“Ansia” da prestazione, Ru486 e qualcos’altro ….

mediciCi risiamo …! Riecco l’arcinota tecnica dei «due pesi e tre misure» …!

Poichè la Gerarchia cattolica con la dottrina, notoriamente, ‘ammaestra’ il gregge tutto e mai ‘redarguisce’, ‘critica’ o ‘punisce’ il singolo lupo (=potente di turno …), ai toni silenzioso-bassi usati negli ultimi mesi nei confronti di Silvio B., opportunamente mai nominato nonostante le ripetute proteste (e richieste …)  di molta (offesa) parte cattolica, ovviamente sminuite e, ultimamente, anche smentite dai vari portavoce Cei-dipendenti, ha contrapposto i toni isterico-alti dell’ultima ora, con le rumorose azioni (ricorsi), e le dichiarazioni ‘terroristiche’ (29 morti !), ‘punitive’ (scomuniche per tutti …!) e ‘ritorsive’ (dirette e/o indirette come l’obiezione di coscienza) nei confronti della Ru486 e del TAR del Lazio ‘reo’ di aver sentenziato ‘contro’ i professori di religione!

Perchè queste ‘differenze’ tonali? Perchè per la difesa della vita e dell’insegnamento, ‘si’? E perchè non anche per quella della donna e delle altre fedi …?. Perchè per i comportamenti immorali, invece, ‘no’?

Io ci vedo solo per ideologia, travestita (o scambiata, da alcuni) per fede.

Un’irragionevole ideologia/fede che nega la realtà, cioè l’«altro» (parola di cui ci si nutre, in ambiente cattolico …) e, per giustificarsi, la ammanta di connotazioni tragiche, catastrofiche, terribili e, a volte, anche false …!

E non appena ri-suonano le campane della ‘chiamata a raccolta’, loro, i fedelissimi (!), puntualmente rispondono …! E manifestano subito la loro «ansia da prestazione».

Ed ecco, allora, la Cei con la sfilata mediatica dei vari cardinali, i teodem, i teocon, gli onorevoli, le associazioni varie e chi più ne ha più ne metta, fare a gara per ribadire di essere «solo loro» i superdifensori della vita (sempre e comunque …?) contro gli ‘assassini’ di turno (da scomunicare, ovviamente, senza pietà!), «solo loro» sono i superdifensori del diritto, solo quello ‘di parte’, però, quello dei professori di religione cattolica che a loro volta, anzichè ‘offendersi’ per l’assunzione ottenuta in base a graduatorie ‘particolari’ (vescovo-dipendenti), si ‘offendono’ perchè non possono partecipare “a pieno titolo” agli scrutini e la loro materia non può avere effetti sul credito degli studenti!

E, a proposito di Ru486 e di «ansia da prestazione», anche gli amici di Medicina e persona & Co. hanno emesso il loro comunicato-stampa rimarcando quindi la loro fedeltà ed appartenenza uber alles che però, sempre per amore di verità e non di dottrina/ideologia, mi piacerebbe analizzare con l’umiltà che, credo, dovrebbe essere ‘bagaglio genetico’ di chiunque eserciti la professione di ‘medico’, indipendentemente dal fatto (ma TANTO PIU’, a mio parere) di fregiarsi dell’aggettivo di ‘cristiano’, evitando ‘granitiche certezze’ e ‘pronunciamenti definitivi’!

Io sono un medico.

Poi, se a qualcuno può far piacere saperlo per inserirmi nelle sue (e solo sue) categorie mentali, sono pure ‘cattolico’. Spero per questo, davanti agli occhi di Dio, di non essere affatto ‘diverso’ da un medico ‘musulmano’ o ‘ebreo’ o ‘indù’ o di qualsiasi altra religione, così come spero che di quest’arte continuino a poterne fare parte solo coloro che, davanti ad un dolore ed alla conseguente richiesta di aiuto, non chiedano, prima, né un ‘passaporto’ né un ‘credo’.

Però mi sento profondamente offeso, in coscienza, quando ‘qualcuno’ (soprattutto se ‘collega’) mi ricorda e/o spiega ‘come’ debba intendere il mio lavoro. Mi sento offeso da chi ‘sa’ con certezza ciò che io ‘voglio non sapere’ per certo. Mi sento offeso da ‘colleghi’ che citano l’articolo del Giuramento d’Ippocrate (testo ‘classico’) in cui c’è la parola ‘aborto’, ma ‘dimenticano’ i passaggi dell’attuale Giuramento (testo ‘moderno’) in cui, guarda caso, tale parola non c’è più perchè integrata dalla complessità ed evoluzione dell’Arte medica che parla di … tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza …” e ‘dimenticano’ pure altri articoletti come quello “… Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;” oppure quell’art. 14 sull’accanimento diagnostico-terapeutico (molto ‘fastidioso’ da spiegare …) che recita “Il medico deve astenersi dall’ostinazione in trattamenti, da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato e/o un miglioramento della qualità della vita.”.

D’altra parte, lo ammetto, questo genere di ‘colleghi’ mi fa un po’ paura, come direbbe il buon Totò, ‘a prescindere ….’ !

Già il fare parte di un’associazione che scinde i termini (medicina e persona) mi lascia un po’ perplesso! Come si può “essere medico” ignorando che si ha a che fare con persone (generalmente dette ‘pazienti’, che significa ‘sofferenti’)? Come si può fare questa professione in maniera ‘impersonale’? Come si può fare del ‘terrorismo sanitario’ sulla Ru486, dicendo banalità e non prendendo in minima considerazione, anche, la ‘persona-donna’ ? Come si può, ancora oggi, ‘sragionare’ come se fossimo ancora ai tempi dell’Inquisizione? Come si può, da medici, minacciare e paventare catastrofi prossime venture ( … non c’è più argine …) e chiamare a raccolta non si sa bene chi e neanche per fare che cosa, anteponendo, al solito, l’idea-ideologia alla più semplice realtà della sofferenza della vita che, ed è questo il vero, grosso problema, non possono ‘giustificare’ come vorrebbero.

Ci hanno provato per secoli, ma la lezione dell’ineluttabile progredire della vita (con o senza di loro) non l’hanno ancora imparata. Fossero riusciti ad imporle, quelle loro ‘idee’, saremmo ancora un gregge ignorante SENZA SCRITTURA, SENZA STAMPA, SENZA SCIENZA, SENZA LIBERTA’ e tutti noi staremmo ancora ad indicare il SOLE CHE GIRA INTORNO A UN PIANETA PIATTO, ….!

Dottrinalmente parlando (… e meno male che c’è stato il Concilio Vaticano II …!) la Chiesa cattolica, oggi, sarebbe rappresentata da ciò che sono i Lefevbriani, e cioè un gruppo di ultraortodossi fermi al ‘700; un gruppo di fanatici esattamente uguali a tutti gli ultraortodossi e fanatici di ogni religione, di questo pianeta, che, lì dove sono diventati ‘Stato’, ne hanno determinato il non-sviluppo e la regressione (culturale e non solo …).

Una condizione umiliante ed offensiva per l’intelligenza e la dignità di ogni essere umano.

Che tristezza …!

Massimo De Vinco

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