Beppino, Abramo e la legge di Dio

La ‘Legge di Dio’, per noi credenti, dovrebbe servire a ‘relazionarci’ con Dio”
“Ma allora, viene da chiedersi, “… perchè, ‘norme’ che vengono da Dio, non riescono a suscitare unanimità di consensi ma, anzi, sono spesso fonte di ‘conflitto’ nelle coscienze di molti (credenti e non credenti)?”
Che razza di difficoltà ha Dio, nel farsi capire? Oppure sarà colpa delle ‘interpretazioni’ con cui ‘qualcuno’ ci prova a ‘spiegare’ queste norme, talvolta forzandole a proprio vantaggio?
Saranno queste ‘interpretazioni’, e non la ‘norma’ in sè, a suscitare qualche ‘perplessità’ sia in chi dovrebbe recepirle, in forza della propria Fede, sia in chi prova, semplicemente, a ‘dare un senso’ alla propria vita ?
Recentemente mi è stata rivolta questa domanda:“ma lei mette prima Dio (e la sua Legge) o prima l’uomo nelle sue scelte di medico?”, a proposito di un intervento fatto durante un convegno, in cui avevo difeso la posizione di Beppino Englaro, non condividendo affatto le accuse di ‘omicida’, cristianamente rivolte a lui e, indirettamente, anche a me.
Credo sia poco corretto porre in questo modo la domanda. E ho molta paura di chi pensa ‘in verticale’.

A questo punto, di solito, qualcuno interrompe il ragionamento citando l”obbedienza’ di Abramo (Gn,22) che conduce (e io aggiungo: “vigliaccamente e con l’inganno”) al sacrificio (‘omicidio’ ?) suo figlio Isacco con la ‘scusa’ di un pic-nic in montagna …!

Dico subito, a scanso di equivoci, che se fossi stato al posto di Abramo, avrei immediatamente e tranquillamente ‘pregato’ (è un eufemismo!) Dio di rivolgersi altrove.
Ebbene,sì! Confesso che non sarò mai capace di legare mio figlio, nè nessun altro essere umano, su un altare per ucciderlo (e pure a tradimento!)! Lo confesso pubblicamente a tutti coloro che, certamente, hanno più Fede di me ed ucciderebbero, magari con inni e salmi, i loro figli, amici, nemici, mogli e pure qualche suocera, per gradire …!

Immagino che per Abramo sia stato più facile ‘obbedire’ a Dio perchè tra i due c’era una relazione diretta (si parlavano) e quindi, non essendoci bisogno di chi ‘interpretasse’ gli ordini del Capo, ‘obbedire senza indugio’ gli è stato facile (e comunque, rimane l’inganno a Isacco…!).

Mi piace credere che quello sia stato il giorno in cui ‘Dio’ abbia cominciato una serie di ‘test sull’intelligenza’ fornita alle Sue creature e, soprattutto, sulla loro capacità di ‘discernimento’.
E non so se Dio, a partire da quello stesso giorno, sia rimasto particolarmente soddisfatto del risultato ottenuto nei successivi millenni (non sono tra quelli che possono chiederglielo direttamente), ma è Storia dell’Uomo che, un bel giorno, Egli ha (dovuto?) mandare Suo Figlio per farci (ri)spiegare da Lui, ancora una volta direttamente, cosa fare per amarLo davvero…
E infatti, nei Sinottici, Gesù si oppone inequivocabilmente ad ogni tentativo di rinchiudere la vita umana entro la casistica delle interpretazioni rabbiniche della legge. Egli si oppone ad una legge sabbatica, composta di divieti arbitrari, ed alla pretesa dei Farisei d’imporre alla società dei gioghi che Dio non ha posti, dimenticando la giustizia ed il Regno di Dio.
Quindi Dio, spaccando La Storia (che, da allora, si divide in un ‘prima’ e un ‘dopo’ Cristo) ci ha fatto (ri)dire da Gesù in persona (e questo avvalora, immodestamente, la mia tesi sul ‘test’ di intelligenza …): “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Mt 19,16-19).

Che vuol dire, semplicemente: “Tratta gli altri come vorresti essere trattato tu” ovvero, con formula negativa, forse ancora più esplìcita: “NON FARE agli altri ciò che NON VUOI ti sia fatto”.

QUESTA è la LEGGE di DIO.

Chi la ‘interpreta’ dandole contenuti diversi da queste semplici e chiare enunciazioni, commette un ‘reato’ verso Dio, l’umanità e l’intelligenza.

Alla prossima per qualche ‘riflessione’ sul ‘non uccidere’…

Massimo De Vinco

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