fratel Charles

Incontro del 12 maggio

Hai chiesto a fratel Charles di seguirti nell’amore,
che è esigenza di conformità e di somiglianza a te:
spingici all’amore fino ad abbracciare la croce.
Il tuo piccolo fratello si è fatto fratello universale
nella misura in cui tu vivevi in lui: concedici di vivere tra gli uomini manifestando la tua vita in noi.
Gli hai chiesto di condividere la povertà dei piccoli,
perché la debolezza dei mezzi umani è sorgente di forza: accorda ai cristiani di essere chiesa povera e di poveri
dalla liturgia del Monastero di Bose

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Fratelli tutti

Incontro del 4 maggio

Signore e Padre dell’umanità,
che hai creato tutti gli esseri umani con la stessa dignità,
infondi nei nostri cuori uno spirito fraterno.
Ispiraci il sogno di un nuovo incontro, di dialogo, di giustizia e di pace.
Stimolaci a creare società più sane e un mondo più degno,
senza fame, senza povertà, senza violenza, sen-za guerre.
Il nostro cuore si apra
a tutti i popoli e le nazioni della terra,
per riconoscere il bene e la bellezza
che hai seminato in ciascuno di essi,
per stringere legami di unità, di progetti comuni,
di speranze condivise. Amen.
Papa Francesco

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Simone, mi vuoi bene?

Incontro del 27 aprile

Rivolgendosi a Simone Gesù gli chiede: “Mi ami tu più di costoro?”. Richiesta esorbitante, non solo perché rivolta a chi aveva rinnegato il suo Signore, non solo per quel curioso “più di costoro”, ma anche e specialmente perché Gesù usa il verbo agapào che indica l’amore totale, esclusivo, incondizionato cioè perfetto, “santo”. Pietro non osa rispondere con lo stesso verbo (forse lo avrebbe fatto prima di conoscere l’amara esperienza del tradimento): risponde semplicemente e poveramente “Ti voglio bene”, usando il verbo dell’amore amicale philéo. Nella seconda domanda Gesù insiste con la richiesta dell’amore totale e Pietro insiste nella seconda risposta con l’offerta del suo povero, umile, amore. Alla terza domanda e risposta non è Pietro che cambia il verbo: è Gesù! “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?” e Pietro – sebbene “addolorato che la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?” (che fosse cioè Gesù ad avere dovuto cambiare il verbo dell’amore) – gli risponde: “Signore, tu sai tutto, sai che ti voglio bene”. Si potrebbe quasi dire che non è Pietro a convertirsi a Gesù, ma è Gesù che “si converte” a Pietro, si adatta al suo linguaggio e alle sue possibilità.
È questa “conversione di Dio” che mi colpisce profondamente: anche perché è a partire da essa che Gesù pronuncia l’imperativo nel quale sbocca tutto l’itinerario educativo con cui aveva formato il suo apostolo: “SEGUIMI!” (Gv 21, 19).
Così dal fallimento è cominciata la storia nuova della santità personale di Pietro, spinta fino al martirio, quando egli dirà, non più con le parole, ma con il gesto della vita donata e con il silenzio eloquente della morte, la parola dell’amore esclusivo e totale per il suo Signore!
Carlo Maria Martini

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Instancabile profeta di pace

Memoria di Tonino Bello

Incontro del 20 aprile

Facciamo memoria di don Tonino Bello, vescovo in Puglia, instancabile profeta di pace, il quale amava ripetere: i conflitti e tutte le guerre «trovano la loro radice nella dissolvenza dei volti». Quando cancelliamo il volto dell’altro, allora possiamo far crepitare il rumore delle armi. Quando l’altro, il suo volto come il suo dolore, ce lo teniamo davanti agli occhi, allora non ci è permesso sfregiarne la dignità con la violenza.
Cf. Papa Francesco “Contro la guerra. Il coraggio di costruire la pace” ed. Solferino

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Signore, donaci sempre il tuo pane!

Incontro del 12 aprile

Signore, donaci sempre il tuo pane!
Vogliamo essere una comunità che condivide il pane che Tu hai benedetto e offerto, una comunità che si organizza secondo il tuo modello, per permetterci di servirti e trasformarci.
Non vogliamo mangiare da soli il nostro pane: né quello della fede, né quello frutto del lavoro.
Non vogliamo «congedare» le folle che si assemblano cercandoti, spesso senza saperlo.
Non vogliamo accettare rassegnati le statistiche che danno ormai per esclusi alcuni dei nostri fratelli.
Vogliamo seguirti, riceverti e condividerti, ognuno nella sua «tavola da cinquanta».
Vogliamo essere comunità che vivono di questa forza che ci viene dall’Eucaristia, per annunciare con la nostra vita, più che a parole, la verità del Vangelo, una verità trascendente perché ci mostra qualcosa che va al di là dell’individualismo, un Regno che è già tra di noi quando ci uniamo per condividere il pane in tuo nome, Signore.
Da “El verdadero poder es el servicio” di Jorge Mario Bergoglio 2007

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Dai silenzi dell’anima.

Incontro del 6 aprile

Dio nostro, in Gesù hai dato speranza a questo mondo scosso da guerre, violenze e ingiustizia. In Gesù hai dato una guida che conduce il mondo verso il tuo regno, dove tutte le ferite saranno risanate. Fa’ che il nostro modo di vivere sia una testimonianza credibile e convincente di questa speranza e di questa guida. Il tuo Spirito ci spinga a costruire la comunità del tuo amore solidale, dove il sofferente può ritrovare forza, l’oppresso può essere liberato, il disperato può rialzare il suo volto. Confidando in questo ti preghiamo ora tutti insieme…
dalla liturgia Valdese

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Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche!

Incontro del 30 marzo

«Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
Ecco, io faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Mi glorificheranno le bestie selvatiche,
sciacalli e struzzi,
perché avrò fornito acqua al deserto,
fiumi alla steppa,
per dissetare il mio popolo, il mio eletto.
Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi».
Is 43,19-21

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E cominciarono a far festa.

Incontro del 23 marzo

«Pace a voi!»: è il saluto che Cristo porta ai suoi discepoli; è la stessa pace, che attendono gli uomini del nostro tempo.
Non è una pace negoziata, non è la sospensione di qualcosa che non va: è la sua pace, la pace che proviene dal cuore del Risorto, la pace che ha vinto il peccato, la morte e la paura.
È la pace che non divide, ma unisce; è la pace che non lascia soli, ma ci fa sentire accolti e amati; è la pace che permane nel dolore e fa fiorire la speranza.
Questa pace, come nel giorno di Pasqua, nasce e rinasce sempre dal perdono di Dio, che toglie l’inquietudine dal cuore. Essere portatrice della sua pace: questa è la missione affidata alla Chiesa il giorno di Pasqua. Siamo nati in Cristo come strumenti di riconciliazione, per portare a tutti il perdono del Padre, per rivelare il suo volto di solo amore nei segni della misericordia.
Papa Francesco

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Non nascondermi il tuo volto

Incontro del 9 marzo

O Gesù, tu che risorgerai,
dona a ciascuno di noi di comprendere che tu sei l’oggetto ultimo,
vero, dei nostri desideri e della nostra ricerca.
Facci capire che cosa c’è al fondo dei nostri problemi,
che cosa c’è dentro le realtà che ci danno sofferenza.
Aiutaci a vedere che noi cerchiamo te, pienezza della vita;
cerchiamo te, pace vera;
cerchiamo una persona
che sei tu, Figlio del Padre,
per essere noi stessi figli fiduciosi e sereni.
Mostrati a noi anche oggi in questa [liturgia],
perché possiamo ascoltare la tua voce
che ci chiama per nome,
perché ci lasciamo attirare da te,
entrando così nella vita trinitaria
dove sei col Padre l’unico Figlio,
nella pienezza dello Spirito. Amen.
Carlo Maria Martini

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…siamo fatti per amare

Incontro del 24 febbraio

La verità di noi stessi è che siamo fatti per amare
e abbiamo bisogno di essere amati.
La verità di Dio è che Dio è amore,
un amore misterioso ed esigente,
ma insieme tenerissimo e misterioso.
Questo amore con cui Dio ci avvolge
è la chiave della nostra vita,
il segreto di ogni nostro agire.
Noi siamo chiamati ad agire per amore,
a spendere volentieri la nostra vita
per i nostri fratelli e sorelle,
e lasciare esplodere la nostra creatività
e ad esercitare la nostra intelligenza
nel servizio degli altri.
Carlo Maria Martini
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Io son debole nella fede: rafforzami tu

Martin Lutero +18 febbraio 1546

Incontro del 17 febbraio

Ecco, Signore, io sono un vaso vuoto che ha bisogno di essere riempito.
Riempilo tu, Signore! Io son debole nella fede:
rafforzami tu.
Sono freddo nell’amore: riscaldami e rendimi fervente, così che il io amore possa raggiungere il mio prossimo.
Non ho una fede forte e salda; a volte dubito e sono incapace di fidarmi di te.
O Signore, aiutami! Rafforza la mia fede e la mia fiducia in te.
Martin Lutero +18 febbraio 1546
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Non sappiamo più ascoltare…

Incontro del 10 febbraio

Padre,
non sappiamo più ascoltare;
Padre,
nessuno più ascolta nessuno:
nessuno sa fare più silenzio!
Abbiamo perso
il senso della contemplazione,
perciò siamo così soli e vuoti,
così rumorosi e insensati;
e inevitabilmente idolatri!
Anche quando l’angoscia ci assale
donaci, o Padre, di non dubitare;
o anche di dubitare,
ma insieme di sempre più credere:
di credere alla tua fedeltà,
al tuo amore
al di là di tutte le apparenze;
e con il tuo Spirito
sempre presente
nella nostra storia.
David Maria Turoldo
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