L’amico bugiardo

E’ l’amico è… va canticchiando mia figlia piccolina, l’amore della mia vita, nella sua lingua bimbo-cinese con le elle al posto delle erre, le “dilappe” che sono giraffe e le farfallepappalle”. Mi sono commosso e ho pensato di scaricarle la musica per aiutarla a cantare.  Ma – orrore! – complice una battuta di mia moglie, mi si sono riaccese tutte le sinapsi: Baldan Bembo, Mike Buongiorno, Superflash, Canale 5 e  lui, il nano bitumato e maledetto… E, una sull’altra, una catena di  immagini: Scajola, Anemone, Bertolaso, la cricca, gli amici, Confalonieri, Dell’Utri, lo jogging in calzoncini alle Canarie…  le bugie… Negare l’evidenza… Negare… I massaggi… Le case… Negare l’evidenza… Lo stalliere… Gli eroi… La mafia… Negare l’evidenza… La casa?… Non so… Non ricordo…

E allora rileggiamolo il testo:

“E’, l’amico e’
una persona schietta come te
che non fa prediche e non ti giudica
tra lui e te e’ divisa in due la stessa anima
pero’ lui sa, l’amico sa
il gusto amaro della verita’
ma sa nasconderla e per difenderti
un vero amico anche un bugiardo e’
(…)

E’, l’amico e’
il piu’ deciso della compagnia
e ti convincera’ a non arrenderti
anche le volte che rincorri l’impossibile
perche’ lui ha, l’amico ha
il saper vivere che manca a te…”

Yes, oh yes….

Un pensiero su “L’amico bugiardo

  • 15 Maggio 2010 in 15:14
    Permalink

    Carissimo Pasquale,
    fatti consigliare da un “padre ripetente” (Simone ha compiuto, ieri, 31 anni e Gioia sovrasta –dall’alto dei suoi 6 anni e due mesi, oggi- la tua piccolina): puoi scaricare dalla rete anche cose che possono, per un po’, non farti pensare, ossessivamente, all’Ottavo nano.

    Se, ad esempio, digiti: “Pompieri Viggiù”, potrai trovare uno dei testi che accompagna spesso il rito propiziatore del sonno di Gioia (te ne trascrivo la prima strofa, di seguito).

    Per volere del Visconte, su parere del Barone
    han fondato la Sezione dei Pompieri di Viggiù.

    Pompa qua, pompa là, pompa su e pompa giù
    poi a spese del Marchese han comprato le divise
    con feluche a larghe tese e i pennacchi rossi e blu.

    Pompa qua, pompa là, pompa su e pompa giù
    indi a scopo addestrativo il paese hanno incendiato
    il reparto si è schierato e ha gridato: “Hip, hip urrà!”.

    Se, poi, dopo averla orecchiata, mi dici che sei tornato ad avere cattivi pensieri (Barone, Visconte, Marchese, Protezione Civile, ecc.), ho pronto un altro consiglio: puoi sempre digitare “Casetta Canadà”, ed ecco che potrai trovare le parole di un motivetto parimenti orecchiabile.

    Se, poi, tu mi dovessi dire che l’ultima volta che hai sentito cantare questo testo in TV è stato sere fa mentre, a Blog, scorrevano le immagini della casa di Scajola a due passi dal Colosseo, allora non mi resterà che abbracciarti piangendo (assieme a te), prima di cercare di trovare delle buone ragioni per accompagnare la crescita degli “amori della nostra vita”, senza trasmetter loro l’imbarazzo di quelle associazioni di idee cui siamo, nostro malgrado, costretti.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.