L’antimafia ai tempi di Napoleone IV

Che si possa fare un “prodotto” – e dunque ricavarci soldi – persino sulla mafia, sui morti ammazzati, sul dramma e sul dolore di vittime innocenti non mi scandalizza, è nella necessità delle cose: chi ha scritto o girato “Il giudice ragazzino”, “I cento passi” o “Gomorra” si è impegnato, ha lavorato, ha prodotto, ha venduto e dunque ha guadagnato e fatto guadagnare. Ma è cosa ovviamente diversa scrivere un libro di denuncia, d’inchiesta o d’impegno civile – che dovrà pur vendere e fare il suo incasso – dal confezionare su commissione, e con lo scopo primario del lucro, la sceneggiatura di una fiction televisiva sfruttando un filone. E tuttavia, se il “prodotto” è realizzato bene, se è capace di parlare con efficacia alla sensibilità degli spettatori, il prodotto, anche se mercenario, può avere la sua dignità e persino essere utile alla causa.

Su Canale 5 sta andando in onda il martedì “Squadra antimafia. Palermo oggi”. L’ho scoperta per caso, a programma avviato. Ben fatto, trama intrigante, interpreti di qualità, ritmi giusti. Sorvolando su qualche strizzata d’occhio al voyeurismo degli spettatori, un prodotto ampiamente al di sopra della sufficienza.

Anche un buon prodotto, però, può facilmente “scadere”. Dipende dall’uso che se ne fa e dal contesto in cui è collocato.
Prima avvisaglia: mentre si narra in video di un ragazzo sequestrato e disciolto nell’acido, interviene uno spot pubblicitario: l’attuale conduttore di ciò che fu “Matrix”, e che ora è robaccia, preannuncia, trionfante, un’intervista esclusiva con Fabrizio Corona di ritorno dalla “Fattoria”.
Fine dello sgradevole spot e un’altra mezz’ora di buona e tesa fiction.
Alla fine della puntata il giudizio è senz’altro positivo. Ma in un niente, quanto visto di buono viene subito mortificato: una voce fuori campo, da televendita Mediaset, invita: “Gioca anche tu con Squadra antimafia. In palio una shopping card da 5000 euro!”
Resto senza parole. Che dire? E’ la Tv commerciale, ragazzi!
E’ la legge del profitto e della lotteria, dei sondaggi a pagamento e del televoto. Dell’ audience sbandierata anche sui morti del terremoto.
La logica di Napoleone IV e di chi lo insegue.

Pasquale Pirone

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