Sentinella, perché … ?

2013.04.05 2228 Pasquale PironeSentinella, Pasquale si rivolgeva a te fin dalla prima pagina del suo Blog e ti chiedeva, con insistenza: “Sentinella, a che punto è la notte?”.
L’attesa che diventava, ogni giorno, più pesante (tu lo sai) era per veder diradare le tenebre e per gioire di un altro giorno.
Se anche sapevamo che non sarebbe stato così, sempre pensavamo che un giorno, stanchi del lavoro fatto assieme, ci saremmo potuti vedere, o telefonare, pensando che la notte “civile” (almeno quella le cui tenebre ci erano parse insopportabilmente pesanti) era dietro le nostre spalle e la giornata che era iniziata aveva con sé tutte le premesse per essere la prima di una lunga serie di giorni in cui la luce, finalmente, ci avrebbe scaldato con i suoi colori (quasi a farci dimenticare quel buio, quel grigiore e quel pesante silenzio della lunga notte passata).
Sentinella, perché?
Perché hai fatto finta di niente? Perché hai lasciato senza risposta la domanda di Pasquale?
Perché l’unica risposta tua è stata quella di spegnere la luce, anche quella “di sicurezza”?
Non ti sei accontentata di affievolirgli quel “senso critico” senza il quale aveva timore di non sapersi riconoscere?
La tua, confessalo, o Sentinella; è stata paura. E’ stata la vendetta sordida di chi non ha tollerato di sentirsi interrogata, irrisa, da chi pure tu consideravi “avvertito” che avresti attuato i tuoi piani.
Ti ha forse dato noia l’esser stata costretta a leggere (sono certo con rabbia) quei dolci inni alla vita composti in una carrozza ferroviaria, o nella corsia di una Clinica, da chi voleva lasciar traccia della gioia di vivere sua e di altri Uomini e Donne.
Eravamo, e siamo, in tanti oltre la cerchia stretta di Daniela, di Stefano a di Brunella a sentirsi “scippati”, ma –tu lo sai, Sentinella maledetta- che stavolta non ce l’hai fatta a non lasciargli il tempo per pensare a loro, per far intendere (fin solo con la dolcezza dello sguardo, in un attimo) quanto gli dispiacesse dover assecondare i tuoi voleri.
E, ora, siamo a chiedersi: “Perché, Sentinella?”.
Lo riconosciamo: non abbiamo la forza di prenderti per il culo (come ha fatto Pasquale), ma sappi che ci risveglieremo e continueremo ad operare perché la notte sia solo lo spazio del riposo e perché i colori tornino a splendere.

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