Un Profumo… di pulito

Se a qualcosa doveva servire la visita del Ministro Profumo ad Avellino – oltre che a nutrire la vanagloria di qualche dirigente – un risultato è stato raggiunto: dopo mesi di incuria che avevano visto accumularsi  in un  recinto del cortile della Media Cocchia rifiuti di ogni tipo, tra cui sedie rotte e ombrelli, una squadra inviata dal comune ha provveduto finalmente a una ripulita generale. Ora, se è vero che dopo i tagli orizzontali voluti da Tremonti, le casse degli Enti Locali sono allo stremo e che le emergenze da inseguire non mancano, la dignità – oltre alla sicurezza, s’intende – degli edifici scolastici e delle loro pertinenze va ben al di là di un fatto estetico. Educare alla bellezza e al decoro è parte fondamentale della più ampia educazione alla cittadinanza dei ragazzi, un vero e proprio investimento sul presente e sul futuro dell’intera comunità. Far crescere i giovanissimi nel degrado, abituare il loro sguardo a ciò che dovrebe invece offenderlo è responsabilità non da poco e che non autorizza in seguito a lacrime di coccodrillo sull’inclinazione al vandalismo o sulla disaffezione al bene comune. Per non parlare poi di quando l’orrore, l’anti-bellezza è già insito negli edifici di costruzione pubblica. Mostri come la nuova sede del Liceo Scientifico, uno squallido scatolone bulgaro col tetto a terrazza lì dove nevica, gridano vendetta prima ancora di essere completamente inaugurati. Siamo nel 2012 e desiderare aule dove 30 ragazzi non stiano ammassati in 15 metri quadri sembra ancora una pretesa, non un diritto. Un lusso, addirittura, quello di sperare in una bella palestra per ogni scuola o in collegamenti adeguati alla Rete.
Chissà se i piccoli della Cocchia – una delle scuole del resto più dinamiche e fortunate della Provincia – hanno avuto la possibilità e la faccia tosta di parlarne stamattina con il loro Ministro.

P.S. Le cronache riferiscono di un Profumo che oltre ad essersi complimentato per lo spazio offerto nella Cocchia allo studio delle lingue (vero, ma dovrebbe essere la regola, non l’eccezione e che sia regola dipende dai fondi messi a disposizione dal governo) ha invitato gli studenti a iscriversi alle Professionali, perchè la Nazione ha bisogno di “mestieri”, ed ha parlato di sicurezza (degli edifici scolastici) come di una priorità. E’ quanto gli aveva ribadito L’ANCI (l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) nell’incontro dello scorso 16 gennaio, quando, per bocca del suo presidente Delrìo, aveva invocato la possibilità di escludere le spese per l’edilizia scolastica dai vincoli del patto di stabilità. Ancor prima si erano espressi sulla stessa lunghezza d’onda gli amministratori locali del PD, che avevano chiesto una considerazione particolare anche per le spese affrontate dai Comuni per la gestione degli asili nido, che in molte città rischiano oggi la chiusura per mancanza di fondi. In entrambi i casi il ministro si è espresso a favore. Lo attendiamo alla prova. Anche Berlusconi aveva promesso una scuola con le tre “i”: inglese, informatica e impresa. Ce ne ha data solo una quarta, l’ignoranza del suo ministro, e l’ha lasciata invece più sguarnita e disillusa di prima.

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