Muri

Nell’attesa di approfondire, singolarmente o nella maniera che Massimo De Vinco vorrà, “le parole e le cose” del nostro personale e collettivo CAOS, tento una mia navigazione.
Scelgo Coscienza, Gerarchia, Legge e Libertà. E costruisco il mio particolare quadrilatero.
Prendendo spunto da una mattinata, un poco affannata, cominciata da me medesima nella Sezione distaccata del Tribunale di Castellammare di Stabia e finita alla locale Stazione dei Carabinieri.
Niente di eclatante. Una ragnatela di inadempienze pubbliche stese intorno e sopra la solitudine di un diritto negato di una normale cittadina: mia madre, di anni 82.
Un negozio di proprietà, un inquilino “gommista” moroso e irrispettoso, un giardino retrostante sfregiato da pile di copertoni usati. Lasciati per offesa, incuria, strafottenza e sciatteria.
Che, non si capisce chi, come e quando dovrebbe rimuovere.
In questa scomoda passeggiata “ a salire ” il mio sguardo impaziente e, sempre più scoraggiato, è stato come calamitato da un paio di simboli rivelatori.
O per dire meglio dalla contraffazione o dall’assenza di qualcosa che non era dove simbolicamente doveva essere, o inopinatamente, stridentemente, era nel posto sbagliato :

1) Nelle aule di giustizia (lo avevano detto e lo hanno fatto, io l’ho visto solo adesso) la scritta “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI” è stata sostituita con la più criptica e ambiguamente interpretabile “LA GIUSTIZIA E’ AMMINISTRATA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO”. In maniera surreale o forse silenziosamente ironica, sul muro oggetto della mia attenzione, la parola prima della scritta originaria, “LA LEGGE”, è rimasta visibile. L’hanno lasciata, orfana della continuazione.
Sola. Come un monito, come un ricordo.

2) Da un altro muro, questa volta di Caserma, in posizione strategica, una fotografia colorata, anche graficamente spiacevole, di Ratzinger. Gialla e marrone.
Molto semplicemente, perché è lì? C’è sempre stata, su quel tipo di pareti, la foto di un Pontefice accanto a quella del Presidente della Repubblica? Perché non un carabiniere ragazzino coraggioso o un Generale morto ammazzato, carissimo nella Memoria di chi Memoria conserva?

E quindi, congiungendo con le linee i punti :

che Coscienza abbiamo della Gerarchia di non valori che, giorno dopo giorno, anche semanticamente, stanno cancellando, con “ le parole”, “ le cose”, snaturando per esempio l’idea stessa di Legge e restringendo il ” giardino retrostante” della nostra Libertà?

Maria Grimaldi

Un pensiero riguardo “Muri

  • 4 Aprile 2009 in 8:58
    Permalink

    L’immagine di quella sovrapposizione sul muro dell’aula di Tribunale, mi ha fatto tornare a quando, bambino, vedevo grandi scritte composte a caratteri neri “regolarissimi” su vistosi sfondi bianchi tracciati sulle pareti esterne di case isolate lungo strade di campagna.
    Erano moniti solenni (specie per i bambini di allora) che riecheggiavano frasi di un passato, finito da poco, e che si pensava sepolto già prima di quanto il tempo avrebbe impiegato a rendere logore quelle scritte.
    Poi sono venuti i cartelloni pubblicitari ad occupare quegli stessi spazi.
    E tutto sembrava rispondere meglio ai tempi, ai nuovi bisogni.
    I quadrilateri, così come le scritte, si inseguono. Purtroppo, anche stavolta, sugli stessi spazi.

    No comment sull’ossequio del Maresciallo di Stazione a un Capo di Stato straniero.
    Dio non voglia che, fra qualche anno, a noi non capiti di avere imbarazzo a riconoscersi nell’effige “ufficiale”, quella del… nostro.

    Te l’immagini, Maria, trovarsi noi ad urlare (a mo’ di invocazione): “Mister Obamaaaa…. Help!”.

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