Mission: Impossible

In Puglia ce la si poteva fare. La strategia era questa: avrebbe iniziato il sindaco di Bari ad attaccare Nichi Vendola. Obiettivo: alzare il polverone. Poi tutto sarebbe venuto da se’: urla di politici piddini accorsi a difendere questo o quel candidato, processione di mantidi religiose (UDC) a fingere di calmare le acque, prediche di Bocchino, ammonimenti di Capezzone, editoriale di Minzolini, appello del Papa, sconfitta in grande stile per il centro-sinistra.

Purtroppo per Massimo D’Alema, ministro penombra del PD alle grandi sconfitte elettorali e inciuci, le cose si sono svolte diversamente dai suoi piani.

Persino tra i suoi seguaci pugliesi, alla fine, e’ prevalsa l’idea di risolvere le dispute con le primarie.

Primarie: quando glielo hanno detto, pare che le urla di D’Alema si siano sentite fino in Sicilia e sia crollata una palazzina in provincia di Agrigento. Ripresosi ha farfugliato un qualcosa del tipo: “Non sono mai stato contrario a quella cosa di otto lettere che inizia con P e finisce con E”, poi si e’ arrabbattato a cercare un candidato all’ultimo secondo per sconfiggere Vendola che, udite udite, ha la pretesa di vincere contro il centro-destra.

Il resto e’ storia: Vendola ha stravinto con il 75% dei voti, Boccia e’ tornato da dove e’ venuto (la stiva dello yacht) e a D’Alema sono rimasti solo i baffi per piangere. D’altronde: se chiedi di vincere a qualcuno che e’ abituato a perdere, non ti puoi aspettare piu’ del 20%.

Quelli del PD da Roma gia’ pensavano ad un sosituto. Con la scusa del divorzio della moglie avevano resuscitato Bertinotti. In un primo momento tutti credevano ad un semplice avvertimento; col passare delle ore, l’ex leader di rifondazione si e’ rivelato una valida alternativa per mandare in pensione baffetto. Ma poi tutto e’ rientrato: Bertinotti sarebbe stato un perfetto ministro penombra per le sconfitte, ma per gli inciuci si sarebbe dovuto assumere un secondo uomo, probabilmente in prestito dall’UDC. Dunque alla fine non si e’ fatto nulla.

Adesso D’Alema ha un’ultima opportunita’: riuscire a far perdere il centro-sinistra in Campania e far occupare la regione da alcuni amicidi Casal di Principe dall’ “oscuro” passato giudiziario.

Baffetto ha iniziato a non dormirci la notte. Pare che alcuni suoi avversari interni, ossia quelli del PD che avanzano l’inguistificata pretesa di vincere l’elezioni, siano intenzionati a candidare il pluriamato e plurivotato sindaco di Salerno Vincenzo De Luca che ha il brutto vizio di vincere sempre e comunque: quando corre da solo, in compagnia, quando parla, quando mangia o quando dorme.

Per baffus e’ una Mission Impossible.

Ce lo immaginiamo nel suo yacht al largo delle coste pugliesi, in acque intenazionali, ad andare su e giu’, o meglio, da poppa a prua, spremendosi le meningi a trovare un candidato (in)credibile da contrapporre al De Luca  e consegnare la Campania all’amico di Mangano.

Pensa e ripensa alla fine ecco il colpo di genio. Stavolta non e’ crollata nessuna palazzina, ma l’onda d’urto ha investito la regione adiacente, dove la Polverini e’ andata in tilt e ha detto si alle coppie di fatto.

Baffetto pare sia corso a radunare i suoi e abbia detto: “Alle primarie non candideremo nessuno!” Disperati i suoi seguaci avevano gia’ chiamato l’ambulanza, ma mentre i medici gli mettevano la camicia di forza D’Alema ha spiegato il perche’ del suo delirio.

Il progetto e’ semplice e diabolico: facendo le primarie si consacrerebbe ulteriormente De Luca che stravincerebbe su qualsiasi altro candidato dalemiano. E qui il genio: alle primarie non si presenta nessuno, quindi non hanno luogo, si mette in giro la voce che nel PD Campano regna il caos, l’era di Bassolino e’ terminata, si fanno rivoltare i comunisti contro Di Pietro e tutti contro il PD e si convince l’elettorato che si e’ talmente divisi da non capirci piu’ nulla e finalmente si otterrebbe la sconfittona finale.

Per D’Alema e’ davvero l’ultima occasione. Che muoia Sansone con tutti i filistei.

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