Il rispetto per la verità non è uguale per tutti

Non so ancora se qualche quotidiano, che stamani sarà in edicola, riporterà la notizia, né quanto spazio le sarà dedicato, ma quella che ieri ho sentito, mi ha dato un’emozione che ancora persiste.

A L’Aquila, si è celebrato uno dei processi per cercare di individuare a chi debba essere imputata la responsabilità delle morti di coloro che hanno perso la vita sotto gli edifici crollati per il terremoto di tre anni fa.

Ieri, “alla sbarra”, c’era un non più giovane tecnico cui il Tribunale non avrebbe potuto infliggere pena più grande di quella di aver perso lui stesso la propria Figlia nel crollo dell’edificio che lui aveva progettato.

Il Pubblico Ministero, nella sua requisitoria, l’ha definito: “Un uomo distrutto, ma profondamente onesto e giusto”.

Ha detto: “Durante l’interrogatorio, avrei voluto suggerirgli io stesso le risposte. Se mi avesse detto di aver fatto la perizia, ma di non averla depositata, o anche se mi avesse detto che noi non eravamo stati capaci dei custodirla, io avrei chiesto per lui la assoluzione. E, invece, ha preteso di dirmi la verità. Per questo, signori Giudici, vi chiedo di condannare quest’uomo onesto a quattro anni di reclusione”.

Il Tribunale ha acoclto la richiesta e la cronaca che ho udito narra che il PM ha, poi, preso il volto dell’uomo fra le proprie mani e lo ha accarezzato.

Che peso deve mai essere, a volte duro da portare per un Uomo che veste la toga, quello di dover applicare la legge infliggendo pene “accessorie” a chi, già terribilmente provato, non ha cercato nessun alibi per “fuggire” da un Tribunale!

A qualche centinaio di chilometri più a Nord, nello stesso paese, nello stesso giorno, un PM ha con gentilezza stretto la mano che un tizio le aveva porto, dopo averle rifiutato il ruolo che l’ordinamento le aveva affidato, e dopo che lui si era degnato di dedicare un po’ del suo tempo per “assolversi per non aver commesso il fatto” ed inveire (in favore di telecamere) contro i mali della giustizia.

Che paese è mai questo?

La Legge è uguale per tutti?

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