IL CIRCOLO DEL VUOTO: LA SCUOLA DEI DITTATORI – CAPITOLO PRIMO


La signora sa che il pupo è uno scapocchione già laureato summa cum laude e pubblicazione con bacio accademico della sua scapocchioneria. Il genitore sa bene che già ai tempi suoi, ormai in saldi di voti scolastici, nemmeno i fustigatori di Lintz avrebbero conseguito per il suo pargolo una miglioria di applicazione allo studio e men che meno una comprensione dello studio stesso.

Ma che diamine, il figlio resta un genio e vittima del sistema scolastico …e poi perché mai deve subire il trauma d’esser trattato meno bene d’un altro?

Chi l’ha detto che quell’altro sia meno scapocchione del suo?

Chi dice che i vaccini facciano bene? Chi può dire che sono stati sterminati gli Ebrei?

Già: chi lo dice? Stupidaggini come la scienza galileana e le fonti? Ma no! Chiunque lo dica è certo parte d’un complotto.

Se non studia, il ragazzo, la colpa è dei professori, certamente; se prende voti insufficienti, ci sarà pure un avvocato amico, se non in famiglia, che incuta il giusto timore al sistema scolastico infame.

E siccome l’uomo sopporta ogni tortura meno che la rottura dei cabbasisi da parte di genitori petulanti, il bruto è reso santo e scienziato basta che esca presto dall’edificio scolastico lui e i suoi genitori.

Mafia? Camorra? Sistema colluso? Funzionari inefficienti, corrotti ? Classe dirigente mediocre? Governi incapaci? Governi incapaci … E sono sempre meglio di chi rappresentano, e di chi verrà.

La città è un’unica schifezzeria.

La colpa è del sindaco. Magari pure, certo.

Mentre lo si dice si sputa a terra la gomma, e si lancia la cicca di sigaretta, si appoggiano le birre vuote sui muretti, non si raccolgono le buste di patatine, si lascia che il proprio cane lordi anche i giardini per i bimbi senza raccogliere le sue deiezioni; Una giustificazione la si trova – dove sono i cestini ? – e magari si guarda estasiati i propri pargoli mettere i piedi sulle sedute delle panchine e tirare, alla Gigi Riva, pallonate incuranti di chi passa;li si accompagna in pizzeria dove possono urlare a squarciagola e infastidire i commensali magari vandalizzando il locale; se qualcuno protesta: “son ragazzi, si sa”; “lei non sa chi sono io” ; “come si permette di dire che sono scostumati i miei figli?”

Già chi lo dice? Chi può dirlo?

E via: carte e plastiche nelle cunette stradali, buste di spazzatura abbandonate in ogni dove.

“Ci sta chi pulisce: si guadagnasse lo stipendio”.

Ecco, il senso civico, non potendo contare su un senso morale, non avendo come sostegno il buon senso, lascia il posto ad un senso comune fatto d’ ignorante solipsismo, di soperchieria vittimista, di immorale moralismo, che pesa sulle altrui spalle confortato dal luogo comune spesso fratello del razzismo.

E siccome all’inciviltà (altrui) bisogna porre un limite, alla corruzione (altrui) bisogna porre uno stop, “che bei tempi i tempi del Duce”, magari te lo sospira chi voleva Baffone, sempre con il medesimo spirito critico imparato a scuola, applicandosi  con profitto alla scapocchioneria.

Tanto mica sa della corruzione dei regimi totalitari? Quale professore ti educa alla democrazia, e al dialogo? Sono comunque fantasie complottiste!

Si vive di miti non provati, non provabili e quindi incontestabili; il più grave e devastante è quello della propria innocenza in un mondo bastardo e corrotto, di cui si è il mattone fondante, esattamente come della dittatura ripulitrice delle sole facciate che verrà.

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