Aspettando “LA” caduta

I telefonini (versione recente delle telescriventi) squillano e portano in ogni angolo della Penisola la terribile notizia: si attendeva la caduta di B. èd invece è caduto P.: Peppino Pastena, ingegnere del nostro software, è caduto… di bicicletta. Emulo delle corse “dietro motori”, in voga qualche decennio fa nei Motovelodromi,  è finito contro un’auto che lo precedeva, indotta ad inattesa frenata da un gatto nero che aveva  attraversato la strada: da destra a sinistra, come in una beffarda allegoria finiana.

Quella di P. non è stata,una caduta “di stile” come quelle cui B.  ci ha abituato, ma ha fatto ugualmente molto rumore: un vero schianto. Le sirene che l’hanno rimarcata erano però quelle di una normale ambulanza e non, come attendiamo per l’altra, quella di B., della “neurodeliri” o dei Carabinieri di qualche Procura.
Nel parapiglia generale  il gatto nero si è prontamente dileguato (forse per radunare i suoi e fondare nuovi gruppi parlamentari) mentre  un sacrificio supremo è stato offerto dal casco, che ha protetto la testa di P. meglio di come avrebbe potuto fare per B. un qualsiasi lodo Alfano o una leggina ad personam.
 “Io non tacerò” ha dichiaratoin Pronto Soccorso il nostro P. , senza aggiungere altro. “Io non tacerò” ha ribadito al radiologo che gli effettuava la TAC. Solo il provvidenziale aiuto di un motore di ricerca e della “rete”, ha consentito più tardi ai medici di ipotizzare che Peppino volesse riferirsi al volume di Antonino Caponnetto, curato dalla “nostra” Maria Grimaldi, alla cui presentazione (a Genova, lo scorso 19 luglio)  era stato inviato speciale della nostra testata. 
Di testata… in testata…     Lui non tacerà.  E nemmeno noi.

In attesa di altre, più auspicate cadute,  vadano al nostro Peppino tutti i i più sentiti auguri di rete3.

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