Liberi e sovrani. A Barbiana come ovunque.

don Milani“Vieni a scuola che tu ti difenderai dal padrone, dal fattore e dal prete”

“Ogni parola che non imparate ora è una fregatura in più: un calcio in culo che prenderete domani” (ai ragazzi di S.Donato di Calenzano)

“Per un prete quale disgrazia più grande: essere liberi, avere in mano sacramenti, Camera, Senato, stampa, radio, campanili, pulpiti, scuola… e con questa dovizia di mezzi, divini ed umani, raccogliere il bel frutto di essere derisi dai poveri, odiati dai più deboli, amati dai più forti” (all’indomani del 18 aprile ’48)

“Io mi illudevo d’essere ancora un prete cattolico; ma ora che i preti più vicini, in perfetto accordo, m’hanno sbranato, io appaio agli occhi della gente come un prete isolato e un prete isolato è inutile. E’ come farsi una sega”

“Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto”.

“Non vedremo sbocciare dei santi, finché non ci saremo costruiti dei giovani che vibrino di dolore e di fede pensando all’ingiustizia sociale”.

“Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho la speranza che Lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia ascritto tutto al suo conto”

Don Lorenzo Milani muore a Barbiana il 26 giugno 1967, a soli 44 anni. Si fa seppellire con i paramenti sacri e gli scarponi di montagna.

Di seguito, la bellissima puntata di “La Storia siamo noi” a lui dedicata. Tutta salute.

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