Parresia

Incontro del 23 novembre

Di Tonino Bello:
Oggi dovremmo chiedere al Signore la grazia della parresia. Anzitutto per le nostre Chiese. Perché riscoprano la loro missione profetica e non tacciano di fronte alle violenze perpetrate sui poveri. Perché sappiano intervenire con coraggio ogni volta che vengano violati i diritti umani. Perché non tremino di fronte alle minacce e parlino con franchezza senza operare tagli sull’interezza della Parola e senza praticare sconti sul prezzo della copertina, quando i diritti di Dio vengono subordinati agli innumerevoli idoli che pretendono il suo posto.
(—)
Coraggio, Chiesa! Vai alla ricerca degli ultimi del tuo territorio (…). Chiesa samaritana, lenisci le piaghe con l’olio della tua tenerezza. Mèdicale con l’aceto della tua profezia. Urla. Rivendica i diritti dei poveri. Mettiti al loro fianco con gratuità. Presta ad essi la tua voce. Non aver paura a scomodare i benpensanti, le autorità costituite, l’establishment cittadino. Saranno costoro i primi a ringraziarti per questa coscienza critica che promuoverai. (…)
Non limitarti a sperare. Ma organizza la speranza!
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Credo che la vita ha senso

Incontro del 15 novembre

Credo che la vita ha senso,
che potenzialmente può essere colma di ogni gioia e di ogni bene e che nelle nostre mani c’è una magnifica e tremenda responsabilità.
Credo che il senso della nostra vita non consista nell’avere sempre di più: avere oggetti, potere, denaro, nell’essere arrivati, invidiati, trattati con i guanti.
Credo che questo nostro mondo è profondamente ingiusto. L’ingiustizia, il male, le cose che non vanno sono così radicate, così collegate tra loro in scala planetaria, che tutti gli sforzi per cambiarlo radicalmente sembrano inutili: una formica contro una fortezza. Eppure io credo che nessuno sforzo per costruire un mondo veramente umano andrà sprecato, che il senso dell’esistenza è in quella formica e non in coloro che abitano la fortezza, che lei ha ragione e trionferà.
Credo che i tanti che sono morti per costruire un mondo di giustizia e di amore non sono morti invano. Credo che i molti che sono vissuti in modo inumano, torturati dalla fame e dalle malattie, non sono vissuti invano. Credo che viviamo immersi nel mistero e che è ingenuo e banale chiedere certezze alla scienza e alla religione. Credo che non c’è alcuna salvezza se non ci si converte all’amore.
Signore, io credo in te. E’ l’esperienza del tuo amore, l’incontro con Gesù Cristo, la testimonianza e l’annuncio della comunità dei tuoi seguaci che reggono il mio credo.
Ogni ingiustizia, ogni male, ogni cosa che non va è un peccato contro di te; ogni sforzo per costruire un mondo più umano è un culto in tuo onore; ogni rassegnazione e lasciar perdere è un rinnegarti e tradirti.
Signore, rafforza la mia fede. Amen.
(Credo della Comunità di via Caldieri -NA)
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Il vino

Incontro dell’8 novembre

Se tu bevi quel vino che Dio stesso ti offre,
sei nella gioia.
Non è detto che tale gioia sia sempre facile,
libera dal dolore e dalle lacrime,
ma è gioia.
Ti può capitare di bere
quel vino della volontà di Dio
nelle contraddizioni e nelle amarezze della vita,
ma senti la gioia.
Dio è gioia anche se sei crocifisso.
Dio è gioia sempre.
Dio è gioia perché sa trasformare
l’acqua della nostra povertà
nel vino della Risurrezione.
E la gioia è la nostra riconoscente risposta.
Sì, il discepolo di Gesù
deve vivere nella gioia,
deve diffondere la gioia,
deve “ubriacarsi” di gioia.
E questo sarà sempre il suo vero apostolato. -fratel Carlo-
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Servizio: nome nuovo, nome segreto della civiltà.

Incontro del 3 novembre

Ermes Ronchi su Matteo 23, 1-12
Il Vangelo evidenzia due questioni di fondo, che chiunque desideri una vita autentica deve affrontare. La prima: essere o apparire. La seconda: l’amore per il potere.
Praticate ciò che vi dicono, ma non fate secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno.
La severità di Gesù non va contro la debolezza di chi vorrebbe ma non ce la fa, bensì contro l’ipocrisia di chi fa finta. Verso la nostra debolezza Gesù si è sempre mostrato premuroso, come il vasaio che, se il vaso non è riuscito bene, non butta via l’argilla, ma la rimette sul tornio e la plasma di nuovo, fino a che realizza il suo progetto. Gesù non sopporta gli ipocriti. Ipocrita (termine greco che significa “attore di teatro”) è il moralista che invoca leggi sempre più dure, ma per gli altri (legano pesi enormi sulle spalle delle persone, ma loro non li toccano con un dito); ipocrita è l’uomo di Chiesa che più si mostra severo e duro con gli altri, più si sente giusto, vicino a Dio (mentre è vicino solo alla propria aggressività o invidia verso i fratelli). Leggi tutto “Servizio: nome nuovo, nome segreto della civiltà.”

Non molesterai il forestiero né lo opprimerai

Incontro del 25 ottobre

…dal libro dell’Esodo 22,20-26
Non molesterai il forestiero né lo opprimerai,
perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto.
Non maltratterai la vedova o l’orfano.
Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto,
io darò ascolto al suo grido,
la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada:
le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo,
all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio:
voi non dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo,
glielo renderai prima del tramonto del sole,
perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle;
come potrebbe coprirsi dormendo?
Altrimenti, quando griderà verso di me,
io l’ascolterò, perché io sono pietoso.

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Divus Augustus Pater

Incontro del 19 ottobre

…di Enzo Bianchi su Mt 22,15-21
Cosa significa dunque: “Rendete a Cesare quello che è di Cesare”? È vero che, secondo le Scritture, il potere esercitato sulla terra viene da Dio. Anche Ciro, il re dei persiani che ha sconfitto Babilonia, era un “unto”, un messia di Dio, il quale, pur senza conoscere il Dio di Israele e senza credere in lui, aveva compiuto azioni volute da Dio stesso, diventando suo strumento (cf. Is 45,1-7). Nel Nuovo Testamento l’Apostolo Paolo applica la medesima convinzione alla situazione dei cristiani nell’impero: occorre prestare obbedienza leale alle autorità dello stato (cf. Rm 13,1-7; Tt 3,1-2). Cosa significa questo? Leggi tutto “Divus Augustus Pater”

Il banchetto degli esclusi.

Incontro dell’11 ottobre

…nel Vangelo di questa domenica, Gesù ci parla della risposta che viene data all’invito di Dio – rappresentato da un re – a partecipare ad un banchetto di nozze (cfr Mt 22,1-14). L’invito ha tre caratteristiche: la gratuità, la larghezza, l’universalità. Gli invitati sono tanti, ma avviene qualcosa di sorprendente: nessuno dei prescelti accetta di prendere parte alla festa, dicono che hanno altro da fare; anzi alcuni mostrano indifferenza, estraneità, perfino fastidio. Dio è buono verso di noi, ci offre gratuitamente la sua amicizia, ci offre gratuitamente la sua gioia, la salvezza, ma tante volte non accogliamo i suoi doni, mettiamo al primo posto le nostre preoccupazioni materiali, i nostri interessi e anche quando il Signore ci chiama, tante volte sembra che ci dia fastidio. Leggi tutto “Il banchetto degli esclusi.”

500 anni …giustificazione e grazia

Incontro del 5 ottobre

da Sequela di Dietrich Bonhoeffer
Grazia a buon mercato è predicazione della remissione senza pentimento, è battesimo senza disciplina comunitaria, è cena senza confessione dei peccati, è assoluzione senza confessione personale. La grazia a buon mercato è grazia senza discepolato, grazia senza croce, senza Gesù Cristo.
…grazia a caro prezzo è il tesoro nascosto nel campo, per amore del quale l’uomo va a vendere con gioia tutto ciò che aveva; la pietra preziosa, per il cui valore il mercante dà tutti i suoi beni; la signoria regale di Cristo, per amore del quale l’uomo strappa da sé l’occhio che lo scandalizza; la chiamata di Gesù Cristo, per cui il discepolo abbandona le reti e si pone alla sua sequela. Grazia a caro prezzo è il vangelo, che si deve sempre di nuovo cercare, il dono per cui si deve sempre di nuovo pregare, la porta a cui si deve sempre di nuovo bussare… Leggi tutto “500 anni …giustificazione e grazia”

La sindrome di Giona

Incontro del 29 settembre

Papa Francesco 14.10.2013
C’è una grave malattia che minaccia oggi i cristiani: la «sindrome di Giona», quella che fa sentire perfetti e puliti come appena usciti da una tintoria, al contrario di quelli che giudichiamo peccatori e dunque condannati ad arrangiarsi da soli, senza il nostro aiuto. Gesù invece ricorda che per salvarci è necessario seguire «il segno di Giona», cioè la misericordia del Signore. È questo in sostanza il senso della riflessione proposta da Papa Francesco durante la messa celebrata stamani, lunedì 14 ottobre, nella cappella di Santa Marta.
Commentando le letture … il Pontefice ha iniziato proprio da quella «parola forte» con la quale Gesù apostrofa un gruppo di persone chiamandole «generazione malvagia». È «una parola — ha notato — che quasi sembra un insulto: questa generazione è una generazione malvagia. È molto forte! Gesù tanto buono, tanto umile, tanto mite, ma dice questa parola». Tuttavia, ha spiegato il Pontefice, egli non si riferiva certo alla gente che lo seguiva; si riferiva piuttosto ai dottori della legge, a quelli che cercavano di metterlo alla prova, di farlo cadere in trappola. Era tutta gente che gli chiedeva dei segni, delle prove. E Gesù risponde che l’unico segno che sarà dato loro sarà «il segno di Giona»… Leggi tutto “La sindrome di Giona”

Il Vescovo, Pasquale e la Comunità della piana …

Carissimo Vescovo Aiello,

approfitto del blog della Comunità della Piana, di cui faccio parte, per darle il mio “Benvenuto in città”, unitamente ai migliori auguri di “buon lavoro”, e per dirle “grazie”.

“Grazie” per le parole pesate che mi è sembrato di poter cogliere nell’intervista da Lei rilasciata ad una Tv cittadina. Non è sempre dato ascoltarle da chi ricopre un ruolo come il Suo e che confida, inoltre, di sognare di essere  un “Vescovo della modernità che prende la Città per mano”. Leggi tutto “Il Vescovo, Pasquale e la Comunità della piana …”