Vacanze romane

Che Roma sia insieme ladrona e capoccia, santa e puttana, cesto di virtù e sentina di vizi  è nella natura di ogni grande città e nell’immaginario collettivo di tutte le epoche. E’ il prezzo da pagare al suo ruolo di  capitale, di sintesi e di specchio di ciò che d’ottimo (o di pessimo) hanno saputo esprimere l’Impero, la Chiesa e la Nazione. Ma è anche città generosa, nonostante se stessa. Le capita allora – come ieri e ieri l’altro – di ospitare in poche ore un’ottantina di manifestazioni tutte insieme,  tre di assoluta rilevanza: la manifestazione dei casinisti della Libertà a piazza San Giovanni, quella colorata e strombazzante per l’acqua pubblica e infine la maratona di domenica, una sagra della sofferenza masochista che  imbottiglia l’intero centro storico.

Nelle ore peggiori me ne sto prudentemente alla larga, nel paradiso di Tivoli. Un luogo straordinario, in cui la natura e gli uomini han fatto a gara nel tempo a dare il meglio di sé: da Villa Adriana, alle cascate dell’Aniene, a Villa d’Este e alle sue meravigliose fontane. Un incanto, che meriterebbe ben altri sforzi di cura (e investimenti) da parte dello stato e degli enti locali. Ovunque, tra tanti splendori, un senso di approssimazione tipicamente italico. Tipico di chi si ostina a non comprendere l’oro su cui è seduto  e non sa valorizzarlo come merita.

A Tivoli si vota per il sindaco. La sinistra mostra il solito volto, quello che tanto piace a Berlusconi: bastoniamoci da soli e facciamoci del male. Ed ecco dunque  il candidato di Sinistra e Libertà competere con quello del PD sostenuto da ciò che resta dei Verdi e opposto ad Italia dei Valori più Grillo, più neocomunisti, più socialisti. Dall’altra parte, compatta oggi più di ieri, la destra propone una bella ammucchiata senza andare troppo per il sottile.

In giro per le strade  del centro, non si contano le facce da nazi, le pelate tirate a lucido in completino nero e materiale elettorale di Storace. C’è però tutto sommato un clima disteso, civile. In piazza, sotto l’arco di bronzo dell’ Arnaldo Pomodoro, il banchetto di Rifondazione è a due metri da quello de ‘la Destra’. E tutto è OK, senza sguardi in cagnesco.

Arriviamo nell’Urbe che a San Giovanni si è già smontato tutto e il GR di regime ha già riferito delle ‘danze  popolari  al suono delle più belle melodie tradizionali’. “Vinceremo il cancro” assicura il ducetto coi tacchi. Tremonti gli ha chiuso i cordoni della borsa e non c’è nient’altro da promettere. “Silvio, Silvio, Silvio!”, scandiscono le truppe cammellate nei clip mandati in onda dal GR. La Grecia, quella con le pezze di oggi e quella dei Colonnelli di ieri, è dietro l’angolo.  E mentre la cronaca della radio incalza, mi immagino lo ‘scuorno’ di Formigoni & Co., mentre come giovani Balilla sono costretti a giurare fedeltà al vecchio padrone coi soldi. E mi vergogno per loro. Dopo un buon quarto d’ora di delirio, il GR 2 si ricorda che è esistita anche la manifestazione per l’acqua. Per pochi secondi, un’inezia. Che fa sparire, con  un tratto, la partecipazione di migliaia di persone.

Gli attacchini in giro hanno la pelle scura e i manifesti rossi in pugno, con la pennellata tricolore sotto che richiama quella dei progressisti nel’94: sono però i manifesti della Polverini, rossi solo di tinta, e Mustafà e i suoi amici stanno lì, con scope e colla, a guadagnarsi la pagnotta.

Le radici profonde non gelano“, recita un altro manifesto, stavolta dell’ultra destra. Non gelano, e si vede: due gruppi di attacchini, incrociandosi, si tendono il saluto romano. Sono allegri, gasati. Neri soltanto nelle felpe con cappuccio e scudetto tricolore: sarà il 2-0 della Lazio a Cagliari, sarà la speranza che l’assenza della lista del PdL regali a loro e a Storace un ‘botto’ di voti e di eletti.

Nel tram l’occhio non può non cadere su un’altra frase dell’omino in cravatta, del Capo del trenino dell’amore. Riguarda la lista non ammessa: “Hanno tentato di accreditare nostre colpe. Vi assicuro che non è così. Io stesso l’ho accertato. Era tutto regolare…”

Questo qui, se perde, è capace di buttare sottosopra il tavolo da gioco…

Un pensiero riguardo “Vacanze romane

  • 24 Marzo 2010 in 7:00
    Permalink

    stai tranquillo non perderà….non saremo deliziati da questo tanto agognato show!!!!il popolo non vuole pensare …vuole ridere ….vuole arrabbiarsi contro chi ha troppa cultura per rispondere alle provocazioni …..vuole continuare a guardare “il grande fratello” in santa pace …( si è sparsa la voce che in caso di sconfitta il programma non verrà più trasmesso!!!! )

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.