(They can get no) Satisfaction

berlusconi-paolo-guzzantiIl buon “Nandone nazionale” è convinto che la Noeméide, o se preferite il “Casino Grazioli”, stia per spazzare via Napoleone IV. E paragona la prima crepa, quella di Casoria per intenderci, a quella del Pio Albergo Trivulzio: Noemi come Mario Chiesa, la debolezza occasionale come il “Mariuolo” isolato. Allora seguì la tempesta. Per un paio d’anni gli Italiani, o almeno la parte più pulita di essi, si illusero che si potesse voltare pagina, che potesse offrirsi un’occasione di vero rinnovamento e stringersi un nuovo patto civile, come s’era fatto cinquant’anni prima con la Costituzione, cacciati i fascisti. Allora, nel ’92, gli italiani erano però ancora vergini, o quasi, di indignazione e di speranza: erano gli anni delle stragi di mafia, degli sforzi per entrare in Europa, maturavano o stavano per maturare lieviti nuovi nel panorama politico italiano. E oggi? Certo il re è nudo (e anche un po’ puttaniere…). Ma basterà questo a scalfire il callo e la disaffezione per la cosa pubblica che si sono saldamente piantati nel cervello degli italiani? Scrive Marco Travaglio sull’Unità del 20 giugno:

“Ogni epoca ha il 25 luglio che si merita. Restano da capire alcuni particolari: 1) chi saranno il Dino Grandi e il Galeazzo Ciano di questo film dei Vanzina che si sta girando fra Palazzo Grazioli e Palazzo Chigi”.

Il punto è che se deflagrazione ci sarà, essa, più che merito dell’indignazione degli Italiani, che, sinceramente, nella masse ammaliate da Berlusconi non leggo ancora, sarà l’effetto di una certa inevitabile saturazione della capacità del “nostro” di soddisfare appetiti, speranze e voglia di emergere: lo dimostrano per tutti  i casi Mike Buongiorno, Guzzanti padre, Peppino Gargani o, per restare al “Casino Grazioli”, a Marcello Vernola, quello di No, io non ci ho le poppe”.

 

 

Si arriva al punto, è inevitabile, che anche chi ha mangiato per anni nella greppia, e si è ingrassato, e ha coltivato speranze e adulazioni, non si sazia più: vorrebbe rimanere attaccato al suo posto di visibilità, ben ancorato alla destra del Papi, alla sua posizione di riconoscibilità e potere e invece… Invece è, inevitabilmente, scavalcato da uno più giovane, più affamato, più servile, più cinico. Che invece di adulare e basta è disposto persino a portare “coperte” per il “letto grande”.
E quando il numero degli scavalcati, dei delusi, dei colpiti nel proprio nercisismo (“Non mi ha fatto nemmeno gli auguri a Natale”, ha detto il Mike) supera una certa massa critica, allora sì che la crepa cerca solo l’occasione per far crollare la casa.
Pardon, il Casino.

2 pensieri riguardo “(They can get no) Satisfaction

  • 25 Giugno 2009 in 7:30
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    Non ho che da compiacermi di quanto mi è apparso al primo collegamento mattutino.
    Forse che il sito ha cambiato la home page, tinteggiandone di azzurro lo sfondo e ricorrendo anche alla lingua Inglese?
    Vi è una relazione fra ciò e lo stordimento conseguente i risultati elettorali?
    Abbiamo, forse, fruito di qualche “aiuto comunitario”?
    La ristrutturazione della “pagina casa” (per dirla come da noi) è stata possibile grazie all’atteso provvedimento governativo che consente di ampliare il volume della abitazioni, parlandone solo con il muratore?
    R.S.V.P.

  • 22 Giugno 2009 in 15:14
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    Voglio bene al “Nandone nazionale” quasi quanto te, caro Pasquale, ma ho altrettante perplessità circa la possibilità di vedere un nesso fra il bidèt di Villa Certosa ed il Water closed in cui Chiesa cercò di far sparire una busta piena di contanti, con tutto quel che ne seguì e che potrebbe, ora, essere in procinto di accadere.
    I tempi sono duri, il ventre appare molle e gli Idraulici paiono in altre faccende affaccendati.
    Lo so che era più credibile il Bossi del “celodurismo” di quanto non lo sia il “bitumato” quando afferma di “tener duro”. A parte il dignitoso pudore di non sentir specificare dove egli concentri cotanti sforzi e se, poi, riesca davvero a tener duro qualcosa, il fatto è che le parole sembrano aver perso il loro significato originario.
    Sono passati anni, oramai, da quando (allo Stadio, o davanti alla TV) in molti non ce la facciamo più ad urlare lo storico incitamento per sostenere gli Azzurri.
    Una ragazzina (di LIBERA), lo scrive il Nandone di cui sopra, ha timore a pronunciare il suo bel nome e, quando lo fa, è costretta a precisare di essere… maggiorenne. E tutto, perché si chiama Noemi.
    Oramai, siamo rassegnati ad attenderci, a ripetizione, precisazioni di Palazzo Chigi che chiariscano, di volta in volta, quale debba intendersi il vero significato da attribuire alle parole del Premier.
    Fonti solitamente ben informate hanno fatto trapelare il senso di una delle prossime precisazioni:
    “Il Premier è sempre più forte. La sua affermazione circa la volontà di tenere duro è suffragata da vari tentativi, tutti riusciti alla presenza di testimoni, che lo hanno portato a ottenere lo splendido (e fino a una trentina di anni fa) inatteso risultato di riuscire a piegare, e con una mano sola, quell’accessorio delle consumazioni finali che pareva giunto alla fine”.
    Ma ora, il pensiero che nei Seggi si stiano contando i SI, i NO ed i….. NON LO SO, richiede di pensare ad altro.
    Anche se il timore di quel che sentiremo dire nei “porta a porta” delle prossime settimane fa davvero venir voglia di interessarci ad altro.

    Chi ha Sky, non dimentichi (stasera 22 giugno, ore 21,20, di sintonizzarsi sul Canale 130) la possibilità di vedere, entro i confini nazionali, ciò che già oltr’Alpe hanno visto, inducendo ad amare considerazioni sul nostro Stato.
    Ben prima che si parlasse del bidèt di Villa Certosa e delle “coperte” per il “letto grande”!

    RB

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