Firenze, qualcosa in più

Sabato a Firenze, insieme al mio amico Roberto Bertoli, mi son mangiato un panino col lampredotto a dir poco favoloso! Mentre ci gustavamo quel cibo, la figlia di Roberto, la piccola – ma già furbetta e arguta – Gioia, ci guardava perplessa. Ha fatto una smorfia e si è bevuta la sua acqua. Il panino col lampredotto lo mangiamo sempre in centro, in un chiosco alle spalle di Piazza della Signoria, fra via Dante e piazza dei Cimatori. Passeggiare per il centro di Firenze è sempre un’emozione unica, un’immersione nella bellezza, nell’arte e nei ricordi. La città ha un’atmosfera speciale, che riesce ad avvolgermi già quando sono ancora in stazione a Bologna. Mi fa questo effetto da ragazzo, fin da quando trascorrevo, a casa degli zii, una parte del periodo estivo. Da mattina a sera, io e mio cugino eravamo  a divertirci e a nuotare nella piscina della Rari Nantes Florentia, la storica società di nuoto e pallanuoto in cui son tornato anche sabato, con Roberto, sua moglie Monica e Gioia furbetta . Pranzetto sulle rive dell’Arno e skyline di Firenze come sfondo… Da solo vale il biglietto. Questa volta, però, Firenze mi ha colpito, e positivamente stupito, per un’altra prova di grande civiltà. Dalla terrazza principale di Palazzo Vecchio uno striscione con un volto velato  di donna invocava “SAVE SAKINEH”. Un brivido mi ha percorso il corpo ed ho provato un orgoglio indescrivibile. Ho pensato: “Bravo Matteo!” (Renzi, il Sindaco). Ho sempre sostenuto che su certi argomenti, la difesa delle persone vittime di regimi in particolare, le Amministrazioni locali devono prendere posizione, devono dire apertamente e nettamente da che parte stanno e come la pensano. Ricordo, con dispiacere, che quando dalle terrazze e dalle finestre di tutta Italia sventolavano le bandiere della Pace, a Bologna il Comune decise di non esporla, per “evitare eventuali polemiche e scontri” (?).

Firenze, però, ha un difetto: nemmeno a lei riesce di fermare il tempo. Comunque arriva l’ora di riprendere il treno che mi riporta a Bologna e rimette  l’Appennino fra lei e me. Mi consola una certezza, e al giorno d’oggi non è da buttare: Firenze e lì che mi aspetta al prossimo incontro, e insieme a lei dei cari e impareggiabili amici.

Un pensiero su “Firenze, qualcosa in più

  • 30 Agosto 2010 in 16:17
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    Scrivo sotto dettatura di Gioia:
    “Gioia non fa le smorfie.
    Davide si è dimenticato di scrivere che, quando si andava in bicicletta, si lamentava dicendo che a Firenze ci sono più salite che discese.
    Gioia non è furbetta né arguta.
    Davide, vieni a trovarci. Ma quando dormirai a Firenze?
    Sempre a casa nostra.
    A… questa Bologna! Mi è venuta a noia.”

    Scrivo, solo una postilla (mia).
    A proposito del citato Sindaco di Firenze, evidenzio che (a suo recente dire) ci sarebbero anche delle persone che, nel ruolo che assolvono, andrebbero “rottamate senza incentivi”.
    Per chiarimenti, vedasi:
    http://www.repubblica.it/politica/2010/08/29/news/nuovo_ulivo-6587119/?ref=HREC1-10

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