Il maestro.

Andrea_GalloPrimo settembre, nella sala docenti ci sono tre gruppi: gli aspiranti precari che discutono di Renzi, della ministra e delle assunzioni, gli aspiranti pensionati che parlano, male, delle stesse persone e altri, il “resto”.

Nel “resto” si commenta l’anno scolastico passato e Gina: “non hanno capito niente” – si lamenta – “non hanno studiato si sa, ma non hanno capito! dopo tanta fatica”.
– “Beh, almeno tu te ne rendi conto” – risponde Gianni professore di fisica – “c’è chi pensa di insegnare tutto, l’universo intero, e poi, e poi …non sanno assolutamente nulla, nulla”.
– “Mmm… quando il prof., il genitore e l’alunno non sono troppo, diciamo, profondi, svegli e, poi, il ragazzo è valutato “bene”, sono tutti contenti”.
– “Si, e gli insegnanti ottimi e la scuola buona”.
Intanto Gina continua da sola: “Non hanno capito niente! N i e n t e!” – sospiro di rassegnazione.

– C’era un maestro, bravo, no, anzi, grande, grande veramente, ne parlano ancora oggi…

– E allora, ma perché fai sempre queste pause.
– “Allora, alla fine, alla fine, diciamo, della carriera, pure lui, si accorse che i suoi … alunni, i suoi discepoli, non avevano capito nulla”.
– “E poi che è successo” – incalza Gianni – “che ha fatto”.
– “Ho capito di chi parli” – riprende Gina – “beh, c’è da riflettere e …”
– “Io non ho capito” – sempre Gianni – “non ho capito”.
Intanto arriva il diacono, insegnante di religione.
– “Ecco, a lui devi chiedere ché lo conosce meglio”.
– “Lo conosco pure io” – interviene uno dei precari che, con un orecchio, aveva ascoltato una parte del nostro discorso – “ho capito, ho capito chi è il grande maestro, insegna al convitto”.
– Al convitto?
– “Si, ha insegnato un anno intero senza titolo” – ironico: “il grande maestro, non ho capito come, hanno fatto pure ricorso; ah! il grande maestro!! Ma per favore…”
Silenzio.
Silenzio, nessuno riesce più a parlare, neppure Gianni che, intanto, vedendo il collega di religione, aveva capito pure lui.

– A che ora c’è il collegio domani, alle nove vero?
– Ci vediamo domani.

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