STELLATA

tecla2sm“Chi arriva a Tecla, poco vede della città, dietro gli steccati di tavole, i ripari di tela di sacco, le impalcature, le armature metalliche, i ponti di legno sospesi a funi o sostenuti da cavalletti, le scale a pioli, i tralicci. Alla domanda: – Perché la costruzione di Tecla continua così a lungo? – gli abitanti senza smettere d’issare secchi, di calare fili a piombo, di muovere in su e in giù lunghi pennelli. – Perché non cominci la distruzione, – rispondono. E richiesti se temono che appena tolte le impalcature la città cominci a sgretolarsi e a andare in pezzi, soggiungono in fretta, sottovoce: – Non soltanto la città. Se, insoddisfatto delle risposte, qualcuno applica l’occhio alla fessura d’una staccionata, vede gru che tirano altre gru, incastellature che rivestono altre incastellature, travi che puntellano altre travi. – Che senso ha il vostro costruire? – domanda. – Qual è il fine d’una città in costruzione se non una città? Dov’è il piano che seguite, il progetto? – Te lo mostreremo appena termina la giornata; ora non possiamo interrompere, – rispondono. Il lavoro cessa al tramonto. Scende la notte sul cantiere. È una notte stellata. – Ecco il progetto, – dicono”.  Teclada ”Le Città Invisibili” di Italo Calvino

Guardiamo le cose per spicchi e nel riflesso. Ogni angolo ha pari dignità se ha in sé costruzione, ricerca di senso e desiderio di bellezza. L’oggetto dello sguardo può essere qualsiasi. Sono grata a occhi diversi dai miei che sanno raccontare.

““Ogni giorno nel nostro cuore un credente e un non credente si interrogano a vicenda. Guai se uno di loro tacitasse l’altro”, c’è scritto sul frontespizio della mia agenda. E’ una citazione di Martini. La condivido ogni giorno di più, con convinzione più grande” – L’Agenda di Pasquale è e rimane aperta. Ognuno ha, poi, la propria. La costruzione dovrebbe essere permanente. “Filigrana”, proprio, dell’esistere, dovrebbe essere percepita come esigenza, prima di tutto. Ogni “vigna” necessita di un inizio. E di cura.

Io non ricordo, culturalmente e quindi politicamente, un periodo più spento, indistinto, molle e rassegnato del presente. Una canzone bella e “strapazzata”, giustamente, diceva… ”nessuno si senta escluso”.

2 pensieri riguardo “STELLATA

  • 1 Ottobre 2014 in 22:14
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    E, infatti, ognuno scrive e fa ciò che sente. E nessuno tacita nessuno. La “polvere”, per quanto mi riguarda,è concettualmente e affettivamente impossibile.

  • 1 Ottobre 2014 in 20:34
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    E’ certamente una manifestazione di affetto quella che ci porta, quasi ogni giorno, a passare da qui.
    E’ affetto DOCG; ma inizio a temere il rischio di lasciare troppi post-it, sopra o nei pressi della “sua” agenda.
    Forse (ma è solo un dubbio), dovremo accettare di osservarla, per un po’, mentre un sottilissimo strato di polvere vi si deposita fino a farcela -se possibile- apparire ancora più preziosa.

    Ogni giorno non potremo che interrogarci a vicenda. Guai se uno di noi tacitasse l’altro.

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