Lo Stato che era stato. Ma cosa è stato?

non potrà che accrescere le ristrettezze “quotidiane”.
E’ qui che, sotto gli occhi di tutti, emerge  uno dei segnali più preoccupanti dello stato del nostro povero Stato.
“Stato” è l’insieme delle istituzioni e del popolo che vi è rappresentato; può indicare anche una situazione, e, tragicamente, può anche essere un participio passato: qualcosa che un tempo era e che, adesso, è ormai alle nostre spalle.
Uno Stato che, nelle proprie Istituzioni, annovera tanti eletti al grido “Meno tasse per tutti”,  e così pochi elementi consapevoli dell’ABC in materia fiscale (la progressività dell’imposizione, la necessità delle tasse per assicurare i servizi…)  non è destinato a far molto.
Quando poi (come ora) lo Stato privilegia le forme di imposizione indiretta e indica come più odiose le tasse che colpiscono i più abbienti (l’IMU anche per le case di lusso) rispetto a quelle che colpiscono tutti (benzina e IVA), davvero ci si dovrà rassegnare, prima o poi, a considerarlo un … participio passato.

Meglio di altre considerazioni, mi aiuta il ricordo di mio Padre, classe 1913.  Poichè, andato in pensione, continuava a lavorare e  sia l’INPS che il datore di lavoro gli accordavano le detrazioni fiscali, era quindi necessario effettuare il conguaglio in sede di “740”.
Mio Padre era felice di pagare le Tasse, particolarmente quelle che sapeva di pagare, con la “denuncia dei redditi”, in aggiunta a quelle che gli venivano trattenute in busta paga. Avvertiva, evidentemente, il piacere di aver raggiunto, e di vedersi riconosciuta, “pari dignità sociale”, rispetto magari a quei Conti Pasti, presso i cui terreni della Bassa Veronese aveva lavorato sodo fino al 1938, quando si sposò e venne a Firenze, a fare l’Operaio.
Era orgoglioso di pagare le Tasse e non era il solo.
Negli anni che seguirono il ritorno in patria dopo la prigionia e nei decenni in cui mi ha donato la possibilità di andare a scuola e fare l’Università (“l’abbiamo fatta insieme – diceva – io l’Economia e tu il Commercio”)  abbiamo continuato ad esserne orgogliosi entrambi. E mai abbiamo pensato allo Stato come a un … participio.

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