Noi, Loro e Didou …

verdone io loro e laraLa critica del giornalista e scrittore cattolico Vittorio Messori al film di Carlo Verdone Io, Loro e Lara, rivolta in special modo al ‘finale’, giudicato poco cattolico e molto nichilista, mi permette (assieme ai ‘fattacci’ rosarnesi …) di riprendere la questione, ‘anche’ cinematografica, innescata dall’inevitabile querelle che ne è seguita, con la seguente domanda:

Chi è il/la  ‘cattolico/a’?

È il/la battezzato/a, il/la credente, il/la praticante?

E’ chi si riconosce nella tradizione e nelle “radici cristiane”. Chi legge il Vangelo? Chi tenta di metterlo in pratica (magari in silenzio ed in coscienza)? Chi fa parte (oppure ha parte attiva) delle più svariate comunità cristiane?

Chi grida “Signore, Signore”? Chi fa la volontà di Dio?

Chi lo è (o può dirlo) più (o meno) di altri?

Sono ‘più cattolici’ (li chiamano anche ‘nostalgici’ o ‘tradizionalisti’ …) quelli che si sono spostati a destra rispetto ad altri (‘meno’ cattolici ? ‘anti-cattolici’? ‘anti-italiani’?) che proponevano più giustizia sociale, equità fiscale, accoglienza per i disperati che attraversano il mare su barche e gommoni, rispetto per la dignità e la coscienza di tutte le persone?

Essere ‘cattolico’ significa, dunque, essere nostalgico e/o egoista? Possono, quegli ‘altri’ (li chiamano ‘dissenzienti’, ‘progressisti’, ‘modernisti’ …), quelli che sperano una società migliore, chiamarsi anch’essi ‘cattolici’?

Sono ‘buoni’ cattolici solo quelli che vanno al family day, oppure ‘anche’ (o ‘soprattutto’ …?) quelli che vivono every day for family?

Sono ‘più cattolici’ quelli che pretendono a tutti i costi il crocifisso appeso al muro oppure quelli che Lo pensano (e vivono) come speranza offerta ad ogni essere umano e che si occupano (e preoccupano) dei fratelli crocifissi?

Sono ‘più cattolici’ quelli che lo sventolano come un marchio, un simbolo, una tradizione da opporre/imporre ad altri marchi, simboli e tradizioni?

Sono ‘più cattolici’ quelli che appartengono ai partiti (o alle loro correnti …), alle formazioni religiose ecc. ecc. o, anche, quelli che cercano, faticosamente, di vivere (consapevoli di tutti i loro limiti e infedeltà) la koinonia raccomandata dal vangelo?

Sono ‘buoni cattolici’ quelli che riempiono il Duomo di Rosarno (in genere deserto, come tante, troppe chiese …) per giustificarsi con il ‘loro’ Dio e sentirsi giustificare dal ‘loro’ parroco? O ha ragione il loro parroco,  don Pino Varrà, quando li ha ‘spiazzati’ tutti dicendo: “… In questi giorni che stiamo vivendo qualcuno ha sbagliato. Ma questo non ci autorizza a colpirlo, a inseguirlo, a ucciderlo, a cacciarlo. Ci obbliga a capire, a fermarci. Per non sbagliare più. Questo dobbiamo fare se vogliamo essere dei cristiani”. […] “Vedo finalmente questa chiesa piena, sono contento che moltissimi tra voi sono tornati. Ma vedo anche che manca qualcuno”. […]“… non c’è John, Christian, Laurent e Didou, il piccolo Didou. Mancano i suoi genitori. Erano come voi, con la pelle più scura, venivano dall’Africa. Non ci sono perché li hanno cacciati”. […] “… È facile dire: abbiamo ragione noi. […] Tutti abbiamo diritto alla vita, una vita dignitosa, che non ci umìli. Anche quelli di un altro colore, anche quelli che sbagliano sempre. Se vogliamo essere cristiani noi non possiamo avere sentimenti di odio e di disprezzo”.  “[…] Dio saprà giudicare. Saprà chi sono i suoi figli”.  “[…] Figli come voi. Figli che hanno sbagliato e che vanno aiutati a non sbagliare più”.

Sarebbe straordinario se cominciassimo a chiamare cristiani, e ‘cattolici’, quelli che lo sono davvero e non quelli che si definiscono (o vengono definiti …) tali e/o ‘più’ di altri!

Sarebbe un guadagno per la Verità. E porterebbe buoni frutti in futuro, anche se un po’ di scompiglio nel presente.

C’è da sperare, caro Messori …! Cercare Cristo liberamente e lasciarsi trovare da Lui …! E mai giudicare …!

Massimo De Vinco

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