Dove eravamo rimasti … 1

Termino oggi (spero senza ulteriori repliche …) un volontario periodo di ‘astinenza’ dovuto all’eliminazione di un mio articolo di ringraziamento post-elettorale, la cui ‘censura’ mi ha procurato qualche ‘imbarazzo’ negli ambienti che frequento, lavorativi e non, di cui avrei volentieri fatto a meno.

Rieccomi, quindi …! Nonostante il mio piccolo orgoglio ferito, il Mondo è andato avanti con tutte le ‘vicende’ ed ‘attori’ dei suoi variegati ‘sotto-mondi’. Al sottoscritto, continuano ad interessare quelle del cosiddetto mondo ‘civile’ ed anche di quello ‘religioso/cattolico’ (che io non considero, però, ‘mondi’ diversi…). Sono molte le ‘sensazioni’ e le ‘emozioni’ suscitate dagli avvenimenti di questi mesi che ho accumulato e che mi piacerebbe ri-condividere con quanti avranno la pazienza di continuare a frequentarmi sul blog, insieme a quelli che stanno ‘maturando’ nelle ultime ore … .

Provo a seguire un ordine cronologico (il virgolettato è testuale ….)  dividendo in due ‘puntate’ l’articolo, come da ‘superiori’ raccomandozioni … .

18 giugno. Il Papa-epistolare scrive a tuti i parroci dicendo che “… serve una nuova primavera …” e li incita a “… non rassegnarsi ai confessionali vuoti…”.

Il 29/06 però, dopo le anime, Benedetto XVI torna ad occuparsi subito dei corpi e, soprattutto, dei soldi mancanti nel bilancio del Suo Stato Vaticano e, da buon Papa-Banchiere, comincia a lavorare per provare a riassestarle e, magari, ‘coprire’ qualche altra magagna combinata dallo I.O.R. (l’etica Banca Vaticana). Sempre nello stesso giorno (nota mia: tattica diversiva ?) il Papa-teologo ribadisce il suo concetto di ‘fede’, sintetizzabile in «Dottrina ecclesiastica=razionalità=verità» e, con la battuta-spot: “fede-fai-da-te”, chiarisce anche ciò che pensa della ‘fede adulta’, bollandola come ‘insulsa’.

Fortunatamente, gli ribatte da par suo il teologo Vito Mancuso, di cui faccio mie tutte le argomentazioni, invitando tutti a farne tesoro di meditazione (in special modo di quelle finali …!).

Ma la Grande Sfiga incombe su Sua Santità e non gli permetterà di apporre la firma alla sua terza enciclica per la mancanza di esperti traduttori in latino (!) per la stessa.

Arriva il 30 giugno e i lefebvriani, per festeggiare Papa ed enciclica (!), ordinano 8 nuovi sacerdoti, infischiandosene del divieto …!

In attesa delle ‘ferie’ il Papa-archeologo, “Benny-Indiana-XVI”, conferma trionfante al Mondo Tutto che “… sì, sono proprio le reliquie di S. Paolo …” quelle custodite nell’omonima Basilica. Lo conferma anche il radioisotopo Carbonio 14, quindi anche la scienza. La stessa scienza che, per la Sindone, era stata bollata come fallàce perchè (usando lo stesso radioisotopo) aveva collocato il sacro telo all’età medioevale. Mistero !

Primo di luglio. E il Papa ricorda che ”… nella politica sono importanti valori etici e morali” (… ma perchè, negli altri campi, no ?). Nello stesso giorno i fedeli di Padre Pio protestano per la cripta d’oro (!) prevista per le spoglie del Santo, giudicandola un ‘tantino eccessiva’ considerando le inclinazioni, in vita, del Santo (ah! quegli ondìvaghi ”… valori etici e morali” …).

Due di luglio. Il prefetto dell’Archivio Segreto vaticano, mons. Sergio Pagano, presenta il volume: “Documenti vaticani del processo di Galileo Galilei” dicendo: “È necessaria molta prudenza e molta umiltà nell’avvicinarsi alle Scritture come alla scienza”, in quanto il rischio è che prevalgano oggi “gli stessi preconcetti che si avevano allora verso il sistema copernicano”. Aggiunge, inoltre, che “il caso Galileo insegna alla scienza a non presumere di fare da maestra alla Chiesa in materia di fede e di Sacra Scrittura e insegna alla Chiesa, contemporaneamente, ad accostarsi ai problemi scientifici – fossero anche quelli legati alla più moderna ricerca sulle staminali, per esempio – con molta umiltà e circospezione”. Il Prefetto continua dicendo che all’origine del processo a Galileo vi furono dei “malintesi”. Quali? eccoli spiegati: con il suo “Dialogo sui massimi sistemi”, Galileo sembrò insegnare ai teologi come interpretare la Bibbia e al papa come fare il papa. Malintesi ?

07-07-09. Il Papa-scrittore, finalmente, rilascia alle stampe la sua terza enciclica: Caritas in veritate. Non si è Papa, infatti, senza aver scritto almeno un’enciclica Caritas in veritate. Al botteghino, le vendite vanno benissimo (600.000 copie …): non c’è chierichetto, sagrestano, perpetua, terziaria, ciellino, iscritto a Medicina e persona, frate, sacerdote, suora, vescovo, cardinale, dipendente o applicato di segreteria vaticana, usciere o guardia svizzera che non l’abbia (liberamente) acquistata ed anche già prenotata per i regali del prossimo Natale …! Il Pdl, letta la notizia A.N.S.A., ha prenotato tutte le ristampe sino al 2010. Il suo leader, appresa la notizia in sogno, ha ordinato, per sè, una copia rilegata in vera pelle di musulmano, vergata a mano con capo-lettera in oro e segnapagine ricavato dalla tonaca di S. Pio e, per tutti i terremotati d’Abruzzo, una copia in pietra locale …! La Binetti e la Roccella se la sono regalata a vicenda. Non si hanno notizie di Casini. Caritas in veritate è, da subito, il best-seller dell’estate. La si legge dappertutto: autobus, treni, aerei, traghetti per le isole, nei pellegrinaggi mondani e religiosi, in montagna e al mare, persino sotto gli ombrelloni … ! A Rimini, Riccione e Cattolica (!) si sono sfiorate risse nelle Librerie Paoline per accaparrarsi le ultime copie in vendita, in attesa della ristampa! Commenti entusiastici, ovviamente, dal Mondo Cattolico (quasi) Tutto. Il New York Times osa avanzare qualche critica, evidenziandone passaggi astrusi, frasi a volte troppo generiche, periodare macchinoso.

papalaserviola Vigilia della “vacanza” di Sua Santità. Nel tg delle 19, il vaticanista Roberto Balducci dice testualmente: “Domani il Papa va in vacanza e ci saranno anche 2 gatti… che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti, forse un po’ di più, che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare ancora le sue parole”. Lo sfortunato (lessicalmente) vaticanista si riferisce ai due gattini, uno grigio e uno bianco e nero, che abitano lo chalet di Les Combes dove il Pontefice trascorrerà le vacanze. Probabilmente il cronista vuol dire il contrario, e cioè che questo Papa avrebbe bisogno di maggiore attenzione. Ma il messaggio non è facile da cogliere ed è, oggettivamente, infelice nella sua resa espositiva. Apriti cielo !  (si fa per dire …) L’umorismo del Papa-barzellettiere, già apprezzato come tale solo dai suoi accòliti e precedentemente sfoggiato con la battuta (vedi sopra) del “cattolico-fai-da-te”, ma reputato offensivo da qualche ‘milionata’ di cattolici che non la pensano come lui, va a farsi benedire (si fa per dire, nuovamente …) e si traduce puntualmente in violente proteste alla RAI da parte della Santa Sede (e dei suoi uomini ‘migliori’), che producono l’immediata rimozione dall’incarico dello sfortunato cronista.

Continua …

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.