Non molesterai il forestiero né lo opprimerai

Incontro del 25 ottobre

…dal libro dell’Esodo 22,20-26
Non molesterai il forestiero né lo opprimerai,
perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto.
Non maltratterai la vedova o l’orfano.
Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto,
io darò ascolto al suo grido,
la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada:
le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo,
all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio:
voi non dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo,
glielo renderai prima del tramonto del sole,
perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle;
come potrebbe coprirsi dormendo?
Altrimenti, quando griderà verso di me,
io l’ascolterò, perché io sono pietoso.

Il foglietto: Parte A Parte B

Divus Augustus Pater

Incontro del 19 ottobre

…di Enzo Bianchi su Mt 22,15-21
Cosa significa dunque: “Rendete a Cesare quello che è di Cesare”? È vero che, secondo le Scritture, il potere esercitato sulla terra viene da Dio. Anche Ciro, il re dei persiani che ha sconfitto Babilonia, era un “unto”, un messia di Dio, il quale, pur senza conoscere il Dio di Israele e senza credere in lui, aveva compiuto azioni volute da Dio stesso, diventando suo strumento (cf. Is 45,1-7). Nel Nuovo Testamento l’Apostolo Paolo applica la medesima convinzione alla situazione dei cristiani nell’impero: occorre prestare obbedienza leale alle autorità dello stato (cf. Rm 13,1-7; Tt 3,1-2). Cosa significa questo? Leggi tutto “Divus Augustus Pater”

Il banchetto degli esclusi.

Incontro dell’11 ottobre

…nel Vangelo di questa domenica, Gesù ci parla della risposta che viene data all’invito di Dio – rappresentato da un re – a partecipare ad un banchetto di nozze (cfr Mt 22,1-14). L’invito ha tre caratteristiche: la gratuità, la larghezza, l’universalità. Gli invitati sono tanti, ma avviene qualcosa di sorprendente: nessuno dei prescelti accetta di prendere parte alla festa, dicono che hanno altro da fare; anzi alcuni mostrano indifferenza, estraneità, perfino fastidio. Dio è buono verso di noi, ci offre gratuitamente la sua amicizia, ci offre gratuitamente la sua gioia, la salvezza, ma tante volte non accogliamo i suoi doni, mettiamo al primo posto le nostre preoccupazioni materiali, i nostri interessi e anche quando il Signore ci chiama, tante volte sembra che ci dia fastidio. Leggi tutto “Il banchetto degli esclusi.”

500 anni …giustificazione e grazia

Incontro del 5 ottobre

da Sequela di Dietrich Bonhoeffer
Grazia a buon mercato è predicazione della remissione senza pentimento, è battesimo senza disciplina comunitaria, è cena senza confessione dei peccati, è assoluzione senza confessione personale. La grazia a buon mercato è grazia senza discepolato, grazia senza croce, senza Gesù Cristo.
…grazia a caro prezzo è il tesoro nascosto nel campo, per amore del quale l’uomo va a vendere con gioia tutto ciò che aveva; la pietra preziosa, per il cui valore il mercante dà tutti i suoi beni; la signoria regale di Cristo, per amore del quale l’uomo strappa da sé l’occhio che lo scandalizza; la chiamata di Gesù Cristo, per cui il discepolo abbandona le reti e si pone alla sua sequela. Grazia a caro prezzo è il vangelo, che si deve sempre di nuovo cercare, il dono per cui si deve sempre di nuovo pregare, la porta a cui si deve sempre di nuovo bussare… Leggi tutto “500 anni …giustificazione e grazia”

La sindrome di Giona

Incontro del 29 settembre

Papa Francesco 14.10.2013
C’è una grave malattia che minaccia oggi i cristiani: la «sindrome di Giona», quella che fa sentire perfetti e puliti come appena usciti da una tintoria, al contrario di quelli che giudichiamo peccatori e dunque condannati ad arrangiarsi da soli, senza il nostro aiuto. Gesù invece ricorda che per salvarci è necessario seguire «il segno di Giona», cioè la misericordia del Signore. È questo in sostanza il senso della riflessione proposta da Papa Francesco durante la messa celebrata stamani, lunedì 14 ottobre, nella cappella di Santa Marta.
Commentando le letture … il Pontefice ha iniziato proprio da quella «parola forte» con la quale Gesù apostrofa un gruppo di persone chiamandole «generazione malvagia». È «una parola — ha notato — che quasi sembra un insulto: questa generazione è una generazione malvagia. È molto forte! Gesù tanto buono, tanto umile, tanto mite, ma dice questa parola». Tuttavia, ha spiegato il Pontefice, egli non si riferiva certo alla gente che lo seguiva; si riferiva piuttosto ai dottori della legge, a quelli che cercavano di metterlo alla prova, di farlo cadere in trappola. Era tutta gente che gli chiedeva dei segni, delle prove. E Gesù risponde che l’unico segno che sarà dato loro sarà «il segno di Giona»… Leggi tutto “La sindrome di Giona”

Il Vescovo, Pasquale e la Comunità della piana …

Carissimo Vescovo Aiello,

approfitto del blog della Comunità della Piana, di cui faccio parte, per darle il mio “Benvenuto in città”, unitamente ai migliori auguri di “buon lavoro”, e per dirle “grazie”.

“Grazie” per le parole pesate che mi è sembrato di poter cogliere nell’intervista da Lei rilasciata ad una Tv cittadina. Non è sempre dato ascoltarle da chi ricopre un ruolo come il Suo e che confida, inoltre, di sognare di essere  un “Vescovo della modernità che prende la Città per mano”. Leggi tutto “Il Vescovo, Pasquale e la Comunità della piana …”

INTERVISTA a Mons. AIELLO  (dallo speciale di Telenostra del 26 lug 2017)

Il nuovo Vescovo di Avellino, Monsignor Aiello,  illustra il suo progetto pastorale

Giornalista: Monsignor Aiello, a un mese dal suo insediamento nella Diocesi di Avellino, come va?

Vescovo: sto bene, nei termini di un viaggiatore che è ai primi passi; di un alunno in prima elementare, ma desideroso di apprendere e di guardare; di rendermi conto di ciò che la Chiesa mi ha affidato e delle persone  e delle istituzioni e delle strade e dei problemi che fanno parte di questa città e di questa diocesi. Leggi tutto “INTERVISTA a Mons. AIELLO  (dallo speciale di Telenostra del 26 lug 2017)”

Discernere i segni dei tempi

Incontro del 21 luglio

Ma se io, Signore, tendo l’orecchio
ed imparo a discernere i segni dei tempi,
distintamente odo i segnali
della tua rassicurante presenza alla mia porta.
E quando ti apro e ti accolgo
come ospite gradito della mia casa
il tempo che passiamo insieme mi rinfranca.
Alla tua mensa divido con te
il pane della tenerezza e della forza,
il vino della letizia e del sacrificio,
la parola di sapienza e della promessa,
la preghiera del ringraziamento
e dell’abbandono nelle mani del Padre.
E ritorno alla fatica del vivere
con indistruttibile pace.
Il tempo che è passato con te
sia che mangiamo sia che beviamo
è sottratto alla morte.
Adesso,anche se è lei a bussare,
io so che sarai tu ad entrare;
il tempo della morte è finito.
Abbiamo tutto il tempo che vogliamo
per esplorare danzando
le iridescenti tracce della Sapienza dei mondi.
E infiniti sguardi d’intesa
per assaporarne la Bellezza.
Carlo Maria Martini
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La parola feconda.

Incontro del 12 luglio

 «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata»
Is 55,10-11;
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The cloud

Incontro del 6 luglio

 Padre,
tu non sei un Dio frenetico:
non ti lasci prendere dall’agitazione
di chi è in perenne lotta con il tempo.
Regala qualche sosta al tuo popolo
perché si fermi sotto la tua «nube»
per riassaporare, nella gratitudine,
la freschezza della tua ombra
e ritrovare l’agilità di un buon passo
sulla strada che ancora ci resta da fare.
Nella tua tenerezza, tu non sei avaro
di ristoro e di pace per quanti ami.
Quando ci fermiamo per pigrizia,
per incapacità o per colpa, la tua nube
sosti sul nostro capo e resti con noi
finché ci rialziamo di nuovo.
Mandaci la brezza leggera dello Spirito,
che offre suggerimenti interiori
produce mentalità senza ricorrere alla forza
e spinge al cambio senza creare traumi. Tonino Bello
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