Dell’aritmetica

neperQuando dovrete dare il voto al figlio del bracciante
non gli darete quattro perché “che può venire di buono da quella famiglia”
non gli darete sei perché “poverino non hanno soldi”
non gli darete otto perché “i proletari devono vincere”
– Si – risponde il nuovo maestro – la persona! si giudica “tutta” la persona senza tener conto delle origini.
No, non avete capito – riprende il direttore – o siete anche voi uno di quelli…
– Di quelli?
L’anima di ognuno di noi è infinita ed è in continuo movimento (1), cambiamento, perciò ne potrò vedere sempre solo un pezzo, una piccola parte e questo pezzetto, mentre lo vedo già sta cambiando, come posso pensare di poter giudicare la persona.
Chi dice: “io giudico con umanità perché ho in grande considerazione l’uomo” è solo un superbo.
-Ma…..
Darete il voto considerando la sua capacità di far di conto nelle situazioni in cui si troverà a far di conto. Valutando con appropriati esercizi, questo e non altro, e così farete del bene senza superbia. Da La Tribuna 1961 (il titolo dell’articolo e l’autore non ci sono – alcune parti non si leggevano bene, spero di aver “ricostruito” correttamente)
(1) Eraclito, credo.

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