MURI appesi al Crocifisso

vendesi_Sembrerò (ma vi sbagliate …) il solito dissidente, ma lo dico lo stesso: io credo che la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che prevede la rimozione del Crocifisso dalle aule, sia una «giusta» sentenza. Attenzione, io trovo «ingiusto» prendersela con il Crocifisso, ma «giusta» la sentenza.

Io sono credente, “tifoso” di Gesù il Cristo, “spalleggiatore” del Padre, il Presidente, Dio, ed “ultrà” dello Spirito Santo e mi auguro (e prego da tempo per questo …) una Resurrezione della Chiesa.

E la vicenda della rimozione del Crocifisso, paradossalmente, potrebbe essere un’occasione.

Prima, però, DEVO accettare l’idea, insieme a tutti i cristiani (nessuno escluso), che la nostra «testimonianza», probabilmente, non sia (e non sia stata) molto valida, per “gli altri”.

Poi DEVO anche pensare, senza finta contrizione, che la nostra vita (poco) cristiana ha sicuramente contribuito all’erezione di qualcuno di quei muri su cui, poi, abbiamo ‘appeso’ il Crocifisso. Senza più ‘viverlo’. Da ‘Simbolo’, lo abbiamo relegato ad ‘oggetto’.

PERCHÈ quando un simbolo come il Crocefisso viene definito “prevaricante”, “oppressivo”, ecc. ecc., e cessa di essere ‘vissuto’ e ‘percepito’ per quello che, semplicemente, rappresenta, cioè Il Simbolo dell’amore «universale», quindi di tutti (credenti e non), Il Simbolo di «qualcosa» (qualunque «cosa»), che magari non si può, non si sa o non si vuole “descrivere”, “spiegare”, “percepire” e, a volte, “accettare”, ma che, comunque, si sente “albergare” nell’animo, io DEVO PENSARE da cristiano, cattolico e credente, che non sia proprio tutta colpa “degli altri” ma di avere, probabilmente, commesso io “qualche errore” e di dover “rivedere” qualcosa della mia Fede. Senza ipocrisie.

Ma lo penso in maniera assolutamente “ottimistica”. E, in attesa che ce lo spieghino, più chiaramente, nella prossima puntata di «Porta-a-porta», il SommoPrelato, il SuperClericale ed il MagnificoEsperto di turno (magari aiutati dal ‘plastico’ del Golgota e dal modellino ‘in scala’ della Croce, insieme alle ‘esclusive’ interviste a Longino, Maria e Ladroni vari del tempo …), vorrei spiegarvi il mio ottimismo con un esempio.

Quando si ‘gioca’ (a qualsiasi gioco), c’è bisogno di regole che garantiscano a tutti i giocatori eguali diritti, doveri e possibilità. Ove mai qualcuno tra i giocatori pensasse (ed è un suo diritto) di essere ‘favorito’ rispetto ad un altro, DEVE comunque giocare rispettando le regole comuni. Non può accampare nessun ‘presunto’ diritto, che non sia esattamente eguale e/o contrario a quello di ogni altro ‘giocatore’. Punto.

QUALSIASI deroga a questo semplice ‘patto’, renderebbe impossibile il gioco stesso, creando malumore, imbrogli, caos e, in definitiva, squalificherebbe il gioco stesso.

E chi di diritti (presunti) ferisce, di diritti (reali) perisce.

QUINDI noi cristiani dobbiamo (re)imparare a giocare. Con le ‘originali’ regole di Gesù. Senza aggiunte, deroghe o surroghe. Senza andare avanti a “colpi di diritto”. Dobbiamo fare un passo indietro e «giocare pulito» (cioè «testimoniare»), senza più scagliarci contro «il baro» di turno, avendo (anche) noi l’asso nella manica.

Affidarci allo Spirito. «Testimoniare» in Spirito e Verità.

Senza imporre niente a nessuno. Senza ingerenza alcuna. In nessun campo.

Fare «nostro» il Gioco di Gesù, il Cristo.

Ma il primo, difficilissimo, passo non potrà essere altro che la consapevolezza che i MURI li abbiamo eretti noi, (quasi) tutti noi, intorno al Crocifisso.

Il Muro dell’Intolleranza, che genera intolleranza.

Il Muro dell’Accettazione Ondivaga e Ambigua delle “umane cose”, valutate ‘buone e giuste’ (fiat), quando convengono e ‘cattive e inique’ (non possumus), in caso contrario, che genera tanta ‘perplessità’, quando non ‘rancore’, ‘odio’ o, peggio, ‘indifferenza’.

Il Muro della Superbia e dell’Autoritarismo, quello dell’ultima parola su ogni argomento, anche quando inficiato dalla semplice logica, ragione o dato oggettivamente incontrovertibile, senza mai un ‘completo’, ‘sincero’ e ‘chiaro’ «mea culpa», ma sempre  con insulse e balbettanti ‘mezze scuse’, ‘mezze ritrattazioni’, ‘mezzi dispiaceri’….

Il Muro della Libertà di Dialogo, dentro e fuori la Chiesa, fatto solo di monologhi e dottrinarie ‘imposizioni’.

Il Muro delle Paure, degli “estranei”, dei “diversi”, delle “altre” religioni, del “nemico”.

Il Muro del Peccato, con la demonizzazione del sesso e della sessualità.

Il Muro ……..

Io, però, continuo ad essere ottimista.

Non tanto in me, ma nello Spirito Santo, che soffia sempre dove vuole …..

Massimo De Vinco

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