di uno che grida nel deserto.

belloIncontro del 30 novembre
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali.
E vi conceda la forza di inventarvi un’esistenza carica di donazione, di preghiera,
di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto
duro come un macigno,
finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato,
a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi
ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita; il sorpasso, progetto dei vostri giorni;
la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate. Leggi tutto “Voce di uno che grida nel deserto.”

Ogni età della vita degli uomini può celebrare la vita

700px-tiziano_tre_eta_delluomo_01Incontro del 23 novembre

Signore Gesù,
amico e fratello,
accompagna i giorni dell’uomo
perché ogni epoca del mondo,
ogni stagione della vita
intraveda qualche segno del tuo Regno
che invochiamo in umile preghiera,
e giustizia e pace s’abbraccino
a consolare coloro
che sospirano il tuo giorno.
Ogni età della vita degli uomini
può celebrare la vita
perché tu sei la Vita.
Tu sai che l’attesa logora,
che la tristezza abbatte,
che la solitudine fa paura:
Tu sai che abbiamo bisogno di te
per tenere accesa la nostra piccola luce
e propagare il fuoco
che tu sei venuto a portare sulla terra.
Riempi di grazie
il tempo che ci doni di vivere per te!
Signore Gesù,
giudice ultimo del cielo e della terra, vieni!
La nostra vita sia come una casa
preparata per l’ospite atteso,
le nostre opere
siano come i doni da condividere
perché la festa sia lieta,
le nostre lacrime
siano come l’invito a fare presto.
Noi esultiamo
nel giorno della tua nascita,
noi sospiriamo il tuo ritorno:
vieni, Signore Gesù!
Carlo Maria Martini
Il foglietto: Parte A Parte B

Verso l’Avvento

MariaAllora Maria disse:
“Grande è il Signore: lo voglio lodare.
Dio è mio salvatore:
sono piena di gioia.
Ha guardato a me, alla sua povera serva:
tutti, d’ora in poi, mi diranno beata.
Dio è potente:
ha fatto in me grandi cose,
santo è il suo nome.
La sua misericordia resta per sempre
con tutti quelli che lo servono.
Ha dato prova della sua potenza,
ha distrutto i superbi e i loro progetti.
Ha rovesciato dal trono i potenti,
ha rialzato da terra gli oppressi.
Ha colmato i poveri di beni,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Fedele nella sua misericordia,
ha risollevato il suo popolo, Israele.
Così aveva promesso ai nostri padri:
a favore di Abramo e dei suoi discendenti per sempre”.

Luca 1
Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente

Dal commento al Magnificat di Martin Lutero:
“Le grandi cose non sono altro che questo, che essa è diventata Madre di Dio; in tale opera le sono dati tanti e sì grandi beni che nessuno li può comprendere. Leggi tutto “Verso l’Avvento”

1517: Festeggiare!

LutherQuando, in occasione del compleanno o, peggio, dell’onomastico che “cadeva” il primo gennaio, cercavo di fare gli auguri a mio suocero, mi rispondeva: “c’è poco da festeggiare sono più vecchio di un anno” esprimendo il concetto in modo molto più colorito ed efficace. Cercavo in tutti i modi di convincerlo che, invece, c’era molto da festeggiare, non si convinceva, …mai!
Parlando, qualche mese fa, dell’ “anniversario della riforma” anche a me è capitato di dire: “non si può festeggiare quando i fratelli si dividono”. Leggi tutto “1517: Festeggiare!”

Guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità.

lavIncontro del 10 novembre

Fratelli, sapete in che modo dovete prenderci a modello: noi infatti non siamo rimasti oziosi in mezzo a voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno di voi.
Non che non ne avessimo diritto, ma per darci a voi come modello da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi.Sentiamo infatti che alcuni fra voi vivono una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione. A questi tali, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, ordiniamo di guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità. 2 Ts 3,7-21

Il foglietto: Parte A Parte B

Dio non è dei morti, ma dei viventi.

la20pauraIncontro del 4 novembre

Uomini vanno a Dio nella loro tribolazione,
piangono per aiuto, chiedono felicità e pane,
salvezza dalla malattia, dalla colpa, dalla morte.
Così fanno tutti, tutti, cristiani e pagani.
Uomini vanno a Dio nella sua tribolazione,
lo trovano povero, oltraggiato, senza tetto né pane,
lo vedono consunto da peccati, debolezza e morte:
I cristiani stanno vicino a Dio nella sua sofferenza.
Dio va a tutti gli uomini nella loro tribolazione,
sazia il corpo e l’anima del suo pane,
muore in croce per i cristiani e pagani
e a questi e a quelli perdona. (Dietrich Bonhoeffer)

Il foglietto: Parte A Parte B