TERRIBILI parole “rivelatrici”.

Medicina e Persona

  • Il ‘solito’ Comunicato  Stampa di Medicina & Persona (M&P) in perfetto stile BR (d’infausta memoria…) sulla RU486, sull’incompatibilità ‘evidente’ della Legge 194, sull’assistenza ospedaliera, sul farmaco-che-non-è-un-farmaco, ecc. ecc. mi costringe, nuovamente, ad alcune modeste, modestissime, considerazioni sul contenuto dello stesso.

Innanzitutto, oltre al ‘nulla’ di cui è pervaso il comunicato, che cita solo dati oggettivi ed evita, almeno, di rinfacciare alla società lo sterminato numero di morti causato dall’RU486, si nota anche un certo ‘fastidio’ del Gruppo Medesimo per il maldestro tentativo, non riuscito, di bloccare l’immissione in commercio della RU486 anche con una speciosa indagine conoscitiva del Senato.

Però, ad un’attenta lettura, si possono cogliere interessanti indizi sull’M&P &Co. pensiero …

Il primo indizio, riguarda il concetto di assistenza sanitaria (organizzativa e non) degli appartenenti a M&P, peraltro già esplicitato da un precedente ‘comunicato’ e su cui tornerò fra breve.

Per il momento faccio notare che mentre i Nostri citano, da una parte, la tanto vituperata (da loro …) Legge 194 fingendo di preoccuparsi dell’eventuale impossibilità di completare tale ‘assistenza’ in ambiente ospedaliero (W la paura e un po’ di sano terrorismo…), dall’altra rivelano, involontariamente (secondo indizio), la quintessenza del loro modo di intendere l’esercizio della professione: «credo-obietto-non curo» con un’eloquente minaccia: ”statene certi” (testuale)!

Ergo, per M&P, bisogna prima giudicare e, poi, astenersi. Il gioco è fatto, e tanto peggio per chi «dovesse aver bisogno»! Ne prendiamo, preoccupati, nota.

E torniamo al primo indizio, la sopracitata assistenza sanitaria. Gli amici di M&P ci informano che negli ospedali pubblici c’è (udite, udite) personale obiettore (presumo, i buoni che, immagino, siano tutti capaci) e personale non-obiettore (presumo, i cattivi tra cui, immagino, molti incapaci). I buoni sono a disagio. Lavorano male. E questo, ovviamente, per loro non va bene: Brunetta docet. Presumo, dunque, (e qui è una cattiveria tutta mia …) che il ‘modello’ cui dovremmo tutti ispirarci sia quello della Iper-Regione Lombarda, la mitica Formigonia. Appuntiamoci la seconda nota.

Apro una parentesi. La soluzione? Eliminare sia gli ospedali pubblici (quelli piccoli, brutti e improduttivi), che il personale non-obiettore (tecnicamente, nel loro ambiente, si parla di «riconversione», in tutti i sensi…!). Ovviamente, non si dovrà ‘tagliare’ nulla della sanità privata (men che mai se a gestione religiosa), organizzata in migliaia di cliniche e clinichette superproduttive e, soprattutto, supersovvenzionate.

A questo punto, mi chiedo: Ma perchè gli amici di M&P continuano a “lavorare” in questo SSN, così mal funzionante e male organizzato, circondati dai cattivi (i colleghi/collaboratori non-obiettori e, magari, pure parassiti)? Cosa li trattiene? La scelta di offrire a Dio la propria sofferenza, causatagli dal’contatto con gli impuri’ (i ‘diversi’ daloro, compresi il personale sanitario di cui sopra e le donne-omicide)? La redenzione del prossimo? Qualcos’altro?

Perchè, forti delle loro convinzioni, gli amici di M&P non si licenziano (loro) in massa dal SSN?

Otterrebbero una serie di strabilianti risultati, che vado, brevemente, ad elencare:

1_Potrebbero accedere, tutti, alla tanto agognata “sanità privata”, magari gestita in toto da qualche benemerito Ordine Religioso Dedicato e, certamente, a loro più gradito.

2_Potrebbero dimostrare, con le loro innate virtù e capacità (professionali e non), tutto il loro indiscutibile valore e la loro abnegazione al dovere.

3_Potrebbero finalmente decidere, in perfetta (loro) libertà, chi è il paziente ideale e comese curarlo; se il caso, potrebbero anche decidere (magari tirando ai dadi e sorteggiandone i vestiti …) quando comportarsi da medici o da semplici consulenti (giorni pari/dispari, feriali/festivi, durante/fuori orario, ecc. ecc.), se facendosi pagare o rifiutando, sdegnati, il vil denaro.

4_Rimpinguando gli organici delle tante cliniche ed ospedali religiosi/privati, li sgraverebbero del non più necessario, e oneroso, SOSTEGNO STATALE.

5_ Ciò garantirebbe, agli amici di M&P, ulteriori crediti da poter spendere presso tutti i loro Numi Tutelari, di qua e di là dal Tevere, di su e di giù dal Po e di sopra e sotto il Cielo.

Ma cosa aspettano? Mistero. Chiusa la parentesi.

E torniamo al comunicato. E agli indizi. Da pii cristiani e cattolici devoti quali sono, gli amici di M&P sanno di non dover mostrare durezza, bensì intransigente misericordia; mai toni aspri, ma giusta fierezza, mai parlole nette, ma l’ambiguo gergo fatto di discorsi ‘transversi’, fatti per ‘far capire/non capire’, ’suggerire’, senza mai troppo dire; infatti ‘bacchettano’ e contemporaneamente mostrano preoccupazione sul ‘chi’ gestirà le sventurate donne-omicide in questa società “sui generis”. Lo Stato? E come potrebbe, in tempi di ristrettezze e risparmio ad oltranza? Con nuove assunzioni? non sia mai! Si finirà in mano a personale ‘non medico’? io suggerirei un Co.Co.Co. per mammane, clandestini e migranti vari …!

Altro indizio. Ma a cosa alludono gli amici di M&P quando scrivono, testualmente, che qualcosa ”sta già sfuggendo di mano” (lapsus freudiano)?

Vuoi vedere che il vero problema, per M&P &Co., non è tanto l’entrata in commercio della RU486 e la conseguente, dovuta, assistenza ad una persona che si rivolge ad un Medico per essere aiutata, quanto la consapevolezza che stia finendo (ogni giorno sempre un po’di più), il tempo della gestione delle coscienze (e dei corpi) altrui?

E, a ben vedere, questa tesi non è ancor più confermata dall’assenza, nel comunicato, di chi ne avrebbe dovuto essere attore principale e protagonista?

La totale assenza della donna, in quanto persona, da ogni ragionamento sulle sue richieste e/o necessità. Donna giudicata ‘omicida, ‘sì’. Ma ‘paziente’, ‘no’.

Anche oggi che apprendo che a giudicarla ed etichettarla così, ad alta voce e nelle corsie dell’ospedale cui si erano rivolte tutte e tre per abortire, è stato il Luminare di turno.

L’Unto con un camice bianco addosso e l’animo di ben altro colore.

Io, da umile ed indegno medico, «confesso» pubblicamente che non sarò mai capace di giudicarle e, tanto meno, di etichettarle. Per me saranno, sempre e comunque, solo donne-persone/pazienti.

Massimo De Vinco

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