La Digos e le carriole

Dopo Annozero e i talk show, con la scusa della par condicio e del silenzio elettorale si è tentato di ammutolire anche il “popolo delle carriole”, mandando la Digos a sequestrare gli attrezzi e a identificare i manifestanti.
E, intanto, scoperto il pericolo internet, e toccata con mano la sua dirompenza non più di nicchia, ci si affanna a studiare di neutralizzare anche la rete.
Che deve più accadere per indignarsi?

Andiamo a votare. Non disperdiamo il voto.

Spazziamo via, con l’unico modo che la democrazia conosce, il piccolo Ceausescu.

Un pensiero riguardo “La Digos e le carriole

  • 28 Marzo 2010 in 18:00
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    Leggo, ora, della beffa fatta da coloro che, entrando in Città come semplici cittadini (notare l’involontario ed enfatico uso dell’aggettivo!) hanno recuperato le carriole, nascoste ieri in un tendone.
    Magari, stavolta, Verdini sarebbe stato d’accordo con la Questura: erano in pochi.
    Pochi, forse, ma buoni!

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