DIVIETI – PERCHE’ IO NON MANGIO HALAL O KASHER.

La storia delle proibizioni sul cibo, sulla classificazione di animali puri e impuri, edibili e non edibili, commestibili in alcuni periodi e proibiti in altri, è antica quanto l’uomo ed è connessa all’animo religioso dell’umanità.

Quindi è qualcosa di rispettabile, perché antico, ancestrale.

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Ma siamo puri per quel che mangiamo?

Magari!

Era convinzione farisaica che il rispetto della legge fosse condizione sufficiente alla grazia di Dio. E quindi, se vuoi mangare devi sapere le regole di come macellare, cucinare, impiattare, ecc.

Una faticaccia.

Una santa faticaccia, ma vuoi mettere il premio della purezza?

E poi è Dio che lo vuole, è la sua legge.

Dovendo capire come mai Abramo offre a Dio, a Mamrè, una cosa che la sua legge vieterebbe, cioè latte e carne bovina insieme 1, mi son letto una parte delle prescrizioni rabbiniche in merito.

Un amico mi ha spiegato che la legge mosaica viene dopo Abramo. Vero, e anche i rabbini che leggevo son venuti dopo. Ma la legge di Dio sarebbe immutabile e non si può offrire Lui ciò che è contrario alla sua legge.

Nel passato trovai difficoltà alla osservazione di un musulmano che anche la Bibbia, come il Corano, vieta cibi impuri. Prova evidente, come sento da alcuni di loro, del fatto che noi abbiamo edulcorato se non cambiato l’Ingil, il Vangelo.

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Ma mi venne in soccorso un Testimone di Geova che mi ricordò che Pietro, invitato a casa di un Centurione, si trovò nell’impossibilità di mangiare. Forse anche ai suoi tempi i rabbini sconsigliavano di mangiare dai gentili se non si era sicuri dei cibi e della loro corretta preparazione2.

Affamato, credo, si addormentò, e suppongo anche di malumore.

Gli apparve un angelo che gli calò un lenzuolo con ogni leccornia di cibi proibiti.

Ma nel sogno resistette.

Gli apparve una seconda volta un angelo che lo invitò a mangiare cibi non kosher.

E ancora rifiutò.

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Ancora una terza volta l’angelo insistette con cibi non Halal.

E allora capì. Pietro aveva la coda di paglia: si umiliava quando una cosa gli capitava per tre volte. Gli capitava dalla faccenda del gallo che gli aveva ricordato che aveva rinnegato Cristo tre volte, come questi gli aveva profetizzato.

Mandò all’aria le regole rabbiniche e, immagino ancora, si saziò e predicò con profitto. Non è che non gli costò, alcune cose dovevano fargli anche schifo, ma mangiò.

Perché? Per il sogno? Più probabilmente si ricordò di queste parole:

Ascoltatemi tutti e cercate di capire! Niente di ciò che entra nell’uomo dall’esterno può farlo diventare impuro. Piuttosto, è ciò che esce dall’uomo che può renderlo impuro3”.

E  dovette ricordare  che,  quando lui e i suoi compagni lasciarono la folla e rimasero soli con Gesù, questi li ammonì ancora:


Neppure voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dall’esterno non può farlo diventare impuro, perché non entra nel suo cuore ma nello stomaco e quindi va a finire in una fogna?….Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo 4.

Nessun altro santo profeta posteriore o legge e grande rabbino riuscirà a convincermi che ciò non sia vero. Perchè e’ logicamente, assolutamente, naturalmente vero.

Ma non è di cibo solo che stiamo parlando: è di purezza. Puoi uccidere l’impuro, ma solo dentro di te, l’altro fuori da te qualsiasi cosa mangi, qualsiasi cosa preghi, non è tua giurisdizione, e rispettare la legge non ti fa migliore di lui, solo più ipocrita e fariseo.

A cosa serve la legge di Dio nelle nostre mani? A sentirci in dovere di far pagare gli altri il fio dei peccati. Ovvero: serve ad un vasto oceano di sangue che sgorga dai petti e dalle gole degli infedeli, oggi siamo noi e domani gli altri, a turno, secondo la legge di chi è più forte, più folle. Secondo la più fine interpretazione della lettera della legge.

Per la lettera siamo disposti ad uccidere lo Spirito per cui quella lettera fu scritta. Per il rumore roboante della lettera, non seniremo neppure il soffio dello Spirito.

La lettera uccide, lo Spirito invece fa vivere5“.

Per questo non ho bisogno almeno di mangiate kosher e halal, e ho dei dubbi anche sulla quaresima e i digiuni.

Qualcuno secoli fa mi ha lasciato scritto:

Ora però siamo stati liberati dalla legge, essendo morti a ciò che ci teneva prigionieri, per servire nel regime nuovo dello Spirito e non nel regime vecchio della lettera 6”:

1 Cfr. Genesi,cap. 18, versi da 1 a 33

2 Cfr. Atti degli Apostoli, cap. 10, versi da 1 a 48

3 Vangelo di Marco, cap. 7, versi 14 e 15

4 Vangelo di Marco, cap. 7, versi da 17 a 23

5 Seconda Lettera ai Corinti, cap. 3 verso 6

6 Lettera ai Romani, cap. 7 verso 6

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