La mafia non esiste

L’antivigilia di primavera, il 19 marzo, festa di San Giuseppe lavoratore, cattolici e laici, hanno ricordato in Campania la testimonianza di riscatto e libertà, pagata con il sangue, di don Giuseppe Diana nella lotta alla camorra. L’hanno ricordata con una giornata di vacanza da scuola, più liturgia che impegno, più buccia che succosa sostanza. Ma è stato un segno. Che tocca poi approfondire, perché possa veramente incidere sulle coscienze, soprattutto dei più giovani.

Il giorno dopo a Milano, mentre a Roma il piccolo Ciausescu, si pagava la sua piazza piena a metà e prometteva la vittoria sul cancro (!) “e il popolo ballava al suono delle più belle melodie della tradizione italiana” (così il Gr2, in pieno stile cinegiornale Luce), a Milano 150.000 persone si sono strette attorno a don  Luigi Ciotti, per ricordare le vittime delle mafie e rinnovare l’impegno a contrastarle con ogni mezzo .

“La mafia non esiste”: è la litania più volte risuonata negli anni ’70 e di recente ribadita da Dell’Utri e Sgarbi. Ma la mafia esiste eccome, ci segnala anche la cronaca di oggi, 22 di marzo: come un tumore mutevole e mutante, anche lì dove proprio non te l’aspetti.

Scrive Salvo Palazzolo nell’edizione palermitana di Repubblica:

“Un insospettabile architetto, molto stimato dalle gerarchie ecclesiali, avrebbe preso il posto di Salvatore Lo Piccolo, l’ultimo grande padrino latitante finito in manette nel novembre 2007. La Procura di Palermo ritiene di averne trovato le prove. Giuseppe Liga, 59 anni, reggente regionale del Movimento Cristiano Lavoratori, è stato arrestato all’alba dai finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria del capoluogo siciliano. Gli vengono contestate le accuse di associazione mafiosa ed estorsione: Liga avrebbe continuato a gestire il tesoro di Lo Piccolo, il boss di Tommaso Natale che fra il 2006 e il 2007 aveva esteso il suo potere su tutta la città stringendo i commercianti e gli imprenditori nella morsa del racket. (…)Le indagini (..), erano partite quasi per caso, dopo alcune intercettazioni. Le voci che arrivavano dai segreti di Cosa nostra citavano un misterioso “architetto”. Poi, altri spunti sono arrivati dai pizzini ritrovati al momento dell’arresto di Lo Piccolo. (…) Il mistero dell’architetto l’hanno svelato quattro pentiti (…) i primi tre, uomini della cosca Lo Piccolo. L’ultimo, è il suo ex avvocato, che da mesi sta collaborando con la giustizia dopo essere finito in manette. Giuseppe Liga è stato pedinato a lungo, i suoi incontri riservati con i fedelissimi di Lo Piccolo sono stati anche intercettati. Intanto, l’architetto proseguiva la sua vita da insospettabile professionista e soprattutto da cattolico impegnato. (…) “Le indagini hanno accertato che nel periodo in cui l’indagato aveva acquisito il ruolo di reggente del mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo, Liga non ha trascurato il suo impegno politico pubblico con il Movimento cristiano dei lavoratori…”

Liga è stato in passato il responsabile nazionale enti locali del movimento ed è da venticinque anni almeno è il riferimento dell’ MCL siciliano. Nell’archivio di Radio radicale è possibile ascoltare un suo intervento dell’85 in un convegno nazionale con i leader dell’allora DC: De Mita, Vittorio Sbardella, Formigoni… Nomi che, a riascoltarli tutti insieme, hanno ancora l’effetto di strangolare lo stomaco.Un bla-bla-bla di banalità in politico-demo-clericalese che mi sono sorbito per intero e che consiglio solo a peccatori incalliti come me, che abbiano  grandi penitenze da dover scontare. Più utile e meno faticoso è invece l’ascolto di una clip più recente tratta da un convegno palermitano dell’UDC del febbraio 2008 sull’ Impegno dei cristiani per il bene comune (!). Una sequenza di banalità purtroppo assai comuni (il crocifisso da ostentare, l’unità perduta dei cattolici, il bisogno di identità, gli islamici da acculturare e convertire, la guerra in Irak come necessità della storia, come una necessaria crociata: una serie di fesserie che fanno il contraltare di quelle raccontate da Bin Laden. E l’agghiacciante riferimento all’importanza della famiglia, della Sacra Famiglia

Se i magistrati hanno ragione – la presunzione d’innocenza vale anche per l’architetto – sapremmo oggi a quale “famiglia” il Liga (nomen omen) intendeva davvero riferirsi…

PS. La versione integrale dell’intervento è ascoltabile, con qualche difficoltà, in: http://www.radioradicale.it/scheda/247938/l-impegno-civico-del-cristiano-per-il-bene-comune

PS2. In un’intervista rilasciata al magazine siciliano “S” (Come? Quando?), Liga sostiene di essere vittima di un clamoroso equivoco, di una svista dovuta ad omonimia e di avere anzi subìto in passato  un’estorsione mafiosa regolarmente denunciata. Ci  auguriamo che sia vero per lui e per l’MCL siciliano, che altrimenti avrebbe avuto per 25 anni al suo vertice un autentico Giuda. Ad accusarlo ci sono però quattro mesi di  intercettazioni e le dichiarazioni di ben quattro pentiti . Staremo a vedere.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2010/03/22/visualizza_new.html_1735764180.html

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