Game over ? ovvero Discorso su Pasquale, sul Tempo e sul Kàiros (ed anche, un po’, su di me …)

devincoPasquale amava la vita, la sua Daniela ed i suoi figli, Stefano e Brunella.
Pasquale amava raccontare le storie, mentre tesseva la sua Storia.
Pasquale amava gli Antichi e, come loro, sapeva che il Tempo è Chrònos, ritmico, cronologico, misurabile, ma anche Kàiros, misterioso, intimistico, scandito dagli eventi e dagli avvenimenti – talvolta ritenuti insignificanti – di una vita. Un istante/kàiros può essere eterno, contrariamente ad un istante/chrònos.
Secondo «chrònos», dunque, Pasquale ci ha lasciato il 21 di settembre, pochi minuti prima delle 13,00, ma secondo «kàiros» (e secondo me) Pasquale è morto il 19 di gennaio, alle 23,45, su un lettino radiologico, dopo una TAC che ne sentenziava (impietosamente e definitivamente) l’incurabile «male».
Pasquale amava definirsi un “credente sperante”.
Aveva capito che la Speranza era apprendere il Mistero che esiste nel kàiros, a sua volta alimentato dallo Spirito. E Pasquale era convinto (come me) che lo Spirito è «il vento che soffia dove vuole e tu ne odi il suono, ma non sai da dove viene né dove va» (Gv 3,8).
Credo che Pasquale sia stato in frequente sintonia con lo Spirito, condizione privilegiata che gli permetteva di riconoscere ed assaporare i segni, gli istanti/kàiros, che incontrava sul suo cammino: i cosiddetti nodi di impressione.
Pasquale è stato sempre consapevole di ciò che essi rappresentavano per la sua Storia Personale, innanzitutto, ma anche del fatto che la sua stessa Storia (come quella di ognuno …) avrebbe potuto essere, a sua volta, nodo d’impressione per le Storie dei tanti altri con cui veniva quotidianamente in contatto. E Pasquale sapeva anche che questi nodi di impressione non sono sempre immediatamente “riconosciuti” o “riconoscibili” da tutti.
Perciò amava educare insegnando, cosa non sono sempre nè scontata, nè consequenziale. E lo faceva con Amore, Passione e con la sua tipica (e spesso focosa …) tenacia, rigorosamente però orientata all’ascolto, all’attenzione ed all’accoglienza, virtù cristalline ed innate del suo animo, privilegio di pochi.
Pasquale era un instancabile Tessitore.
Ed ha usato i fili del suo sapere e del suo animo per creare quella fittissima rete di relazioni ‑ e di nodi ‑ che hanno costituito l’essenza della sua Storia Personale, «kàiros» (forse ancora misconosciuto) per molti altri. I nodi di impressione risiedono nell’inconscio cognitivo, nella psiche di ognuno. Ne costituiscono l’intrinseco Senso. Sta ad ognuno “scoprirli” ……..
Pasquale, dunque, è stato e sarà Seme per chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo e per chiunque ne (ri)scoprirà, ricordandosene, i vari aspetti che ne hanno caratterizzato la vita.
Pasquale, infine, è stato mio amico e nodo di impressione nel mio Cammino.
Di lui mi mancheranno il sorriso e, più ancora, i suoi occhi chiari. Mi mancherà, per sempre, quello sguardo d’intesa che rendeva superflue le parole.
Quello stesso sguardo interrogativo che ho incrociato, per l’ultima volta, il primo giorno successivo a quelli da lui trascorsi in rianimazione ed in cui lui ha visto la mia disperazione e che da allora, vigliaccamente, non ho più avuto il coraggio di sostenere, essendoci già «detti» tutto.
Il mio tragico, personalissimo ed eterno «kàiros».
Ciao Pasquale, amico mio.

Un pensiero riguardo “Game over ? ovvero Discorso su Pasquale, sul Tempo e sul Kàiros (ed anche, un po’, su di me …)

  • 26 Settembre 2014 in 21:04
    Permalink

    Caro Massimo,
    chi si rivolge a te ha fatto solo l’Istituto Tecnico Commerciale, ma di ciò che hai scritto è in grado, fortunatamente, di sentire non solo la musica dei suoni e dei diversi significati delle parole, ma anche e soprattutto l’eco viva di quell’affetto e di quell’intesa che Pasquale silenziosamente tesseva e che dai suoi semi ancora germoglierà.
    Sta a noi, ora.

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