Hic sunt leones!

Confesso che più volte mi son chiesto (ed altrettante ho evitato la fatica di rispondermi) quale sia la pulsione prevalente che, a giorni, mi porta ad accedere a questo sito  (di cui ho, immeritatamente, una copia delle chiavi) per appendere in bacheca ciò che mi esce dalla mente, passando per la tastiera.
Non credo sia solo il desiderio di esprimere qualcosa ad un amico, perché (in tal caso) il telefono o la posta, seppure  “elettronica”, sarebbero certamente strumenti più adeguati.
Fra tanta indeterminatezza, mi pare, però, si delinei una cosa: che questo sito va caratterizzandosi come una testimonianza del disagio di persone  che proprio non ce la fanno a non affidare a unaa bottiglia le loro riflessioni, riguardino esse le città in cui vivono, le tristezze dell’Italia attuale, o quelle che si irradiano dalle sponde del Tevere, le paure per ciò che ne potrà derivare e già si avverte, le speranze (poche, e per questo ancor più preziose) che qua e là paiono trovare una qualche legittimazione. Forse, in futuro, chissà…. qualche studioso del web, avrà interesse e titoli per capire se all’alba del XXI secolo la realtà coincidesse davvero con i giudizi degli autori di questo blog oppure no. Nell’attesa dell’ inappellabile sentenza dei posteri, questa scalcagnata “redazione”, tuttavia, non avanzerà alcun  “legittimo impedimento” per sottrarsi al giudizio.

Non resta allora che continuare a scattare le nostre “istantanee”, ad esprimere il nostro disagio. Come quello di vedere, proprio là, dove più si dovrebbe veder testimoniato il “Dio trino”, trionfare invece la sua degenere controfigura, il “dio quattrino”. E vedere pascolare, numerosi, i leoni all’interno delle Mura leonine.

Ecco allora qualche titolo dei quotidiani di martedì 22 giugno: si va da ““Fumata nera per Suor Giuliana. Sorella banca sale al vertice della Compagnia di San Paolo” (QUOTIDIANO NAZIONALE) a “Suor Giuliana entra in banca” (LA STAMPA), da “Compagnia San Paolo sceglie Suor Giuliana” (IL SOLE 24 ORE), a “Suor Giuliana vicepresidente della Compagnia San Paolo” (CORRIERE DELLA SERA)  Dopo aver appreso che la Compagnia di San Paolo è il primo azionista di “Intesa Sanpaolo”auguriamo alla dottoressa Angelina Galli (sotto ogni velo c’è pur sempre una donna) di poter, se non moltiplicare pani e pesci, per lo meno ben guardarsi dai tanti marpioni che avranno a che fare con lei.

C’è poi un Cardinale (un grado un pò più in alto di una  Suora) per anni a capo di “Propaganda Fide”: un patrimonio, quello di “Propaganda” da far invidia a Briatore e a tutti gli altri il cui cognome inizia per B (mi ci metto anch’io, ma non sposta granché).
Si apprende che la Magistratura sta indagando su di lui (per truffa!) e si è costretti a registrare fatti tragi-comici.
Tra i tragici, i comunicati del Vaticano che si appellano ai Patti del Laterano e alle garanzie che essi offrono agli uomini di chiesa (la lettera minuscola è d’obbligo).
Tra i comici, l’ uscita dello stesso porporato, che, rivolgendosi alle sue pecorelle “scippa” il Nazareno di una celebre frase e riecheggiando più l’inquilino di Palazzo Grazioli che il Padre della Patria (celeste), domanda a tutti: “Chi dice la gente che io sia?”.

La palma dell’ indigeribile, infine, va all’articolo con cui l’OSSERVATORE ROMANO ha commentato la morte di Josè Saramago. Indegno persino di una sintesi. 

Da alimentare le ragioni di chi, pur in modo becero, alimenta il disprezzo verso tutto ciò che sa di “Roma”.

Spirito, se ci sei, batti un colpo!

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