La sindrome di Giona ed il segno

Incontro del 15 marzo

Giona pensava di avere le idee chiare: “La dottrina è questa, si deve credere questo. Se loro sono peccatori, si arrangino; io non c’entro! Questa è la sindrome di Giona. Gesù la condanna. Per esempio, nel capitolo ventitreesimo di Matteo quelli che credono in questa sindrome vengono chiamati ipocriti. Non vogliono la salvezza di quella povera gente. Dio dice a Giona: povera gente, non distinguono la destra dalla sinistra, sono ignoranti, peccatori. Ma Giona continua ad insistere: loro vogliono giustizia! Io osservo tutti i comandamenti; loro si arrangino”.

Papa Francesco a Santa Marta
Il foglietto: Giona e Passio

By the Rivers of Babylon

Incontro del 9 marzo

Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.
Perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!».
Come cantare i canti del Signore in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra.
Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.
Salmo 136
Il foglietto: Parte A Parte B

Primo

Incontro del 2 marzo

In quest’ora, o Signore,
in cui il giorno ha termine e la notte incomincia,
a Te eleviamo un inno di grazie
implorando il tuo aiuto.
Non raccolti in Te,
abbiamo lavorato senza sentire
la nobiltà cristiana del nostro lavoro,
abbiamo lasciato andare il nostro spirito
nella dissipazione, nell’insincerità, nella mormorazione.
Così la giornata ci è passata in poco amore verso di Te
e in poca carità verso il prossimo.
Perdona, o Signore, ancora una volta,
perdona, e raccogli tutti nella tua misericordia!
La tua benedizione trovi i nostri cuori ben disposti,
ci renda più fedeli alle promesse battesimali,
e ci restituisca domani più buoni
alla famiglia, al lavoro, alla vita di ogni giorno e di ogni ora.
Scenda abbondante,
dolce e serena agli infermi, sulle nostre famiglie,
su tutti gli uomini.
Sia luce agli erranti,pace per coloro che soffrono,
giustizia per i poveri e gli oppressi.

Primo Mazzolari – vedi
Il foglietto: Parte A Parte B

Non ti cercheremo nelle altezze

Incontro del 23 febbraio

Non ti cercheremo nelle altezze, o Signore,
ma in questa crocefissa storia dell’uomo,
dove tu sei entrato
conficcandovi l’albero della croce,
per lievitarla verso la terra promessa
con la forza contagiosa
della tua resurrezione.
Donaci,
di vivere in solidarietà profonda
col nostro popolo
per crescere, e patire,
e lottare con esso,
e rendere presente,
dove tu ci hai posto,
la tua Parola
di giudizio e di salvezza.
Liberaci da ogni forma di amore
universale e astratto,
per credere all’umile
e crocifisso amore,
a questa terra,
a questa gente…
Bruno Forte
Il foglietto: Parte A Parte B

Quaresima?

Incontro del 16 febbraio

Signore, resta con noi, donaci la tua presenza, il tuo Spirito.
Permettici di riconoscere i segni che annunciano il tuo regno di pace:
malgrado tutto, tu rendi ancora possibile il sorriso dei bambini, lo sguardo sereno dei vecchi, la solidarietà fra gli esseri umani.
Fa’ che, in risposta al tuo amore paterno e materno, sappiamo amarci davvero come fratelli e sorelle, superando ogni confine che ci divide.
Fa’ che i nemici riescano a superare l’odio e a cercare insieme la giustizia; se arrivano a tendersi la mano in un gesto di pace, dà vigore a quella mano tesa, contro tutte le forze che tendono a disunire.
Estendi, Signore, la vittoria del tuo Figlio:
la vita che trionfa sulla morte, la nuova umanità che si fa strada nel mondo degli odi e dei rancori.
dalla liturgia valdese
Il foglietto: Parte A Parte B

ἐσπλαγχνίσθη

Incontro del 7 febbraio

Voi sarete la generazione più disgraziata
che sia mai esistita
se stupidamente entrate nella vita
con il desiderio mostruoso
che noi abbiamo avuto prima di voi:
«Io, io, io, la mia carriera, la mia ricchezza.
Che mi importa degli altri?».
Sarete infelici,
se metterete il vostro benessere
a vostro esclusivo servizio, indifferenti degli altri.
Sarete invece la più felice generazione
che sia mai esisitita nel mondo,
se capirete che soltanto l’amore
è capace di mettere il benessere
al servizio di tutti.
Ma per far questo,
abbiate cura di non vivere neppure un giorno
nella prosperità, nella comodità,
nel benessere, nei piaceri,
senza che il dolore degli altri
sia venuto fino a voi.
Abbé Pierre
Il foglietto: Parte A Parte B

Infinita preghiera

Incontro del I febbraio

Signore Gesù,
sul far della sera ti preghiamo di restare.
Ti rivolgeremo questa preghiera,
spontanea ed appassionata,
infinite altre volte
nella sera del nostro smarrimento,
del nostro dolore
e del nostro immenso desiderio di te.
Tu sei sempre con noi.
Siamo noi, invece,
che non sempre sappiamo diventare
la tua presenza accanto ai nostri fratelli.
Per questo, Signore Gesù,
ora ti chiediamo di aiutarci
a restare sempre con te,
ad aderire alla tua persona
con tutto l’ardore del nostro cuore,
ad assumerci con gioia
la missione che tu ci affidi:
continuare la tua presenza,
essere Vangelo della tua risurrezione.
Carlo Maria Martini
Il foglietto: Parte A Parte B

Vita comune

Incontro del 24 gennaio


“A te, o Dio, nel raccoglimento sale la lode in Sion” (Salmo 65,2). Molti cercano la comunione per paura della solitudine. Siccome non sanno più rimanere soli, sono spinti in mezzo agli uomini. Anche cristiani, che non riescono a risolvere i loro problemi, sperano di trovare aiuto dalla comunione con altri. Di solito, poi, sono delusi e rimproverano alla comunità ciò che è colpa loro. La comunità cristiana non è una casa di cura per lo spirito; chi, per sfuggire a se stesso, entra nella comunità, ne abusa per chiacchiere e distrazione, per quanto spirituale possa sembrare il carattere di queste chiacchiere e di questa distrazione. In realtà egli non cerca affatto comunione, ma l’ebbrezza che possa fargli dimenticare per un momento la sua solitudine, e proprio così crea la solitudine mortale dell’uomo. Leggi tutto “Vita comune”

Quanto sei contestabile…

Incontro del 17 gennaio

Quanto sei contestabile,
Chiesa, eppure quanto ti amo!
Quanto mi hai fatto soffrire,
eppure quanto a te devo!
Vorrei vederti distrutta,
eppure ho bisogno della tua presenza.
Mi hai dato tanti scandali,
eppure mi hai fatto capire la santità!
Nulla ho visto al mondo di più oscurantista,
più compresso, più falso
e nulla ho toccato di più puro,
di più generoso, di più bello.
Quante volte ho avuto la voglia
di sbatterti in faccia la porte della mia anima,
quante volte ho pregato
di poter morire tra le tue braccia sicure.
No, non posso liberarmi di te, perché sono te,
pur non essendo completamente te.
E poi, dove andrei?
A costruirne un’altra?
Ma non potrò costruirla
se non con gli stessi difetti,
perché sono i miei che porto dentro.
E se la costruirò, sarà la mia Chiesa,
non più quella di Cristo.
Sono abbastanza vecchio per capire
che non sono migliore degli altri.
Nessuno di noi è credibile
finché è su questa terra…
La credibilità non è degli uomini,
è solo di Dio e del Cristo. – fratel Carlo
Il foglietto: Parte A Parte B

Non chiede sacrifici, sacrifica se stesso

dove abiti?

Incontro del 10 gennaio

[Ermes Ronchi su Giovanni 1,35-42]
Un Vangelo che profuma di libertà, di spazi e cuori aperti. Due discepoli lasciano il vecchio maestro e si mettono in cammino dietro a un giovane rabbi di cui ignorano tutto, tranne una definizione folgorante: ecco l’agnello di Dio, ecco l’animale dei sacrifici, immolato presso gli altari, l’ultimo ucciso perché nessuno sia più ucciso. In tutte le religioni il sacrificio consiste nell’offrire qualcosa in cambio del favore divino. Con Gesù questo baratto è capovolto: Dio non chiede più agnelli in sacrificio, è Lui che si fa agnello, e sacrifica se stesso; non spezza nessuno, spezza se stesso; non versa il sangue di nessuno, versa il proprio sangue. Ecco colui che toglie i peccati del mondo. Leggi tutto “Non chiede sacrifici, sacrifica se stesso”