La divisione dei pani.

Incontro del 19 giugno

di Tonino Bello
…la pagina della divisione dei pani. Il dividendo sono i cinque pani e i due pesci; il divisore è costituito da cinquemila persone. Gli altri evangelisti aggiungono senza contare le donne e i bambini. Una divisione con le cifre decimali. Tutti furono sazi: questo è il risultato, il quoziente. Ma c’è anche il resto: avanzarono dodici canestri. E’ una vera e propria divisione: perché la chiamarono moltiplicazione dei pani? E siamo ancora così tardi nel capire per quale motivo il Signore ha voluto prendere un bambino, che a quel tempo non contava niente, come non contavano niente le donne e i vecchi; che volutamente ha scelto il segno della fragilità umana, della trascuratezza, dell’emarginazione? Leggi tutto “La divisione dei pani.”

Comunità.

Ma queste comunità, queste associazioni, cosa sono? Cosa fanno? Questa è la domanda che spesso mi fanno amici, parenti, colleghi ed anche persone della comunità, ecco una tabella informativa ad uso interno ed esterno:

Non sono sigle vuote, né riconducibili ad una singola esperienza personale. L’una non può, in alcun modo, contenere le altre, né essere contenuta da una delle altre.
Chi va alla ricerca di un’esperienza fortemente identitaria che «ti assorbe completamente estraniandoti da tutte le “altre”» ha sbagliato indirizzo.
I link:
Comunità della Piana
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Gruppo SAE

Memoria di Don Gallo

di Luigi Ciotti 22.05.2013

Saluto un amico e un punto di riferimento. Don Andrea Gallo ha rappresentato – nella sua vita lunga e generosa – la Chiesa che “amo” e nella quale mi riconosco. La Chiesa che non dimentica la dottrina, ma non permette che diventi più importante dell’attenzione per gli ultimi, per i dimenticati. Andrea lo ricorderemo così: come una persona che ha dato un nome a chi non lo aveva o se lo era visto negare. La sua opera di educatore, dai tempi della Garaventa – la nave che ospitava i “figli” fragili di Genova – all’apertura delle prime comunità negli anni Settanta, all’esperienza che ci ha visti affiancati nel Cnca, il coordinamento nazionale che si riconosceva nel principio dell'”educare, non punire”, altro non è stata che un tenace, quotidiano impegno per riconoscere la dignità e la libertà della persona, una libertà su cui bisognava sempre scommettere e alla quale non bisognava mai stancarsi di dare opportunità. Leggi tutto “Memoria di Don Gallo”

Gratuitamente…

Incontro del 10 ottobre

… non siamo giustificati dalle nostre opere o dai nostri sforzi, ma dalla grazia del Signo­re che prende l’iniziativa. I Padri della Chiesa, anche prima di Agostino… San Basilio Magno rimarcava che il fedele si gloria solo in Dio, perché «riconosce di es­sere privo della vera giustizia e giustificato unicamente mediante la fede in Cristo». Il secondo Sinodo di Orange ha insegnato con ferma autorità che nessun essere umano può esigere, meritare o comprare il dono della grazia divina, e che tutto ciò che può coopera­re con essa è previamente dono della medesima grazia: «Per­sino il desiderare di essere puri si attua in noi per infusione e operazione su di noi dello Spirito Santo». … [Anche il Concilio di Trento:] «Si afferma che siamo giustificati gratuitamente, perché nulla di quanto precede la giustificazione, sia la fede, siano le opere, merita la grazia stessa della giustificazione; perché se è gra­zia, allora non è per le opere; altrimenti la grazia non sa­rebbe più grazia (Rm 11,6)». Ci sono ancora dei cristiani che si impegnano nel seguire un’altra strada: quella della giustificazione mediante le proprie forze, quella dell’adora­zione della volontà umana e della propria capacità, che si traduce in un autocompiaci­mento egocentrico ed elitario privo del vero amore. Si manifesta in molti atteggiamenti apparentemente diversi tra loro: l’ossessione per la legge, il fascino di esibire conquiste sociali e politiche, l’ostentazione nella cura della liturgia, della dottrina e del prestigio della Chiesa, la vanagloria legata alla gestione di faccende prati­che, l’attrazione per le dinamiche di auto-aiuto e di realizzazione autoreferenzia­le. In questo alcuni cristiani spendono le loro energie e il loro tempo, invece di lasciarsi condurre dallo Spirito sulla via dell’amore, invece di appassionarsi per comunicare la bellezza e la gioia del Vangelo e di cercare i lontani nelle immense moltitudini assetate di Cristo. (da Gaudete et Exsultate P.Francesco)
Il foglietto: Parte A Parte B

“Le vostre solennità mi sono di peso, sono stanco di sopportarle”

Davide Maria Turoldo 1967
«Uomini, non invocatemi più ». È il primo dei tuoi comandamenti: « Non nominate il nome di Dio invano ».
Cosa abbiamo fatto del tuo nome, Signore! Cosa dice ormai questo nome agli uomini? A che serve?
È ancora la sua voce: «Non nominatemi invano, non disturbatemi con le vostre ciance ». Infatti ci sono preghiere che possono essere bestemmie (le mie forse). Come possono esserci bestemmie di disperati (secondo il nostro giudizio), le quali invece sono preghiere. « lo non so cosa farmene dei vostri incensi. Non continuate più a recare offerte inutili. Il novilunio, il sabato e le altre feste comandate non le posso soffrire. Le vostre solennità mi sono di peso, sono stanco di sopportarle: finché regna l’iniquità nelle vostre riunioni. Lavatevi, mondatevi, togliete via dagli occhi miei la malizia delle vostre intenzioni ». Leggi tutto ““Le vostre solennità mi sono di peso, sono stanco di sopportarle””