Partire?

Incontro del 3 luglio

Missione è
partire, camminare, lasciare tutto,
uscire da se stessi, rompere la crosta
di egoismo che ci chiude
nel nostro Io.
È smettere di girare
intorno a noi stessi
come se fossimo
il centro del mondo e della vita.
È non lasciarsi bloccare
dai problemi del piccolo mondo
al quale apparteniamo:
l’umanità è più grande.
Missione è sempre partire,
ma non è divorare chilometri.
È, soprattutto, aprirsi agli altri
come a fratelli,
è scoprirli e incontrarli.
E, se per incontrarli e amarli
è necessario attraversare i mari
e volare lassù nel cielo,
allora missione è partire
fino ai confini del mondo.
Dom Helder Camara
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Il guado.

Incontro del 26 giugno

«Gesù prese la ferma decisione
di mettersi in cammino
verso Gerusalemme»
(Lc 9,51)

di Carlo Maria Martini
Quale guado rappresenta per Gesù il momento tra la confessione di Pietro e il “firmavit faciem suam”?
Egli si è già mostrato nella sua verità, si è già offerto alla croce con la duplice predizione della passione. E qui, in relazione con la sua offerta alla croce, mostra la sua gloria e la sua figliolanza.
Questo è il senso profondo di LC 9, 28-36: Gesù manifesta in sé la saldatura tra croce e gloria, tra passione e salvezza, tra morte e vita, tra figliolanza e obbedienza, saldatura che costituisce il nucleo del mistero storico del Verbo incarnato.
Non si tratta solo di una realtà ontologica (Dio-uomo), da considerare astrattamente, ma di una realtà storica di croce e gloria, umiltà e onore, sofferenza e gioia, povertà e regno, morte e vita. È questo il cuore della vita di Gesù, riassunta nelle beatitudini; esse sono appunto tale contrapposizione vissuta, che si condenserà nell’acqua e nel sangue fluenti dal costato del Crocifisso: l’acqua della vita insieme con il sangue della morte. Leggi tutto “Il guado.”

La divisione dei pani.

Incontro del 19 giugno

di Tonino Bello
…la pagina della divisione dei pani. Il dividendo sono i cinque pani e i due pesci; il divisore è costituito da cinquemila persone. Gli altri evangelisti aggiungono senza contare le donne e i bambini. Una divisione con le cifre decimali. Tutti furono sazi: questo è il risultato, il quoziente. Ma c’è anche il resto: avanzarono dodici canestri. E’ una vera e propria divisione: perché la chiamarono moltiplicazione dei pani? E siamo ancora così tardi nel capire per quale motivo il Signore ha voluto prendere un bambino, che a quel tempo non contava niente, come non contavano niente le donne e i vecchi; che volutamente ha scelto il segno della fragilità umana, della trascuratezza, dell’emarginazione? Leggi tutto “La divisione dei pani.”

“Communicatio facit domum ac civitatem”

Incontro del 5 giugno

«Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». Gv 14, 23-26
“Communicatio facit domum ac civitatem” è di Tommaso D’Aquino

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Vieni a risvegliarci

Incontro del 21 maggio

Signore, nostro Dio!
Padre nostro grazie a tuo Figlio,
divenuto nostro fratello!
Tu ci chiami:
Ritornate, figli degli uomini!
In alto i cuori!
Ricercate le cose che sono in alto!
È così che hai chiamato anche noi.
Eccoci qui dunque,
Ciascuno con la sua vita che ti appartiene
e che è interamente nelle tue mani.
Ciascuno con i suoi grandi e piccoli peccati,
che tu solo puoi perdonare.
Ciascuno con il suo dolore,
che tu solo puoi cambiare in gioia.
Ma ciascuno anche con la speranza
che tu ti manifesti come il suo Dio misericordioso.
Noi sappiamo bene che una sola cosa
può rallegrarti e farti onore:
il desiderio sincero del tuo Spirito,
la ricerca sincera della tua verità,
la sete sincera della tua guida.
Ma sappiamo ugualmente che tutto ciò
è già il frutto della tua opera in noi.
Signore, vieni a risvegliarci
e potremo così uscire dal nostro sonno!
Karl Barth
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«Ecco, io faccio nuove tutte le cose»

Incontro del 15 maggio

«Ecco la tenda di Dio con gli uomini!
Egli abiterà con loro
ed essi saranno suoi popoli
ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio.
E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi
e non vi sarà più la morte
né lutto né lamento né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
E Colui che sedeva sul trono disse:
«Ecco, io faccio nuove tutte le cose».
Ap 21
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Memoria di Aldo Moro

Incontro del 9 maggio

E chi può ascoltare il nostro lamento, se non ancora Tu, o Dio della vita e della morte? Tu non hai esaudito la nostra supplica per la incolumità di Aldo Moro, di questo Uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico; ma Tu, o Signore, non hai abbandonato il suo spirito immortale, segnato dalla Fede nel Cristo, che è la risurrezione e la vita. Per lui, per lui.
Signore, ascoltaci!
dalla preghiera di Paolo VI – maggio 1978
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Seguimi!

Incontro del 30 aprile

Due volte è stata rivolta a Pietro la chiamata: seguimi!
È stata la prima e l’ultima parola di Gesù al suo discepolo (Mc 1,17; Gv. 21,22). Tutta la vita di questo è posta tra queste due chiamate. La prima volta Pietro ha sentito l’invito di Gesù sul lago di Genezaret ed ha abbandonato le sue reti, la sua professione, e lo ha letteralmente seguito. L’ultima volta il Risorto lo trova di nuovo nella sua professione di prima, sul lago di Genezaret, ed ancora una volta gli dice: seguimi! Frammezzo c’è stata tutta una vita di discepolato al seguito di Cristo; al centro la sua professione di fede in Gesù come il Cristo (l’unto) di Dio. Tre volte a Pietro fu annunziata la stessa cosa: al principio e alla fine a Cesarea di Filippo, che, cioè, Cristo è il suo Dio e il suo Signore. È la stessa grazia di Dio che lo chiama: seguimi! e che si manifesta nella sua professione di fede nel Figlio di Dio.
da Sequela di Dietrich Bonhoeffer
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