Le “radici” dell’odio

«Fedele all’insegnamento del Concilio Vaticano II, la Chiesa cattolica guarda ai musulmani con stima. L’incontro tra l’Islam e il Cristianesimo ha spesso assunto la forma della controversia dottrinale. Purtroppo, queste differenze sono servite come pretesto agli uni e agli altri per giustificare, in nome della religione, pratiche di intolleranza, di discriminazione, di emarginazione e persino di persecuzione».

Come non condividere queste parole pronunciate da Benedetto XVI, volando verso il Libano?

Io, però, non posso fare a meno di pensare che il Papa le abbia pronunciate più per un’ovvia e legittima preoccupazione (sua e del suo entourage) per il contesto di violenze in cui si sarebbe svolta la visita, che per altro. Trovo quindi che, all’infuori della sopracitata stima, esse non porteranno a nulla, essendo parole spese per prudenza (che è una forma di convenienza …).

Ne prendo spunto, però, per la seguente riflessione sull’origine di questa violenza.

L’Essere Umano è un individuo strano. Comparso sul Pianeta Terra in data imprecisata, si è improvvisamente evoluto ‑ homo sapiens ‑ circa 200.000 anni fa.

L’odierna crono/paleo-biologia ci dice che, da quel momento in poi, tra noi uomini moderni ‑ i (cosiddetti) sapiens sapiens ‑ ed i nostri progenitori ‑ i semplici sapiens ‑ non c’è più stata alcuna differenza biologica: il nostro corredo genetico, da allora, non si è più modificato.

Identico ed immodificato, sempre da quel momento in poi, risulta essere anche lo status comportamentale, cosa facilmente verificabile da tutta la Storia del genere umano: esattamente come 200.000 anni fa, gli esseri umani sono succubi degli stessi, primordiali ed immutati istinti.

Siamo, dunque, un misterioso concentrato di energia vitale ‑ positivo/negativo; bene/male ‑ scaturito dalla “stessa sostanza” dell’Essere/Energia da cui sentiamo di provenire ‑ identificato nell’inconoscibile ed inesprimibile concetto di “Dio” ‑ capace di scegliere, con libero arbitrio, quale delle due componenti far prevalere, di volta in volta ed a seconda della convenienza, in ogni momento del nostro agire terreno (fisico o speculativo che sia).

Bisogna prenderne atto: l’Essere Umano ha ‘imparato’ poco o nulla dalla sua Storia.

“Homo homini lupus” rimane perciò ‑ dopo 200.000 anni ‑ ancora la migliore definizione che ‘fotografa’ e ben sintetizza la quintessenza  che caratterizza, da sempre, la nostra specie: l’egoismo, in ogni sua forma e fino alla sopraffazione.

L’atavica incapacità, cioè, a ‘fare’ il bene comune anzichè ‘pensarlo’, pur continuando a spacciarci, in ogni epoca, per ‘animali sociali’!

Abbiamo costruito ‘nazioni’, costituito ‘reti’, fondato ‘organizzazioni’, creato ‘religioni’ ….. sempre invano!

Nei millenni, ogni sistema umano si è rivelato, da sempre, una comoda coperta sotto cui nascondere (e allevare …) questi istinti, singolarmente o comunitariamente.

Per millenni, ogni rappresentante di questi sistemi ha provato a spiegarci come ‘gestirli’, ‘controllarli’ oppure, addirittura, ne ha prefigurato la sconfitta (più o meno futura …), ma puntualmente abbiamo assistito ed assistiamo alla fallacia di questi proclami ed alla sistematica riproposizione, pur se in forme sempre diverse, della nostra egoistica essenza.

Cos’è, infatti, il fanatismo o l’intolleranza, se non un concentrato di egoismo all’ennesima potenza che si traduce, sempre ed inevitabilmente, in ogni forma di violenza?

Ed eccomi al punto: è possibile identificare una causa di questa mancata evoluzione ‘psicologica’?

Io penso di poterla identificare proprio nel modo in cui si costituiscono le sopracitate ‘organizzazioni’ umane, indipendentemente dalle loro etichette, laiche o religiose. Di conseguenza, reputo collusi, innanzitutto, i loro maggiori esponenti e, quindi, i vari adepti.

Infatti, nessun sistema ha mai inserito al primo posto dei propri Codici, Dottrine e Regolamenti ‑ anche se definiti sacri e pur professandosene custodi ‑ la più semplice, unica e necessaria delle condizioni di appartenenza al genere umano: l’assoluto rifiuto della violenza in ogni sua forma.

Ogni sistema, al contrario, ha elaborato interi volumi per ‘definire’ colpe, ‘minacciare’ pene e ‘descrivere’ inferni, non dimenticando mai, parimenti, di ‘normare’ anche sui (presunti) divini premi (‘salvezza eterna’, ‘vergini’, ‘paradisi’ e quant’altro).

Riusciremo mai a vedere tale ‘unica norma’ iscritta su ogni Codice Terrestre? Riusciremo mai a prenderne coscienza? Riusciremo mai a raggiungere tale consapevolezza?

Ad oggi, purtroppo, dobbiamo prendere atto che continuiamo a somigliare ancora a scimmie (più o meno rasate …) che vestono con tuniche di vari colori, ascoltano Mozart o musica di altri generi, discettano sul Bene e sul Male, di Politica, Veline e Quiz; spesso parlano di cose che non capiscono e che il loro stesso pensiero speculativo ha definito inconoscibili ‑ Dio ‑ ma continuano imperterriti ad ingannarsi e ad uccidersi tra loro con armi molto più sofisticate (fisiche e mentali …) dell’antica clava …!

Tutto ciò, con l’odierna giustificazione dei dettàmi provenienti dal proprio ‘dio’, secondo stima e convenienza.

Dopo 200.000 anni … !

Massimo De Vinco

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