Alla ricerca del senso

XX Giornata Memoria e impegno
XX Giornata Memoria e impegno

Il mio amico Pasquale ha pervicacemente desiderato costruire, tramite questo blog, un “luogo”, una rete dove realizzare il sogno della condivisione autentica di idee, visioni del mondo, storie.

Io non ho contribuito a realizzare il suo sogno, mantenendomi sempre “fuori”, sia per naturale ritrosia che per senso di inadeguatezza. Ora, però, sento l’urgenza di entrare, timidamente, nella sua amata creatura  per provare a raccontare cosa abbia costruito con la sua esistenza.

In questi mesi pensavo di aver perso il filo rosso necessario ad uscire dal labirinto , ma quel filo, dopo essersi ingarbugliato, torna a dispiegarsi quando si sperimenta la traccia profonda che gli altri hanno lasciato in noi. E scoprendo  nella passione per la legalità una  delle impronte che Pasquale ha impresso nella mia vita, ritrovo quel filo che ci ha unito e ancora ci unisce.

Da lui ho sentito per la prima volta parlare, negli anni ’90 , di antimafia, cittadinanza attiva, cultura della legalità.

Grazie a lui ho conosciuto Nando Dalla Chiesa, don Tonino Palmese, l’Associazione Libera di don Luigi Ciotti.

Lui mi ha raccontato la storia di Rita Atria, di Peppino Impastato, di  Rosario Livatino, della “Casa sulla roccia”.

Così ho coltivato la curiosità per le “storie” ed ho sentito l’urgenza di narrarle instancabilmente ai ragazzi, nonostante ostracismo e indifferenza.

Ma incontri felici e sintonia con qualche collega “illuminata” hanno generato la collaborazione  della mia scuola, il Liceo Mancini, con l’Associazione Libera Avellino: abbiamo costruito insieme due percorsi, uno sulla memoria delle vittime innocenti (soprattutto irpine)   delle mafie ed uno sulla corruzione, con un’immersione vera dei ragazzi nelle vite di chi è stato attraversato dal dolore ma grazie alla memoria sta cercando di trovarne il senso. Quest’anno, poi, quindici studenti della classi quarte hanno sperimentato un vera “scuola di legalità”, incontrando magistrati, testimoni, attivisti dell’antimafia e analizzando temi complessi come mafia e religione, il ruolo delle donne nella gestione del potere mafioso, le relazioni tra mafia, politica e potere economico. Ma  proprio l’impegno del percorso li ha sollecitati, trasformandoli in veri animatori di legalità.

E guardandoli invitare il Procuratore Cantelmo perchè affascinati dalla sua coerenza, come anche organizzare la più affollata assemblea d’Istituto per celebrare la XX Giornata della memoria e dell’impegno in memoria delle vittime delle mafie, durante la quale ascoltano la testimonianza di Rosalinda Santaniello, figlia di un imprenditore di Quindici ucciso dalla camorra nel 2002 per non aver accettato compromessi  e leggono i circa 900 nomi delle vittime innocenti delle mafie,

capisco che il filo rosso è ben dipanato:

negli sguardi emozionati, curiosi e fieri dei miei ragazzi ritrovo la forza della memoria, rivedo la profonda passione che animava Pasquale nel tessere trame di autenticità e bellezza.

 

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