L’ipocrisia di Occidente e Oriente


convergenze-parallele-300x226L’attentato di Parigi e l’ipocrisia di Occidente e Oriente

Ogni morte, tanto più se tragica, merita rispetto. Ma reputo insostenibile, dopo gli attentati parigini, ascoltare la solita cagnara mediatica dei talk-show che vede contrapposti intellettual-guerrafondai vs intellettual-opinionisti.

A ben udire, però, ci si accorge di assistere ad un gioco delle parti con due finalità: la prima, evitare la più logica delle spiegazioni motivazionali dell’insano “gesto”, ovvero la trasversale ipocrisia occidentale e orientale; la seconda, non proporre (con l’eccezione di Gino Strada e mons. Galantino) la più semplice delle soluzioni: dire basta ad ogni guerra, per bandire fattivamente questo termine disumano dal lessico planetario.

Mi sembra, però, che questa ipocrisia trasversale stia diventando sempre meno “mediaticamente occultabile”, soprattutto in occasione di questi tragici eventi che – di sicuro – scuotono coscienze intorpidite. Davanti alla tragica realtà, si fa fatica a non riconoscerla come figlia dell’interesse di pochi gruppi di potere – economici e mediatici, occidentali ed orientali – che hanno da sempre considerato sfruttabili all’infinito il Pianeta e molta parte dei suoi abitanti.

Inoltre, come sempre accade quando ci si trova a fare i conti con la Realtà – per scelta, caso o necessità -, si rimane turbati o confusi, perchè crollano (presunte) certezze, frutto del nostro immaginario e si è costretti a mettersi in discussione.

Si realizza (?) ogni giorno di più (purtroppo anche violentemente …!) che la nostra civiltà, opulenza e progresso sono stati acquisiti – spesso – a spese di altri abitanti e pezzi di Pianeta che, nell’era pre-globalizzata, ci sono stati anche raccontati come altro da noi, lontani,  tanto da considerarli, poi, diversi, inferiori e/o ignoranti – a seconda delle convenienze – per giustificare così la nostra violenza e protervia verso di loro, giungendo persino a convincerci di una nostra superiorità culturale.

La regìa di questi gruppi di potere, in tal senso, è stata superba a tal punto da riuscire a farci diventare sfruttati, mentre ci pensavamo sfruttatori. Il lavorìo è nato da lontano ed è stato lento e puntuale, sempre ai fianchi, mai diretto. Ha inesorabilmente segnato anche il nostro animo, corrompendo prima i sensi. Il “supermercato” e la “televisione” (e poi ogni mezzo mediatico) sono state le nostre civili conquiste/ricompense: la giusta ricompensa per l’assuefazione al benessere.

Ovviamente, non è mai stato detto esplicitamente: quale occidentale avrebbe mai scientemente ricoperto il ruolo di sfruttatore? Essere civili, invece, rende tutto molto più accettabile. Permette di continuare a saccheggiare nazioni e continenti, esportare democrazia vendendo armi, avvelenarne terre e fiumi, per impossessarci di materie prime quali gas, petrolio, diamanti, rame, oro, coltan, tanto usati da noi.

Siamo anche cresciuti – illuminati e civili – nel culto della “razza”, della “religione”, della “democrazia”, delle “radici” e – purtroppo – categorizzando sempre l’altro come “straniero” o come “nemico”! Mai come “persona”!

Ed ora i nuovi accadimenti parigini ci turbano e destabilizzano le nostre (presunte) certezze e coscienze: è facile dimenticarsi delle bombe sganciate, più difficile farlo quando ci cadono in testa!

Purtroppo, ad oggi, abbiamo ancora difficoltà a farci le uniche domande in grado di poterci – definitivamente – aprire la mente: “A CHI giova la guerra?”; “Perchè è scomparsa la trasparenza sulle operazioni bancarie?” ovvero perchè si è passati dalle “Operazioni autorizzate” alle “Operazioni segnalate” che non permettono di risalire all’intera operazione autorizzata?; “Come mai l’industria armiera italiana è al quarto posto nel mondo e non viene MAI citata come fulgido esempio del made in Italy?” civile bon ton o coscienza sporca?; “Perchè nelle trasmissioni televisive dove si invitano i vari Salvini&Belpietro non c’è NESSUNO che chieda loro conto delle armi italiane prodotte nell’opulenta provincia bresciana che servono a combattere le guerre da cui fuggono quelle migliaia di profughi che giungono, poi, anche in Italia?” (ISTAT). Mistero! …

Ma davvero pensiamo ancora a tutto ciò come ad un mistero?

Oppure, come dice Papa Francesco, è giunta l’ora di riaccendere le menti ed i cuori ?

Massimo De Vinco

Un pensiero riguardo “L’ipocrisia di Occidente e Oriente

  • 26 Novembre 2015 in 23:46
    Permalink

    Condivido tutto. Grazie all’assist finale di Massimo, non resta che riecheggiare (ancora una volta ammirati) la frase di Papa Francesco, pronunciata nel mentre si rincorrevano “timori” per la sua sicurezza, durante il viaggio in Africa: “Ho più paura delle zanzare che non degli attentati”.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.