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la Padania, 8 luglio 1998
la Padania, 8 luglio 1998

Notte tra l’11 e il 12 settembre. Mi concedo un po’ di zapping, cercando refrigerio dopo una giornata di lavoro cominciata troppo presto e conclusasi con un prelievo di sangue arterioso da parte del mio meccanico di fiducia: semiassi, ammortizzatori, 3 cuffie, olio del cambio, convergenza ed  equilibratura. Ricambi rigorosamente non originali, per risparmiare un po’. La cifra?

‘Na cifra.

“Una mazzata tra ‘a capo e  ‘a noce ‘ro cuollo”, come si dice da queste parti.

Per fortuna che c’è lui, il redivivo Umberto: “Le escort? – gli chiede un giornalista appena asperso di ampolla padana. “Una ritorsione della mafia per le misure messe in campo dal governo” (!). Rivengono in mente le allusioni dell’Umberto prima maniera alle “troppe macchine targate Palermo in giro per Milano” all’epoca dello scontro Dalla Chiesa-Formentini per l’elezione a sindaco.  Tragicamente esilarante. “E il voto agli immigrati?” – gli ricordano. Sghignazzi. Poi pausa. Grugniscono e sghignazzano il figlio ciuccio e i colonnelli alle sue spalle. “Ognuno è libero di suicidarsi come vuole.” sentenzia l’Umberto. Applausi e gomitate tra le camicie verdi in delirio.

Mi basta. Passo a Rai 2. Tra i centomila di piazza Plebiscito c’è un ex conduttore “alternativo” scuola Arbore, oggi ingrassato e in smoking, che strappa ad Elton John qualche battuta come se fosse il Papa. Con la scusa dell’11 settembre hanno avuto il coraggio di chiamarlo “Il concerto della Pace”: qualche centinaio di migliaia di euro per ripulire la faccia impresentabile di Bassolino e soci. Un “Grande evento”: di quelli che solo la Regione Campania sa organizzare. Come l’anno scorso la Deneuve nella “Croisette d’Avellino”, per dirla con l’assessore Micera. O la Piedigrotta di quest’anno. Un flop clamoroso, finito nelle retrovie dello stesso TG3 Campania. Con Geraldine Chaplin, lautamente compensata per abbracciarsi su di un  carro l’orrendo pupazzone “futurista” del suo Charlot. Aria fritta, effimere futilità buone  ad ingrassare qualche impresario amico e a dare una vetrina a politici rampanti o  con l’acqua alla gola.

Rizappo su Rai 1.

C’è TG Parlamento con in onda il vaselinico Schifani che arringa i suoi in quel di Gubbio, già terra dell’omonimo lupo. Si saprà più tardi che il Lupo vero, quello col parrucchino e il cerone, ha preferito non intervenire per non gettare benzina sul fuoco dei rapporti con gli alleati. Schifani fa uno scoop: questa sinistra è indegna. Si vergogni (la sinistra)! Il Fini non lo si nomina, ma si capisce bene: è un complice dei bolscevichi, uno che complotta.

Già sentito, già visto. Zap!

Su un canale locale passa il solito pornosoft girato tra Napoli e Casoria. C’è un vecchio sporcaccione che  palpa  una disponibile signorina bionda.

Già visto?

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