Il vangelo del reduce

Incontro dell’18 novembre

Dal Vangelo del Reduce di Primo Mazzolari
Che abbiamo di nostro? Chi è dalla nostra parte?
Facciamo un bilancio di ciò che ci è rimasto: delle certezze sopravvissute alla catastrofe, dei sentimenti e degli affetti ancora vivi, delle luci sulla nostra strada… e ditemi se non ci convenga interrogare ancora una volta Cristo, stargli vicino un attimo. Vicino a un povero, a un reietto, a un condannato, a un crocifisso… non vi potete trovare a disagio. Cristo è dei vostri, non v’è ragione che vi mostriate diffidenti.
E s’Egli è venuto, è venuto soprattutto per voi: se ha parlato, è soprattutto per voi che ha parlato. Ed è morto, perché voi non foste soli quando incomincia l’agonia.
Può darsi, se l’accostate così, che le impalcature di ogni genere che Gli avete visto d’intorno, non le vediate più; che parecchie cose che continuano a circolare sotto il suo nome, non siano sue: che lo vediate, finalmente, com’è e come vuole essere visto: fratello, guida, salvatore…, in un momento in cui non abbiamo né fratelli, né guide, né salvatori.
– Permettete che vi stia da presso mentre leggete il Vangelo? Che vi segni, col dito, la pagina, la parola?
– Non ce ne sarebbe bisogno se non aveste l’occhio sospettoso e la mente ingombra di pregiudizi.
Primo Mazzolari

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