Che cos’è la Ru486

Ru486

(Dossier dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Aifa)

È il nome commerciale di un farmaco, il mifepristone.

Non è un ‘veleno’, non è una pozione magica, a qualcuno magari non piacerà, ma rimane un farmaco.

A cosa serve ?

NON È un contraccettivo, come il Levonorgestrel, la ‘pillola del giorno dopo’.

È un farmaco abortivo. Serve a praticare l’aborto farmacologico e quindi a fornire alla donna che decide di abortire nelle prime settimane di gravidanza la possibilità di scegliere tra l’aborto chirurgico e quello farmacologico, nel più totale rispetto della Legge 194, che disciplina l’Interruzione Volontaria della Gravidanza (I.V.G.) in Italia.

Come funziona ?

Il mifepristone (Ru486) agisce sul progesterone, un ormone che favorisce e assicura il mantenimento della gravidanza per le sue diverse azioni sulle strutture uterine, bloccandone l’azione. Per aumentare l’efficacia della molecola serve un’altra sostanza: la prostaglandina (il prodotto più usato è il misoprostol), che viene assunta due giorni dopo.

Questa associazione (mifepristone/misoprostol) è la modalità più diffusa per l’induzione dell’aborto medico ed è stata inserita nell’elenco dei farmaci essenziali per la salute riproduttiva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2006.

L’assunzione delle due compresse provoca l’espulsione del materiale abortivo entro poche ore. In qualche caso l’espulsione può verificarsi già prima dell’assunzione della prostaglandina o nei giorni successivi. Una seconda dose di prostaglandina riduce la percentuale di espulsioni tardive e aumenta l’efficacia.

L’espulsione del materiale abortivo avviene mediante sanguinamento e contrazioni.

In pratica è come se si avesse il ciclo mestruale, per alcune donne è più intenso per altre meno.

Rispetto ai metodi tradizionali l’aborto con la Ru486 non richiede né anestesia né l’intervento chirurgico e, se usata correttamente, funziona nel 95% dei casi.

Qualora non funzioni si deve poi ricorrere al raschiamento tradizionale.

Quali gli effetti ?

1- il dolore di tipo crampiforme che può variare da nulla a forte e aumenta in prossimità dell’espulsione, riducendosi nettamente subito dopo.

2- nausea (34-72%)

3- vomito (12-41%)

4- diarrea (3-26%).

5- sanguinamento. (massimo al momento dell’espulsione, è variabile per quantità e durata, con perdite ematiche che persistono per almeno una settimana e, in forma ridotta, anche più a lungo).

Quali le complicanze ?

Quelle severe sono rare e riconducibili al sanguinamento importante con necessità di emostasi chirurgica (0,36-0,71%). In pratica gli effetti collaterali ci sono, ma sono minori rispetto all’aborto chirurgico.

Quali differenze con l’aborto chirurgico ?

L’aborto chirurgico, praticato legalmente in Italia da trent’anni, prevede un intervento con anestesia e ricovero. La donna deve formulare una richiesta scritta, controfirmata da un medico non obiettore.

L’intervento prevede lo svuotamento dell’utero in anestesia locale o generale. Possono esserci delle complicazioni (come il sanguinamento) sebbene il dolore immediato sia attutito dall’anestesia.

Anche il coinvolgimento della donna fa la differenza. La paziente che sceglie l’aborto farmacologico è più autonoma nell’atto. È lei infatti che assume il farmaco. Nell’aborto chirurgico invece l’azione è delegata al medico e la sofferenza attutita dall’anestesia.

ULTERIORI PRECISAZIONI

La Ru486 potrà essere somministrata solo in ambito ospedaliero e con obbligo di ricovero. Insomma non sarà un farmaco da utilizzare a casa, lontano dal controllo medico.

dr. Massimo de Vinco

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