Benevento. Italia.

Berlusconi BeneventoDomenica pomeriggio. Una giornata uggiosa, ma ampiamente prevista dai siti meteo. Tant’è che, giocando di anticipo, ho trascinato la famiglia a Paestum di sabato: poche ore, giusto il tempo di un po’ di sole, di una pennichella alla salsedine e dell’amato pizzone di Mario alla “Basilica Caffè”, a due passi dai templi.

Si sta in città ed è allora il turno del pranzo comandato dalla mamma: gnocchi di casa e contorni trucidi ad accompagnare il secondo di carne. Oggi niente parmigiana: peperoni rossi all’agrodolce. Si sa: lo spirito è forte ma la carne è debole…

E allora, saranno stati i peperoni, o piuttosto il buon vino… o… il riflesso condizionato di un’abitudine antica… mi sono ritrovato intontito, disteso sul lettone della mia casa da signorino, ad assaporarmi la radiocronaca della partita: mestamente di serie D, ma pur sempre la partita dei Lupi. I lupi, però, davvero spelacchiati, arrancano. Peperoni a pranzo anche per loro? Un inizio partita “loffio” avrebbe detto Aniello, il mio allievo bocconiano. Più che “loffio”, direi. Tant’è che al 24°, un omino in casacca a strisce ti indovina il tiro della domenica da trenta metri e andiamo sotto, in casa, con l’ultima in classifica. Il peperone mi va vieppiù di traverso. Grassi sfottò di mia moglie, che, sadica, ci aggiunge la segnalazione dell’ultimo articolo di Curzio Maltese sulle truppe bassolinian-bersaniane al congresso del PD. Decido di anestetizzarmi passando sulle frequenze di Radio Radicale. C’è Lui, B., a Benevento, alla festa del PdL.

Dall’anestesia a Tafazzi il passo è breve.

Nel palasport sannita il clima è da nave da crociera. Barzellette (storielle le chiama…), risate sguaiate, e poi ancora barzellette. In mezzo, attacchi ecumenici alla magistratura, alla stampa, all’editore dell’Espresso, a quelli che “Sputtanano il Paese”. Agli “anti-italiani”. E via, ancora barzellette.

E’ di buon umore, il nostro:

“Siamo in una bellissima città, con tante belle signore che sorridono…”

Risate beate in platea. C’è una metà dell’altra metà del cielo” d’Italia, in cui le donne sono ben lontane dal “non sentirsi a sua disposizione”.  Anzi ridono lusingate. Ridono e si spellano le mani. 

Due mondi si specchiano, si riconoscono e si piacciono. Lui gongola, è tre metri sopra i tacchi.  Con un altra storiella gioca persino a farsi satira da solo:

Mandato giù all’Inferno da giudici celesti comunisti e sistemati brillantemente i problemi di Inferno e Purgatorio, la buonanima di Berlusconi, “viene ricevuto dal Padreterno che, in quanto rapido di mente, dedica di solito a questo tipo di incontri non più di tre o quattro minuti. Invece, di minuti ne passano cinque, sei, dieci… passa un’ora e tutti si affollano intorno all’ufficio di Lui.  Alla fine, tutti vedono uscire il Padreterno con Berlusconi che gli tiene la mano sulla spalla.  (Risate) E sentono che  dice: “Silvio, questa tua proposta di trasformare il Paradiso in una Società per Azioni devo dire che è geniale e mi è piaciuta moltissimo… (Applausi scroscianti) Ma c’è una cosa che proprio non capisco: perché devo fare io il vicepresidente?” (Diluvio di applausi)

Berlusconi festa PdL Benevento 11 ottobre 2009 striscione

Tra una barzelletta e un’altra, un applauso e un osanna, c’è anche il tempo per un autoincensazione seriosa: il G8 è stato un successo, la politica estera un trionfo, le grandi svolte internazionali un merito esclusivo di lui, il Genio, e del suo palafreniere, Frattini.

Poi ci sono i meriti interni. Nonostante i cattivi, nonostante i giornalisti, le toghe rosse e la solita sinistra: Napoli,e la munnezza, l’Abruzzo.

“Ho sentito madri e padri di famiglia con le lacrime agli occhi, affermare di non aver mai sperato di poter avere  case così belle e confortevoli” (Che pacchia, il terremoto!) “E ora per Messina faremo lo stesso!” (Applausi scroscianti). Poi, improvviso, il delirio: “Sil-vio! Sil-vio! Sil-vio! Sil-vio!”

Col tono e il fervore di una Piazza Venezia sannita.

Qualcuno, più ringalluzzito degli altri, grida: “Silviooo! Santo Subito”. E’ un assist per l’ennesima battuta.

Risate. Ancora applausi. 

Un diluvio di applausi.

Silvio c’è.

Ma Bassolino, Mancino, Loiero, Fioroni, pure.

Con loro, lunga vita a Silvio.

Un pensiero su “Benevento. Italia.

  • 12 Ottobre 2009 in 21:29
    Permalink

    D’accordo su tutto.
    Una cosa sola non mi torna: che tu abbia scritto (al decimo rigo) Mamma con la minuscola.
    Come vedi, rimedio io e mi scuso (a nome tuo).

    In quanto all’eletto “dal popolo”, mi sembra ci sia solo da aspettarsi che, naufragato, oramai, il sogno di vederlo portar via dai Carabinieri (112), dalla Polizia (113) e dalla Guardia di Finanza (117), e non volendo disturbare i Pompieri (115), perché sotto organico, ed il Carro attrezzi (116), perché servizio a pagamento, non c’è che da decidere chi chiamerà il 118 (l’Ambulanza).

    A proposito di Padreterno, quello (se gli si lascia il tempo) ci rivende anche la battuta pronunciata da Benigni, l’altro ieri, a Terni, a proposito di Gesù Cristo: “Il secondo uomo più perseguitato della storia. E non era nemmeno eletto dal popolo!”

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.