Pensieri di capodanno …

capodanno-2010-300x225Paul M., Renzo Bettati ed un libro del teologo Vito Mancuso che mi sono regalato per Natale (La vita autentica, ed. Raffaello Cortina, € 13,50), complici le pessime condizioni atmosferiche di questi giorni, sono i responsabili di queste righe, delle quali approfitto per augurare “Buon 2010” a tutti coloro che frequentano, a vario titolo, questo ‘blog’.

La vicenda del disabile Paul M., viaggiatore senza biglietto sull’Eurostar Bari-Roma del 27 dicembre, riportata dal testimone, nonché scrittore/editore, Shulim Vogelmann, è nota. Così come noti e prevedibili sono stati gli “sviluppi” al 31 dicembre: le “reazioni”, la comparsa di altri tre testimoni, il costituirsi dei soliti partiti del ‘pro’ e del ‘contro’, dei ‘legalisti’ contro i ‘garantisti’, con qualche indeciso o imbarazzato nel mezzo …!

La storia di Renzo Bettati è ‘passata’, invece, in maniera più silenziosa (è appena trascorso il Santo Natale, anche in Vaticano, e ci sono ancora ‘pie scorte’ di umanità da smaltire …). Era affetto da SLA (Sindrome Laterale Amiotrofica). Si era preparato da tempo. Aveva lasciato istruzioni ben precise ai suoi cari, al medico curante ed agli altri medici. Le famose DAT (Dichiarazioni Anticipate di Trattamento). Non voleva diventare “come una pianta”. Ha rinunciato alla tracheostomia. Renzo Bettati si è lasciato morire, per sua scelta, il 28 di dicembre. Lui c’è riuscito, in meno di diciassette anni …!

Il libro di Mancuso. Avendolo letto prima di questi eventi mi è sembrato, alla luce di questi, la sintesi degli stessi e delle domande (… con relative risposte) che mi pongo, spesso  in modo “disordinato”, anche su questo blog ed in occasioni diverse da queste appena citate.

“Dovere” o “umanità” ? “Legge di Dio” o “legge dell’Uomo” ? Quando bisogna rispettare l’una e quando l’altra? Ma sono, in definitiva, in antitesi? Quando bisogna “fare il proprio dovere” ? E cosa significa “fare il proprio dovere” ? E che cos’è il “vero”, cos’è la “verità”? “Dove” e “come” la si trova ?

Mancuso, teologo non molto ‘ben visto’ negli ambienti vaticani, nel libro si chiede “che cosa” renda “vero” un uomo. La sua risposta è la libertà interiore, quella che ci permette di non mentire a noi stessi e, di conseguenza, agli altri.

La parte che qui mi preme riportare, mirabile per chiarezza e sintesi, e che reputo utile a quanti cercano risposte alle domande precedentemente fatte, è quella riguardante il concetto di “verità”.

Innanzi tutto, c’è una concezione di verità a più dimensioni: una statica (il semplice dato di fatto) ed una dinamica (relazionale) (tesi di un altro grande teologo, il protestante Dietrich Bonhoeffer).

Nel primo caso la verità si dice, si riconosce, si dichiara, si professa; essa è un dato, una tesi, una dottrina, un dogma. Negandola, si dice un’eresia.

Nel secondo caso la verità si fa, si attua, si realizza, si costruisce; essa è un processo, un evento, una relazione, un sistema. Negandola, si agisce ingiustamente.

Nel libro, Mancuso ci ricorda anche che l’Unico Maestro cui noi cristiani dovremmo sempre rifarci, Gesù, ce l’aveva già detto: “chi fa la verità viene alla luce …” (Gv3,21).

La verità, dunque, è qualcosa di vivo, di vitale; qualcosa che si muove e che necessita di sforzo da parte di chi la vuole realizzare, amando il bene e la giustizia.

Alla verità si giunge solo se e quando si ha a cuore l’intero.

Essa dunque non è solo esattezza (il dato statico), ma saggezza nell’utizzo del dato (cioè tensione al bene e giustizia).

A tutti l’augurio di questa saggezza e di questa tensione. Buon anno!

Massimo De Vinco

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