I distinguo, la realtà (Mondadori) e la coscienza

Era da un po’ che ci pensavo.

Avevo già avuto occasione di riflettere sull’argomento, ma poi il teologo  Vito Mancuso, il 20 us, lo ha rilanciato alla sua maniera, stile netto e preciso, prendendo spunto dall’articolo del giorno precedente di Massimo Giannini, sulla recente legge ad aziendam ‘partorita’ per evitare alla Mondadori (casa editrice per cui pubblica il teologo) di versare al Fisco 350 milioni di euro e ‘cavarsela’ con soli 8,6 milioni.

Ecco, dunque, il Mancuso-problema, tranquillamente espandibile a tutti coloro che, nella loro coscienza, ne vivono di simili: “come faccio a parlare di bene e di giustizia (provando ad impostare la mia vita ed il mio agire di conseguenza …), se poi contribuisco al programma editoriale di un’azienda salvata da una legge confezionata ‘su misura’?”

Io penso che si possa e si debba, comunque, farlo a patto, però, di prendere atto dell’impossibilità di cambiare questo sistema, così strutturato.

Sarebbe come pensare di poter guidare un’auto, non nostra, rimanendo seduti sui sedili dei passeggeri, lontano dai comandi (sterzo, cambio e pedaliera). Non è possibile.

Possiamo goderci il viaggio, guardare dai finestrini, pensare, parlare con noi stessi e con gli altri passeggeri; volendo, parlare anche all’autista, ma non saremmo comunque noi a condurre l’auto.

Non guidiamo noi. E’ un fatto.

Nel tempo, infatti, abbiamo permesso all’auto ed al conducente, il sistema economico (mi piace pensarlo come il vecchio dio-Denaro, alias Mammona) di crescere e strutturarsi (male) a tal punto da esautorare ogni passeggero/cittadino occidentale da qualsiasi possibilità ‘decisionale’.

Questo sistema economico, di cui non possediamo alcuna leva di comando in grado di modificarne sostanzialmente la rotta, ci ha reso semplici attori passivi in duplice veste (… merceconsumatore …). E, perfidamente, ha pure convinto molti di avere ‘spazi decisionali’; c’è, addirittura, chi ancora coltiva l’illusione di poter cambiare il mondo, solo perchè in grado di prendere decisioni nel proprio, circoscritto, quotidiano e che soddisfano, principalmente, il proprio Io ma che, a ben vedere, non intaccano minimamente l’intima struttura del sistema stesso.

Qualche esempio? molti hanno un conto in banca, ma quanti possono deciderne le ‘strategie d’investimento’? e se il correntista scopre che il ‘proprio’ istituto di credito fornisce servizi finanziari alle industrie armiere ottenendone notevoli compensi di intermediazione cosa può fare? chiude il conto o chiude un occhio in considerazione del fatto che quasi tutte le banche agiscono così? e ancora: qualcuno di noi ‘sa’ l’esatta provenienza del cibo che si illude di scegliere in quel supermercato anzichè in quell’altro? ‘sa’ la sua freschezza? ‘può controllare’ eventuali manipolazioni (mozzarelle azzurre, ricotte rosse, pesci e formaggi congelati e scongelati e ri-congelati o ri-fusi in stato di decomposizione, additivi e quant’altro); e, tornando al Mancuso-dilemma, un aut-aut alla Mondadori (magari con addio …) dato da Vito Mancuso, teologo, e (… magari …) dal fior fiore di ‘nomi’ citati dal lui citati, quali risultati veri produrrebbe? avrebbe la stessa valenza un aut-aut dato da Ciro Esposito (oppure dai suoi anonimi compagni), operaio della Fiat di Pomigliano, a cui viene offerto di fare la fame (perché ‘il capo’ ha deciso di spostare la fabbrica …) oppure di accettare un tozzo di pane in cambio dell’abbandono delle più elementari garanzie lavorative? Ma, a ben pensarci: a quale aut-aut avrebbe mai diritto un Ciro Esposito qualunque?

Perché è facile dire “io denuncio”, “io scelgo”, “io distinguo” e “io analizzo il problema”, come suggeriva un amico, forte della sua (presunta …) autonomia.

Si potrà vincere qualche battaglia (e sentirsi gratificati per questo) in virtù di un difficile, ma non impossibile, singulto di coesa coscienza civile, ma non la guerra.

Auguro al teologo Mancuso di vincere la battaglia-Mondadori sia che lotti da solo (forte solo della sua fama) sia, e sarebbe bellissimo, se supportato dai tanti altri personaggi di spessore citati nel suo articolo.

Ma temo che questo sistema, oramai globalizzato, non sia minimamente scalfibile da singoli attacchi e/o sparute vittorie.

Questo sistema potrà modificarsi, secondo me, solo in due modi: il primo, implodendo su stesso. E questo potrebbe coincidere, forse, con la fine nostra e del nostro Pianeta.

Il secondo: una radicale modifica dell’etica mondiale, se ne avremo voglia, tempo e  capacità.

Ma questo, adesso, sarebbe un discorso che ci porterebbe molto lontano.

Massimo De Vinco

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.