“Maledette” Feste …! comunque, ci proverò … !

babbo natale di spallebabbo natale di spallebabbo natale di spalleCi sono preghiere le cui parole rispecchiano il nostro stato d’animo: “[…] Dio onnipotente e nostro Padre, come Tu sai, siamo a volte smarriti e a volte spavaldi, a volte Ti ignoriamo, a volte Ti cerchiamo come luce nel buio. Ma, tra le nostre contraddizioni, Ti desideriamo perché hai cuore di Padre, perchè sei il Figlio e il Fratello che comprende noi figli sciocchi, perché sei lo Spirito instancabile che ci indica la via di casa. […]”.

Preghiere cui non bisogna aggiungere niente …!

E poi arriva un altro Natale, con le sue pause e l’inevitabile risistemazione di tanti pensieri e momenti vissuti nei mesi precedenti …! Un concentrato di ricordi, luoghi e momenti che mettiamo insieme giorno dopo giorno – spesso inconsapevolmente – fin dalla nascita e che viene scandita impietosamente – appunto – dai nostri “natali” …! La nostra vita: ogni emozione – l’equivalente di un bit informatico – viene puntualmente archiviata sin dal primo vagito in qualcuno dei miliardi all’ennesima potenza di neuroni di cui è formato il nostro cervello.

Ed oggi sappiamo che il “pensiero”, nonostante il singolare grammaticale, è la misteriosa risultante di un’infinita varietà ed integrazione di quei bit miscelati tra loro in un ordine, sequenza e velocità sempre diversi e a tutt’oggi ignoti, così come è ignoto ciò che lo determina, lo stimola e lo modula.

Ed ognuno sa anche, per esperienza personale, che esistono pensieri che non lasciano in pace, ricordi cui non si può sfuggire e pure, mannaggia, luoghi e momenti – come il Natale ! – che sembrano fatti apposta per farli improvvisamente, prepotentemente e dolorosamente riaffiorare nel momento stesso in cui ci si era illusi (!) – per un attimo, per carità, solo per un attimo – di essere riusciti ad eluderli!
Loro” si comportano esattamente come gli spilloni di un rito vudù, mentre a “noi” non resta che interpretare la parte del pupazzetto trafitto.

Ed è solo allora – nel dolore – che ne comprendiamo appieno l’importanza. Solo allora ci appare chiaro l’essenzialità di quei momenti e delle persone che ne hanno fatto parte. Solo allora, purtroppo, ne comprendiamo il valore per e nella nostra vita ed il vero danno subìto con la loro perdita: il corpo può anche essere in ripresa, ma a terra resta la vera vittima: la nostra anima!

Ed il lacerante dolore che continuiamo a provare, in “quei” momenti, ne è l’incontrovertibile prova.

Sono strane le ferite dell’anima: contrariamente a gran parte di quelle del corpo, esse sono dolorosamente eterne, come fu preannunciato da Simeone a Maria, madre di Gesù: “E anche a te una spada trafiggerà l’anima” (Lc 2,22-35).

Eccomi giunto, allora, ad un altro Natale!… ed alla mia anima trafitta ..! Cosa che non mi tranquillizza affatto perchè a me piaceva il “Natale” e “so” che a cominciare da questo ne seguiranno altri – purtroppo – che non potranno avere mai più lo stesso “sapore” …!

Ecco perchè mi rivolgo agli amici del “blog” e del “gruppo” per questi miei “strani” auguri di Natale, per scusarmi anticipatamente se – per quest’anno almeno – non riuscirò a fare di meglio.

Sereno Natale a tutti voi !

 

Massimo De Vinco

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